"Ceriana è un paese che riesce sempre a stupire e il 29 di agosto, nella piazza della chiesa, si è svolta una serata significativa ed emozionante. Sul palco, allestito per le manifestazioni estive, si sono esibiti i ragazzi che hanno partecipato alla 'colonia', iniziativa sostenuta dal Comune, che permette ai bambini del paese di recarsi al mare e poi in montagna nei mesi di luglio e agosto".
Lo scrive Rinalda Martini, facendo una riflessione sulla serata di domenica a Ceriana. "Durante il pomeriggio, dopo i giochi - prosegue - i ragazzi, aiutati dagli assistenti e da molti volontari, si dedicano allo studio del dialetto cerianasco. L'attività si conclude con una recita, in cui i ragazzi interpretano alcune commedie dialettali scritte appositamente per loro. Quest'ultimo anno, poiché ci si avvicina alla celebrazione del 150° dell'unità d'Italia, sono stati tradotti in dialetto anche i primi dodici articoli della Costituzione. Immaginate ora di trovarvi nella piazza gremita di gente con la luna alta nel cielo e le statue dei quattro evangelisti che, dalla facciata della chiesa, sembrano sorvegliare ogni cosa... Immaginate i ragazzi che, dopo aver suscitato le risate del pubblico con l'interpretazione divertente dei personaggi delle commedie, diventano più seri e consapevoli e si alternano nella lettura dei dodici articoli fondamentali. Questi sono letti prima in italiano, poi in dialetto, ma poi anche in arabo, in albanese, in rumeno, in inglese, in francese da ragazzi le cui famiglie sono originarie di quelle terre, ma residenti a Ceriana. Infine, alla lettura del 12° articolo, che recita: 'La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso...' immaginate di veder arrivare tante bandiere tricolori, piccole per i piccoli, più grandi per i ragazzi più grandi e di sentire le parole dell'Inno di Mameli scandite dalle voci limpide ed intonate di tutti i ragazzi ormai presenti insieme sul palco. Allora anche la gente in piazza, con il Sindaco in prima fila, si è alzata in piedi, emozionata e commossa, consapevole, senza retorica, di aver vissuto un momento di grande spessore culturale, sociale e umano".





