Si è fatto un gran parlare, nelle ultime ore, delle tele possedute dal Comune di Sanremo, direttamente o indirettamente (vedi Casinò e relative opere presenti all’interno della casa da gioco). Il Comune matuziano, alle prese con il ‘Patto di Stabilità’ sta cercando di risparmiare il più possibile e, con la ricapitalizzazione che sembra ormai alle porte per il Casinò, è fondamentale trovare ‘palanche’ fresche, da assegnare alle casse dell’azzardo sanremese.
Se Giulio Ghersi, che si occupa delle manifestazioni all’interno del Casinò, è alla ricerca delle opere di proprietà della casa da gioco che, negli anni d’oro’, vennero donate dagli artisti per poter esporre nella ‘bianca casa’ (ora beige a dir la verità…) e creare così una mostra ‘permanente’, negli ultimi mesi l’Amministrazione Zoccarato sta pensando alla cessione di qualche ‘gioiello di famiglia’. Ma la questione quadri è stata la più ‘battuta’, con un articolo sul Corriere della Sera, subito ‘ripreso’ dal Tg5, che ieri ha mandato in onda un servizio.
E se Sanremo risolvesse in un sol colpo i suoi problemi finanziari andando a vendere qualche ‘gioiello’ presente in città, che però non rientra in ambito immobiliare? La soluzione ci potrebbe essere, ma deve essere fatta prima una seria indagine burocratica perché le tele di cui stiamo parlando potrebbero non essere di proprietà del Comune. Alla Pinacoteca ‘Rambaldi’ di Coldirodi ci sono alcuni quadri di Salvator Rosa, pittore napoletano del ‘600, che valgono tra i 12 ed i 15 milioni di euro. Tra queste tele spicca ‘Le tentazioni di Sant’Antonio’ (nella foto), uno dei tre quadri identici, due dei quali sono presenti a Firenze, negli ‘Uffizi’.
Il quadro, secondo una delle ultime stime assicurative per le mostre di Torino ed Amburgo, potrebbe valere tra i 4 ed i 6 milioni di euro. La conferma è arrivata negli ultimi mesi anche dall’illustre critico d’arte Vittorio Sgarbi, che aveva utilizzato il dipinto come locandina per una sua mostra nel capoluogo piemontese. Il problema, ora, per il Comune di Sanremo (nel caso in cui ci fosse la reale volontà di vendere) è la proprietà dei quadri. Questi, infatti, vennero donati all’allora Comune di Coldirodi che, dopo un referendum, venne annesso a Sanremo nel 1956. I quadri sono di proprietà della Pinacoteca Rambaldi ed il curatore è il Parroco. In caso di vendita, quindi, l’iter burocratico non sarà certo facile.





