Un nostro lettore, Tiziano Radice, ci ha scritto in merito alla 'burla' della '5 Stones' nella Pigna:
"Mi è proprio dispiaciuto che la notizia del Casinò alla Pigna sia stata una burla! Quando nel 2003 abbiamo, io e mia moglie, comprato un appartamento alla Pigna, tornavamo da un viaggio in Francia e Germania, dove vi è una consolidata cultura di recupero di borghi antichi, e ci siamo illusi che anche a Sanremo, nel giro di qualche tempo avremmo assistito a simile miracolo. E invece da allora l'unica cosa cambiata è l'ulivo in piazza Santa Brigida, che ha sostituito il pino marittimo. All'epoca ci eravamo informati e di fatto esisteva un progetto di recupero mai realizzato. In questi anni abbiamo assistito alla apertura di negozietti, tutti irrimediabilmente chiusi nel giro di qualche mese. La malavita e lo spaccio, invece, non hanno avuto interruzioni. Ci sono voluti persino anni per far mettere telecamere che almeno diano una parvenza di controllo. Il problema è tutto della amministrazione pubblica: manca infatti una concreta strategia pubblica di recupero, ma soprattutto la volontà di realizzarla. E non ci dicano che è questione di soldi, se sono stati trovati, e forse anche sprecati, per fare lo 'splendido' lavoro di corso Matteotti. Caro Direttore, in attesa di trovare il compratore dell'appartamento, che nel frattempo ho messo in vendita, formulo i miei più sentiti complimenti e ringraziamenti alla Associazione Pigna Mon Amour, che certamente ha raggiunto l'obiettivo di far parlare della Pigna! Particolarmente divertenti, infine, ho trovato le parole di stizza del Sindaco e persino del Vescovo. Mi auguro che alla stizza, facciano seguire ora i fatti. Alla Associazione Pigna Mon Amour tutto il nostro incitamento a continuare e andare avanti. Ben venga qualsiasi iniziativa che contrasti l'immutabile e insopportabile status quo".





