Al Direttore - 25 agosto 2010, 18:20

Presunto caso di razzismo su un bus RT: l'intervento di una nostra lettrice

Presunto caso di razzismo su un bus RT: l'intervento di una nostra lettrice

Una nostra lettrice, Teresa Barazzetti, ci ha scritto in relazione al presunto caso di razzismo su un bus della Rt:

"Sono molto lieta che, questa volta, sia stato il Direttore della Riviera Trasporti in persona a rispondere alla lettera di una lettrice che evidentemente poco conosce il normale andazzo che si riscontra viaggiando quotidianamente sui mezzi pubblici. Non entro nel merito dell'accaduto perché non sono stata testimone né ho gli elementi per farlo. Giustamente sarà fatta chiarezza dagli organi competenti tuttavia, come ho già fatto altre volte, vorrei portare semplicemente la mia personale esperienza di utente quotidiana delle linee gestite dalla Riviera Trasporti. Gli utenti paganti sono una esigua minoranza a fronte di quanti, italiani compresi, evitano accuratamente di acquistare o di timbrare il biglietto. In molte occasioni ho assistito ad episodi di 'irritante' comprensione da parte dei Controllori che non si può proprio dire siano dei mastini, bensì dei tolleranti guardiani che spesso e volentieri vengono anche presi bellamente in giro dai furbi e dai senza identità, a volte anche spalleggiati dai difensori delle cause perse che pensano di elevarsi al di sopra delle regole pronunciando le magiche parole 'razzismo e discriminazione'. In questi casi, come giustamente rileva il Dr. Amabile, coloro che si comportano correttamente si sentono davvero discriminati, anche se in pace con la coscienza e il senso civico che non evita però loro, compresi anziani e mamme con bambini, di viaggiare in piedi anche su tratte extraurbane, mentre i portoghesi senza scrupoli occupano i sedili e ingombrano con borsoni e grossi sacchi gli spazi disponibili. Questo è razzismo, perché pone in stato di disagio e di prevaricazione coloro che legittimamente, essendo muniti di regolare biglietto, detengono appieno il diritto  di viaggiare, a prescindere da razza e colore della pelle. Chi sente il bisogno di difendere i prepotenti, i maleducati, i truffatori che viaggiano senza pagare la corsa a scapito dell'Azienda e di coloro che pagano, lo faccia pure, ma senza tirare in ballo il razzismo che in questo, come in altri casi, non ha niente a che vedere con lo svolgimento di un incarico di verifica che i Controllori, purtroppo sempre troppo pochi, eseguono tra difficoltà e rischi che probabilmente la lettrice non si è mai data la pena di rimarcare".

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