Nei giorni scorsi è apparsa sulle pagine locali di importanti quotidiani la questione Comune di Ventimiglia-Regione Liguria per quanto concerne le aree ferroviarie di Ventimiglia ed il loro futuro. Le segreterie provinciali dei trasporti Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt–Uil e Ugl A.F., hanno espresso un parere univoco e critico sulla vicenda.
"Molti politici - scrivono i sinsacati - forse non sono al corrente del fatto che la stazione di Ventimiglia negli ultimi 10 anni ha perso circa l’80% dei collegamenti con l’estero, e circa il 50% dei convogli nazionali , basti pensare al mitico treno blu per Parigi oppure al treno notte per Roma Termini e Venezia. Praticamente Ventimiglia ed il ponente Ligure, aree votate al turismo ed al commercio, sono oggi tagliate fuori dai collegamenti su rotaia più importanti, non stiamo parlando di Freccia Rossa, ma di semplici Intercity, per noi molto importanti per i collegamenti con il resto dell’Italia. Il tutto si è svolto nel silenzio più totale! Questo si è tradotto in centinaia di posti di lavoro perduti. Comunque ad oggi presso le aree ferroviarie della stazione di Ventimiglia gravitano ancora 300 posti di lavoro, che vanno tenuti in considerazione nel momento in cui si deciderà una riconversione delle aree FS di qualsiasi tipo e natura. Fino ad oggi le parti sociali non hanno avuto nessun contatto né con l’amministrazione comunale di Ventimiglia né con la Regione Liguria atto a prendere in considerazione il dato dei livelli occupazionali che queste aree generano. Non siamo disposti a vedere la perdita di ulteriori posti di lavoro nella realtà di Ventimiglia, in forte difficoltà sotto il profilo dell’occupazione".





