Una nostra lettrice, Teresa Barazzetti, ci ha scritto per rispondere alla mail di Sauro Mauro ed alla sua affermazione 'la pista ciclabile è di tutti':
"Ricordo al Signor Mauro che, con questa asserzione, che ritengo leggermente azzardata, include automaticamente anche coloro che non rispettano le norme, abusano della pazienza e della comprensione del prossimo, insudiciano senza riguardo, con i loro comportamenti mettono in pericolo l'incolumit degli altri frequentatori, rispondono con insulti a chi tenta di farsi le proprie ragioni o pretendono di giocare la partita domenicale con gli amici proprio pensando, a torto, come tutti gli altri che ho elencato, che la pista sia 'di tutti... loro'! Considerare la pista 'di tutti' equivale a farne terra di 'nessuno', dove ognuno esercita il proprio arbitrio a scapito di tutti gli altri, in un marasma che la rende pericolosa e infrequentabile. Non entro nel merito del divieto ai pattinatori tra i quali, come ovvio, ci sono persone corrette e maleducati, come per tutte le altre categorie di frequentatori; il problema è che un solo maleducato pu recare danno a molte persone, dove molte persone per bene non possono nuocere ad alcuno, quindi direi che sarebbe molto pi auspicabile che la pista divenga al pi presto "di tutti coloro che rispettano le regole della buona educazione", che significano sicurezza e quieto vivere. Utopia? Forse, ma al di fuori di questo la pista ciclabile che, ricordo, prima di tutto è di Area 24, potrebbe in futuro essere resa accessibile dalla propriet a precise condizioni e assoggettata a rigide norme di comportamento".





