Un nostro lettore, Giancarlo Colucci, Presidente dellOrdine dei dottori commercialisti, ci ha scritto per dire la sua e rispondere ad Alberto Pezzini, in particolare ad un suo articolo publicato sul settimanale 'La Riviera':
"Non condivido il parere di Alberto Pezzini, circa il polmone verde costituito dagli alberi di Via Padre Semeria. Quella di Via Padre Semeria e dei suoi pini è diventata una bandiera ad uso delle speculazioni politiche. Basta guardare Sanremo dal porto per vedere che il problema degli alberi e del polmone di ossigeno non dipende dai pini di Via Padre Semeria: semmai da come viene usufruito e soprattutto gestito e regolamentato luso del patrimonio verde di Sanremo, i suoi boschi e i suoi giardini. Se avessi un piccolo in carrozzella... non potrei circolare in Via Padre Semeria. Agli occhi dei turisti che entrano è eternamente sconnessa. I pini potevano andar bene nel 1955 quando Via Padre Semeria era una strada di periferia... in corso di costruzione (arrivava al tornante) per collegare una frazione e non unautostrada. Finché non si trasforma Sanremo in una Zermatt (e questo comporterebbe scelte e spese radicalmente diverse) non possiamo rinunciare a strade di accesso decorose alla cittŕ, con un minimo di rispetto anche per i pedoni, ora sacrificati anche sulla 'passeggiata a mare' rectius 'pista ciclabile'. Allora invito pubblicamente il nuovo Sindaco a tagliare 'il mio pino', che si trova davanti alla cappelletta e che con la mia classe di terza elementare di via Volta ho messo a dimora nel marzo 1955. Ed invito a farlo anche tutti i sanremesi che con me hanno piantato gli altri pini. Ci rinuncio cosciente di fare unopera giusta. Poi con i risparmi dei costi di manutenzione della strada, manteniamo meglio, per i bambini, per i pedoni e per i turisti, i giardini e le fontane (censite... ma abbandonate), i sentieri di accesso ai boschi ed i boschi stessi.





