"Dal 1995 ho partecipato a quasi tutte le elezioni amministrative e sono stato consigliere comunale per 9 anni e provinciale negli ultimi 4; nelle prossime elezioni provinciali del 28 marzo non sarò più candidato".
Inizia così una lunga 'lettera aperta' di Giovanni Trucco, che lui stesso titola 'Perchè non sarò ricandidato alle prossime elezioni Provinciali'. "In realtà - prosegue - avevo dato la mia disponibilità a concorrere per il PD nel collegio di Imperia Oneglia(centro IV) dove ero stato eletto nel 2006 (allora esistevano ancora i DS); Oneglia è il quartiere della città dove sono più radicato e dove avrei maggiormente aiutato il partito a raccogliere anche preferenze che storicamente vanno al centrodestra. Questa disponibilità non è stata considerata dai dirigenti locali e provinciali del PD perché sul collegio di Imperia IV c’erano altri pretendenti (di cui si discuteva da settimane senza avermi mai coinvolto) ed in alternativa mi è stato proposto il collegIo V (Castelvecchio, Frazioni, una parte degli Argini). Nel propormi il collegio di Castelvecchio si è sostenuto che la mia famiglia è in parte originaria di Castelvecchio e che io abito (peraltro da pochi anni) in quel quartiere: non ho capito perchè lo stesso criterio di origine non sia stato adottato per altre candidature, Amministratori e politici che hanno il polso della propria città dovrebbero sapere che Castelvecchio è il quartiere della città che ha maggiormente cambiato il proprio insediamento sociale (mentre altri come Oneglia e la Marina di Porto Maurizio sono rimasti gli stessi) essendo gli attuali punti di maggior aggregazione gli insediamenti di Viale Europa e la Parrocchia: in questo contesto il PD avrebbe potuto proporre candidature senz’altro più valide della mia. La vicenda della preparazione delle elezioni provinciali è stata gestita dalla segreteria provinciale in modo superficiale perché contemporaneamente impegnata a preparare quelle regionali e soprattutto a lavorare per una soluzione che vedesse il segretario provinciale catapultato nel listino di Burlando (elezione certa in caso di vittoria senza dover raccogliere personalmente i voti). Sulle mie considerazioni influisce senz’altro l’amarezza personale di non aver visto riconosciuto il segnale della mia adesione al partito Democratico, di non aver considerato l’apporto, anche elettorale, che avrei potuto portare nel collegio di Imperia Centro e di non essere mai stato coinvolto negli ultimi 9 mesi, benché Consigliere Provinciale, nella attività degli organismi del partito. Uno dei rari e isolati contatti con la segreteria provinciale è stato il 24 novembre quando sono stato invitato a presenziare alla messa del Card. Bagnasco al Duomo: direi poco per un partito di sinistra. Peraltro l’amarezza per le questioni personali si integra con un contesto politico sul quale sono necessarie alcune considerazioni. Il PD provinciale esprime una dirigenza che non è vista come credibile alternativa alla destra a causa dell’autoreferenzialità di alcuni dirigenti, delle profonde divisioni tra loro, dello scarso rinnovamento, dell’incapacità a parlare a vasti settori della società. Nella nostra provincia è necessaria una alleanza di tutte le forze che intendono contrastare il sistema di potere politico economico che ruota attorno alla destra e al suo ministro. Nel centro moderato sono chiaramente emersi ultimamente dei messagi in questo senso: DONZELLA e GRAMONDO i più noti. Gli stessi settori del centro moderato della nostra provincia che per le elezioni regionali hanno trovato credibile la proposta politica di Burlando non altrettanto (a ragione) si sono fidati come interlocutori dei dirigenti locali del PD preferendo correre da soli (in ogni caso in alternativa alla destra) alle prossime elezioni Provinciali. E’ necessario un profondo rinnovamento della dirigenza PD della provincia, che non è altro che la somma delle vecchie dirigenze DS e Margherita: a tale scopo saranno importanti i segnali che emergeranno dalle prossime elezioni Regionali e Provinciali. Sarà importante che l’elettorato premi la proposta politica di Burlando per l’attenzione che nei 5 anni in cui ha amministrato la regione ha dimostrato verso il nostro territorio e per il valore politico dell’alleanza che ha saputo costruire: per questo mi impegnerò alle elezioni regionali. Devo invece constatare che la proposta politica per le elezioni Provinciali è debole perché in una Provincia come la nostra si limita ad alleanze chiuse all’interno del proprio recinto senza cercare di parlare ai ceti moderati. Quindi sarà importante che alle elezioni Provinciali l’elettorato premi chi al centro vuole costruire con una sinistra credibile (prima di tutto negli uomini) un’alternativa alla destra. Come uomo di sinistra, lo sono e lo rimarrò, che crede in un’alleanza tra riformisti e moderati di centro, alle elezioni provinciali voterò per Gramondo Presidente della Provincia, invitando i pochi o tanti amici o compagni che me lo chiederanno a fare lo stesso. Bisogna sperare che il PD dalle prossime elezioni provinciali (dove più si misura la capacità e l’iniziativa di una dirigenza politica locale) esca ulteriormente ridimensionato per far capire all’attuale dirigenza politica che è giunta l’ora di farsi da parte e favorire così una politica di confronto con la società e la costruzione di un’alleanza programmatica seria con il centro e le altre forze di sinistra. Farsi da parte non dovrebbe neanche essere difficile visto che alcuni (in caso di vittoria di Burlando, cosa che auspico con tutto il cuore) saranno catapultati in Consiglio Regionale, altri rieletti in quello Provinciale ed altri ancora eletti sia in consiglio Comunale che Provinciale (giusto per favorire il ricambio): speriamo che così si dedichino solamente all’impegno amministrativo lasciando ad altri il compito di ricostruire il partito. Concludo sottolineando come la mia analisi politica (chiaramente soggettiva e opinabile!) è indipendente dall’amarezza per la scarsa considerazione dimostratami; la stessa analisi l'ho espressa in tempi non sospettabili in più occasioni (non negli organismi del PD perché a questi, come già detto, mai sono stato invitato). Rimango iscritto al PD perché credo nel progetto nazionale; spero per il fatto di non aver eseguito gli ordini di scuderia di non incorrere nelle purghe di storica memoria del coordinatore provinciale PD e di non venir anch’io espulso per aver dichiarato il mio voto in dissenso".





