giovedì 23 agosto 2018, 10:00

Quando i fotografi sanremesi scrivevano con la luce ...

La mostra di Santa Tecla tutta da vedere per conoscere la città e la sua storia

Quando i fotografi sanremesi  scrivevano con la luce ...

… Le fotografie non sono economiche a San Remo; ma un fotografo (Pietro Guidi), sotto la direzione di Dottor Francesco Panizzi, ha realizzato una cospicua raccolta fotografica, riprendendo circa 150 specie botaniche della flora spontanea di San Remo. Questi specimen sono meravigliosamente colorati con le tinte naturali delle piante originali e formano una preziosa raccolta della flora della zona ... 

Da Wintering in the Riviera with notes of travelling in Italy and France By William Miller Lungsman Green & CO – London- 1879  

 

La fotografia, nei suoi primi anni di vita, vagò alla ricerca di moduli espressivi autonomi, favoriti dal formidabile progresso tecnico dei procedimenti meccanici, ottici e chimici. La carenza principale, addebitata dagli storici ai primi fotografi, sembra essere quella di non aver capito immediatamente (al di la di una ricerca tecnico-formale) le peculiari potenzialità e la carica rivoluzionaria the il nuovo mezzo di espressione poteva racchiudere, in rapporto alle altre forme di rappre­sentazione della realtà. Raramente, ed in pochi, si resero conto che per primi avevano la possibilità di fornire una personale visione del mondo autenticamente originale; non avvertirono che potevano parlare, ridere, giudicare, commiserare, in una pa­rola "comunicare per mezzo delle immagini prodotte”.

Si limitarono (ma le foto in mostra sembrano dimostrare il contrario) a restituirci 1'agiografia e la superficie dei soggetti senza apprezzabili approfondimenti anche quando i progressi tecnici permisero un più immediato e facile approccio con la realtà in movimento.

L'uomo, la vita in ge­nere, sembrano i grandi assenti della fotografia ottocentesca nazionale e locale; ed anche quando i personaggi si trovano inseriti nel paesaggio o sono presentati in primo piano, vestiti dei costumi tradizionali, raramente assumono accenti di verità; quasi sempre mostrati come oggetti esotici, ritratti senza par­tecipazione, denunciando cosi il vero scopo per il quale queste immagini furono prodotte dalla nutrita schiera di fotografi stanziali o itineranti e stampate in un innumerevole numero di copie nei preziosi torchietti esposti al sole. La vera ra­gione di questa frenetica produzione fu infatti quella di sostituire con immagini fotografiche le incisioni, gli acquerelli ed i dipinti di carattere ambientale the gli stranieri richiedevano con insistenza.

Era scarsamente diffusa la cartolina po­stale o la fotocamera personale e di conseguenza, chiunque avesse voluto portare con sé un ricordo della permanenza, doveva necessariamente scegliere fra le diverse pro­poste fotografiche offerte dai primi atelier che facevano a gara nel propagandare i magnifici album, gli ingrandimenti seppia o la serie delle piccole «carte de visi­te» cartonate.

Come si può leggere sulle pagine pubblicitarie delle prime guide della nascente Sanremo turistica, già nel 1876 Giovanni Scotto ("Jean" per i clienti) e Pietro Guidi vantavano la specialità delle vedute di tutta la riviera, le quali in tanto pre­gio sono tenute dagli stranieri e dagli italiani affermando inoltre, a garanzia del­la qualità, di vantare anni di attività artistica nella nostra città.  

Questi due fotografi, the hanno ritratto nei loro studi alcune gene­razioni di sanremesi e di ospiti, dimostrano un sorprendente bagaglio tecnico ed una eleganza stilistica apprezzabili nella numerosa serie di ritratti arrivati sino a noi.

Più lezioso e raffinato Scotto che giunse sino al preziosismo di montare le proprie opere su cartoncini stampati nella lingua dei propri clienti cosicché la via Vittorio Emanuele n. 16 degli italiani diventava le rue Victor Emmanuel dei francesi, la Victor Emanuel Strasse dei tedeschi e la Victor Emanuel Street degli inglesi.

Più sobrio ed asciutto appare invece lo stile di Pietro Guidi, le cui opere ra­ramente sono appesantite da fondali, tende o mobili barocchi, ma dimostrano 1'attenzione e la cura posta nella ricerca di una naturale compostezza espressiva.

Il nostro discorso si centra necessariamente su questi due autori perché, oltre alle numerose fotografie di studio pervenuteci, gran parte dell'abbondante materiale illustrativo della "Sanremo com'era" risulta di loro produzione.

Non solo, ma sia Guidi che Scotto compirono, negli anni che vanno dal 1855 al 1880, delle vere e proprie campagne fotografiche nei dintorni della nostra città spingendosi sino agli estremi della Costa Azzurra. Pietro Guidi inoltre ebbe il merito, come abbia­mo già detto, di tramandarci, attraverso le splendide tavole botaniche tuttora con­servate presso la nostra Biblioteca, molte specie vegetali ormai estinte e dimostrò nelle sue vedute una particolare predilezione per il nostro suggestivo immediato entroterra.   

Le fotografie della flora fu­rono eseguite nella seconda metà del 1800 come testimonia il perio­dico "Sanremo" del 26 novembre 1870. Nel depliant pubblicitario di allora oltre al prezzo spicca l'indicazione: "Per le domande rivolgersi al signor Pietro Guidi fotografo, Sanremo, Italia".

Scotto, che aveva iniziato la sua attività in Genova prima del 1860, do­cumentò invece in particolare gli aspetti della nascente industria turistica e fu il fotografo della élite internazionale che cominciava a scegliere Sanremo per i propri soggiorni. Memorabile e degno di menzione risulta il suo impressionante re­portage sul terremoto dell'87, fotografie che servirono come base alle famose in­cisioni dell'Illustrazione Italiana nei servizi dedicati alla catastrofe.

A questi due autori vanno affiancati Francesco Ginatta e Domenico Mansuino; il primo aprì uno studio in via Gioberti 3 e di lui, anche se ci sono giunte poche fotografie, re­sta comunque un approfondito intervento pubblicato nel “Pensiero di Sanremo” dell'8 marzo 1888, articolo nel quale vengono divulgate le più importanti tappe della storia delta fotografia e, cosa insolita per gli indaffarati fotografi di tutti i tempi, si tenta un'analisi sullo specifico di questo nuovo mezzo di comunicazione fornendo dati sui costi della ma­no d'opera, sulle diverse scuole esistenti e si delineano ipotesi per il futuro dell'arte foto­grafica.

Domenico Mansuino giunse a Sanremo nel 1880 dopo aver iniziato le sue esperienze artistiche a Cannes ed aver brevemente lavorato a Ventimiglia ed a Oneglia presso il fotografo Merlo. 

Nella nostra città Mansuino aprì uno studio in corso Garibaldi 3 iniziando una notevole attività di ritrattista e vedutista, atti­vità che verrà continuata dai figli Quinto ed Arturo sino al 1944. Domenico Mansuino, al di la dei riconoscimenti che gli competono, testimoniati del resto della qualità dei lavori pervenutici, merita anche plauso e considerazione per averci tramandato una preziosa serie di negativi al collodio umido scattati attorno al 1880, immagini che oggi è possibile ristampare ed ingrandire e che costituiscono uno dei ritrovamenti più rari ed interessanti di questi ultimi anni.

Queste lastre di vetro 24 x 30, ottimamente conservate, mostrano ancora le striature dovute alla colata del liquido sensibilizzante operata dal fotografo stesso che, pochi minuti dopo, le avrebbe impressionate. Esse tuttora ci ricordano, assieme alle positive all'albumina che verranno esibite nella Mostra, di quanta fatica, passione, abilità fossero capaci i primi uomini che "scris­sero con la luce".

 

 

   

 

La Mostra SANREMO e l'EUROPA in svolgimento a Santa Tecla sino al 9 settembre, è strettamente collegata al copioso patrimonio artistico e storico esistente nel Museo Civico di Piazza Alberto Nota in Sanremo, con la Pinacoteca Rambaldi di Coldirodi  e la Chiesa di Santa Brigida nella Città vecchia; tutti luoghi che invitiamo caldamente di visitare. -

 

- Ingresso libero orario 17- 23.

Chiusura settimanale: il Lunedì

-       Programmi

-          - Sabato 25   Agosto ore  21,30 Prof. Saverio Napolitano - Stranieri in Riviera tra ottocento e novecento- Presenta Loretta Marchi.

-         - - LUNEDI’ 27 Agosto all'Ariston-Sala 1 - Ore 21,15 verranno proiettati un documentario Sanremo la perla della Riviera  ed il Film Ma l'amor mio non muore  di Mario Caserini girato a Sanremo nell'anno 1913.

La cittadinanza è cordialmente invitata dall’Ariston, dal Polo Museale di Genova, dal Comune di Sanremo e dal Club per l’Unesco di Sanremo nell'ambito delle manifestazioni collaterali alla Mostra Sanremo e l'Europa.

 

La Mostra proposta dal Club per l’Unesco di Sanremo  “Sanremo e l’Europa: l’immagine della città tra Otto e Novecento che si svolge a Santa Tecla resterà aperta sino al 9 settembre, e si avvale del Patrocinio del Polo Museale Ligure, del contributo del Comune di Sanremo, del prezioso aiuto degli Sponsor  Banca di Caraglio, COOP Liguria, C.N.A. Imperia, UNOGAS e Impresa Marino Sanremo.

 

 

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