POLITICA
mercoledì 08 novembre 2017, 11:44

Ventimiglia: tutti i Sindaci del comprensorio intemelio si stringono intorno al collega Enrico Ioculano (Foto e Video)

"Di chi è la responsabilità del raggiungimento di una tale clima? Ciascun individuo ne ha la responsabilità, con le proprie esternazioni. Dunque l'auspicio è che anche le minoranze di ogni Amministrazioni, assumano la consapevolezza che hanno il compito di mantenere bassa l'asticella dello scontro sociale”.

“Oggi noi Sindaci del comprensorio intemelio ci stringiamo attorno al nostro collega, Enrico Ioculano. Sono intollerabili le minacce, i toni vigliacchi e le parole violente che, da mesi prendono di mira il primo cittadino di Ventimiglia ed i suoi cari”.

Inizia così il documento redatto dai Sindaci del comprensorio che va da Ospedaletti alla città di confine (compreso l’entroterra), a sostegno del collega. “La nostra solidarietà è umana e politica – proseguono -. Al suo posto, vittime di ignobili minacce di morte insieme ai nostri affetti, potrebbe esserci ognuno di noi, indipendentemente dal colore politico. Le minacce rivolte al Sindaco non solo offendono la sua persona, ma anche l’anima dei cittadini della comunità Intemelia, che oggi rappresentiamo. Creando una situazione destabilizzante per l’intero territorio che con impegno del nostro operato, intendiamo mantenere unito e solidale. Enrico paga il prezzo di ricoprire un ruolo cruciale nella società, in un contesto teso e complesso, un posto di governo che lo mette di fronte a problematiche travalicano le competenze di un ente locale. Quanto successo dimostra come il ruolo del Sindaco, sia inteso come punto di riferimento per i cittadini”.

“Risulta fondamentale – proseguono i Sindaci – specificare che noi non siamo ‘imperatori’ e non abbiamo poteri illimitati. Al contrario abbiamo circoscritti campi d’azione e ben precise competenze. Non siamo neppure sceriffi e, quando accadono questi episodi ci riveliamo per quello che siamo, ovvero i soggetti più esposti e, il più delle volte lasciati soli dagli altri soggetti istituzionali, deputati a sicurezza ed ordine pubblico. Noi Sindaci siamo in prima linea su tutti i fronti, nella gestione del nostro territorio, anche su quello dell’accoglienza e faremmo a meno di affrontare un tema così difficile se fosse possibile, perchè si tratta uno dei fenomeni più complessi che oggi la storia ci pone davanti, ovvero l'arrivo e la gestione sul territorio dei migranti”.

“La situazione di Ventimiglia è ancora più particolare e complessa per la sua posizione di confine e, Il Sindaco sta facendo tutto ciò che è nelle proprie possibilità per tutelare l'intera comunità. Davanti alle difficoltà ci possono essere critiche, proposte, opinioni divergenti, ma nessuno deve tollerare o peggio giustificare questo atteggiamento. In questo caso il Sindaco di Ventimiglia affronta da ormai tre anni una eccezionale situazione dovuta al fenomeno migratorio che è indipendente da lui, ulteriormente aggravata da arrivi di soggetti macchiati da criminalità. Qualsiasi Sindaco vorrebbe per la propria città un clima di pace ed equilibrio sociale”.

“Siamo qui dunque – terminano i Sindaci del comprensorio non solo per dimostrare solidarietà ad Enrico ma per evitare di ritrovarci nuovamente in una tale situazione, magari per un altro collega. L'obiettivo primario deve essere prevenire e non arrivare a respirare un tale clima di odio che possa dar luogo a queste azioni intimidatorie. Una riflessione è d'obbligo. Di chi è la responsabilità del raggiungimento di una tale clima? Ciascun individuo ne ha la responsabilità, con le proprie esternazioni. Dunque l'auspicio è che anche le minoranze di ogni Amministrazioni, assumano la consapevolezza che hanno il compito di mantenere bassa l'asticella dello scontro sociale”.

Confidiamo nel lavoro degli investigatori nell'individuare i responsabili e intendiamo mostrare la nostra solidarietà rispetto a quanto accaduto, respingendo ogni strumentalizzazione politica, della scelta di rendere pubbliche le minacce. Sappiamo che Enrico le ha celate, proprio per evitare strumentalizzazioni e non è tollerabile che oggi, ci possano essere speculazioni su queste o insinuazioni sulla serietà delle minacce. Auspichiamo una maggiore sensibilizzazione sul tema, non limitata territorialmente e confidiamo che la nostra unità possa essere un segnale chiaro e di esempio anche ad altre istituzioni, affinchè si uniscano a noi nel conseguimento dello stesso obbiettivo, ovvero il raggiungimento di una pace sociale sul territorio”.

Simona Della Croce

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