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In Breve

Speciale elezioni regionali | 13 marzo 2015, 12:22

#Liguria2015: il problema rifiuti in provincia di Imperia, sopralluogo del candidato Baggioli alla discarica di Collette Ozotto

"Guardo, con speranza, a nuovi tavoli di confronto tra i Sindaci dei Comuni, la Provincia e gli operatori del settore affinchè si possa percorrere una strada volta a trovare la soluzione migliore con meno costi possibili. Il porta a porta spinto eleverebbe a dismisura i costi per noi cittadini quando l’installazione di campane di raccolta suddivise in umido e secco porterebbe allo stesso ed identico risultato ma con ricaduta economica molto più contenuta" - spiega Baggioli.

#Liguria2015: il problema rifiuti in provincia di Imperia, sopralluogo del candidato Baggioli alla discarica di Collette Ozotto

"Il problema dei rifiuti in Provincia è una questione che va avanti da diverso tempo". Ieri pomeriggio Simone Baggioli, attuale consigliere comunale di Sanremo e candidato per Forza Italia alle prossime elezioni regioni si è recato a Collette Ozotto accompagnato dal Dott. Carlo Ghilardi e dal Dott. Sergio Tommasini al fine di comprenderne tutti gli aspetti relativi alla questione rifiuti.

"In Consiglio Comunale ho più volte ribadito la contrarietà al Lotto 6 voluta dall’Ente Provincia ritenendo tale eventualità una nuova ferita al nostro territorio dovuta allo sbancamento di un intera collina e un costo di intervento elevatissimo (parliamo di decine di milioni di Euro) a carico totalmente della collettività" - precisa Baggioli.

"Dopo il sopralluogo di ieri ribadisco quanto ho detto in Consiglio. - afferma il candidato di Forza Italia - La costruzione del Lotto 6 non ha senso in quanto il nuovo progetto del biodigestore il Loc. Colli prevede un’annessa discarica di servizio tra l’altro già esistente".

"I titolari della discarica mi evidenziavano, infatti, che per la costruzione di detto impianto i tempi stimati sarebbero tra uno e due anni di lavori. Allora mi sorge spontanea una domanda: perché spendere milioni di euro smantellando una collina intera quando vi sarebbe la possibilità di utilizzare quella di servizio annessa alla creazione del nuovo impianto?  A questa domanda, già fatta e rifatta in sedi competenti, non ho mai avuto risposta" - denuncia Baggioli.

"E poi, altra questione di notevole rilevanza. - ricorda l'esponente forzista - Il Biodigestore è composto sostanzialmente da due entrate: la prima per l’umido e l’altra per tutto quello che concerne il secco e quindi plastica, vetro, ferro, ecc. Al fine di procedere ad una separazione di tutto quello che non concerne l’umido, l’impianto è dotato di un separatore ottico. Quindi, anche in questo caso, il paventato porta a porta spinto non avrebbe alcun beneficio se non quello di far aumentare, in maniera esponenziale, i costi ai cittadini".

"In conclusione, da quanto ho appreso, appare inutile che le famiglie debbano suddividere il secco e cioè plastica, ferro, vetro, ecc ecc in quanto è il lavoro effettuato dal separatore ottico dell’impianto stesso. Quindi, a mio avviso, appare  sufficiente la suddivisione, da parte di noi cittadini, dell’umido dal tutto il resto quindi con due sacchetti e non sei come previsto dall’Ass. Nocita e quindi anche molto meno personale e mezzi impiegato. - dichiara - Le percentuali dei rifiuti sarebbero così definite. Circa il 50% di umido che andrebbe trasformato in compost, il rimanente 50% di materiale riciclabile con uno scarto variabile dal 5 al 15% che andrebbe nella discarica di servizio in quanto indifferenziabile".

"Rimango dell’idea che l’innovazione e la sperimentazione siano due fattori di primaria importanza nell’ambito di questo processo e copiare dai Paesi del Nord Europa, molto più all’avanguardia di noi, certo porterebbe solo che benefici. La Liguria, al momento, è famosa per le discariche a cielo aperto, forse una politica differente con una visione futuristica è quello che si attendono ma soprattutto che auspicano i nostri figli. - chiosa Baggioli - Guardo, con speranza, a nuovi tavoli di confronto tra i Sindaci dei Comuni, la Provincia e gli operatori del settore affinchè si possa percorrere una strada volta a trovare la soluzione migliore con meno costi possibili. Il porta a porta spinto eleverebbe a dismisura i costi per noi cittadini quando l’installazione di campane di raccolta suddivise in umido e secco porterebbe allo stesso ed identico risultato ma con ricaduta economica molto più contenuta".

Stefano Michero

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