Ha concluso al bar Sito di Diano Marina, la candidata alle primarie del centro sinistra per la Regione Liguria, Raffaella Paita, il proprio tour elettorale in provincia di Imperia.
Circa quaranta i presenti, tra cui il revisore dei conti della Fondazione Carige Fulvio Vassallo, la moglie, la capogruppo Pd in Consiglio Comunale Gianfranca Mezzera, i consiglieri comunali Oliviero Olivieri e Chiara Corinni, il capogruppo in Provincia Riccardo Giordano, il Consigliere Regionale Gian Carlo Manti e il Senatore Nedo Canetti, più vari sindaci dell'entroterra.
La candidata designata come naturale erede di Claudio Burlando è andata subito all'attacco con un discorso polemico nei confronti del partito reo di "Strumentalizzare l'alluvione" e contro il suo antagonista, Sergio Cofferati, secondo un sondaggio realizzato da Digis per Liguria Civica, in vantaggio proprio sulla Paita.
"Io - ha detto la candidata - il 4 marzo, prima che facessero accordi di palazzo, prima che si mettessero d'accordo nella segreteria del partito, prima che si spartissero assessorati e consiglieri regionali, ho tenuto una conferenza stampa nella quale ho detto: 'Io mi candido e voglio le primarie'. Io temo che non le volessero proprio le primarie, tant'è che hanno cominciato a rinviare una data dopo l'altra. Dovevano esserci prima dell'estate. Siamo a fine novembre e hanno cambiato tre volte data e regole, ogni volta con una motivazione e una scusa diverse, forse sperando di farmi demordere da questo obiettivo, ma non ci sono ancora riusciti.
L'ultima vicenda alla quale si sono appellati è il tema dell'alluvione. Questa, a mio modo di vedere è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non si usa strumentalmente un argomento così doloroso per beghe interne al partito. Questo credo sia stato un gesto di una gravità inaudita, anche perché io quei giorni li ho patiti. Sapere che compagni del mio partito usano un argomento del genere per combattere politicamente una persona, dà il senso di quanto temano la vittoria di quella persona e fanno benissimo a temerla perché vi posso garantire che se io avrò il ruolo di Presidente della Regione, li cambio tutti e ci metto al posto di quelli che hanno le responsabilità di quel gruppo dirigente che non ha fatto, gente competente. Così come Renzi ha fatto a livello nazionale, io vi garantisco che farò a livello locale".
"Dopo tutta questa vicenda - continua la Paita - hanno cambiato cinque o sei candidati, perché io ho fatto il confronto alla Festa dell'Unità con due candidati che si sono ritirati. Hanno detto che aspettavano un candidato da Roma per mesi e mesi che non è arrivato, è stato difficile, un trip psicologico, perché io non sapevo chi era il mio antagonista, non l'ho saputo fino a che poi non ho capito che il mio antagonista era quello che io avevo portato a prendere le preferenze due mesi prima per le elezioni europee. Io ho portato in giro a fare il porta a porta Sergio Cofferati, candidato a Parlamentare europeo e ho detto ai miei concittadini, che dovevamo votare Sergio Cofferati perché questo territorio avrebbe avuto un proprio rappresentante. Allora mi chiedo, ma se Sergio Cofferati era convinto di fare il Presidente della Regione Liguria, non poteva provare a fare il candidato senza reti di protezione?".









