Economia - 09 ottobre 2026, 15:25

Sanremo diventa sempre più data-driven. Come si evolverà per l’edizione del 2027?

Il Festival di Sanremo non si misura più soltanto attraverso il numero di telespettatori davanti alla televisione.

Ascolti, streaming, visualizzazioni social, classifiche digitali, sentiment e perfino variazioni delle quote contribuiscono oggi a raccontare, quasi in tempo reale, quello che accade dentro e fuori dal Teatro Ariston.

È un Sanremo sempre più data-driven, nel quale i numeri accompagnano le canzoni fin da prima dell'inizio della manifestazione. Cambia contemporaneamente il modo in cui il pubblico segue l'evento: la televisione continua ad avere un ruolo centrale, ma smartphone, computer, tablet, Smart TV e piattaforme digitali trasformano il Festival in un'esperienza distribuita su più schermi. Anche l'ingresso di Stefano De Martino e i nuovi sette che compongono la commissione musale di Sanremo Giovani, tra cui big come Noemi o Fabio Volo, contribuiranno a rendere il tutto molto più "social".

Dalla televisione alla Total Audience: Sanremo si guarda su più dispositivi

La trasformazione è ormai visibile anche nei dati ufficiali. Dal 2025 Auditel utilizza il nuovo standard di Total Audience, che integra alla visione televisiva tradizionale anche gli ascolti live provenienti da PC, smartphone e tablet e quelli on demand. Non si tratta soltanto di un cambiamento nel metodo di misurazione: è la fotografia di un pubblico che ha modificato le proprie abitudini.

La televisione rimane lo schermo principale, ma non è più l'unico. Secondo una ricerca Censis elaborata su dati Auditel, già nel 2024 nelle famiglie italiane erano presenti 49,2 milioni di smartphone, 44,1 milioni di televisori – di cui 22,5 milioni Smart TV, 19,6 milioni di computer e 7,3 milioni di tablet. Complessivamente, i dispositivi connessi raggiungevano quota 98,6 milioni.

Sanremo rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa nuova fruizione. Nel 2025 RaiPlay aveva registrato mediamente 576 mila device collegati ogni sera in diretta, il 30% in più rispetto all'edizione precedente, con 13,5 milioni di visualizzazioni live complessive.

Anche nel 2026 il digitale ha mantenuto un peso considerevole. Nel corso delle cinque giornate il picco su RaiPlay è arrivato a circa 700 mila dispositivi collegati contemporaneamente, mentre la finale ha registrato circa mezzo milione di device nel minuto medio. Complessivamente, il Festival ha superato i 41 milioni di legitimate stream tra live e on demand.

Il secondo schermo cambia l'esperienza: mentre si guarda, si cercano dati

La novità non riguarda soltanto dove viene visto Sanremo, ma soprattutto come viene seguito. Lo smartphone è diventato il naturale “secondo schermo” della televisione: permette di commentare un'esibizione sui social, cercare informazioni sull'artista, riascoltare una canzone, controllare una classifica o verificare ciò che sta succedendo online mentre la trasmissione è ancora in corso.

I numeri del 2026 rendono evidente questa dimensione. Secondo i dati diffusi dopo la finale, Sanremo ha raggiunto circa l'86% della popolazione italiana considerando TV, digitale e social, con oltre il 25% del Total Reach riconducibile alle piattaforme digitali. Nei cinque giorni della manifestazione il tema Sanremo ha inoltre prodotto circa 1,2 miliardi di visualizzazioni video sui social e 152 milioni di interazioni.

Il risultato è un Festival meno lineare rispetto al passato. Non è più necessario seguire tutta la serata dall'inizio alla fine per sentirsi parte dell'evento: un'esibizione può essere vista in TV, recuperata pochi minuti dopo su RaiPlay, commentata da smartphone e diventare successivamente un contenuto virale sui social. Sanremo mantiene quindi la propria natura di grande appuntamento televisivo collettivo, ma attorno alla diretta si è formato un ecosistema digitale parallelo nel quale ogni performance produce immediatamente nuovi dati.

Anche le quote entrano nel racconto data-driven del Festival

All'interno di questo ecosistema stanno conquistando spazio anche le quote dedicate a Sanremo, offerte da piattaforme come Vincitu. Da elemento collaterale sono diventate un altro indicatore seguito durante la settimana del Festival, perché reagiscono continuamente alle informazioni che arrivano dall'Ariston. Prima dell'inizio della manifestazione vengono valutati popolarità, storico degli artisti e aspettative; dopo le prime esibizioni entrano in gioco le reazioni del pubblico, le classifiche parziali e il sentiment. Una performance particolarmente convincente può quindi modificare rapidamente le valutazioni.

Nel 2025, per esempio, la quota attribuita a Fedez era passata in pochi giorni da 31 a 9 dopo una forte variazione nelle aspettative dei bookmaker. Nel 2026 il fenomeno è apparso ancora più evidente: alla vigilia del Festival, su un operatore Serena Brancale raccoglieva il 36% delle giocate, davanti a Fedez-Masini al 20% e Tommaso Paradiso al 17%, mentre su un altro operatore la distribuzione delle preferenze era differente.

Più che strumenti in grado di “prevedere” il risultato, le quote possono quindi essere lette come un ulteriore termometro delle aspettative che circondano la manifestazione. E il contesto nel quale si inseriscono è quello di un mercato digitale in espansione: secondo dati raccolti da Agipronews presso gli operatori, nell'aprile 2025 la spesa nelle scommesse sportive online in Italia era aumentata del 15,5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Più in generale, la raccolta dell'intero comparto dei giochi nel 2024 aveva raggiunto 157,45 miliardi di euro, +6,59% sul 2023.

Il futuro di Sanremo sarà sempre più misurabile

La trasformazione di Sanremo racconta qualcosa di più ampio rispetto al Festival stesso. La televisione sta diventando un'esperienza multipiattaforma e anche un evento storicamente legato al grande schermo domestico viene oggi analizzato attraverso una quantità di indicatori impensabile fino a pochi anni fa. Share e spettatori restano fondamentali, ma accanto a loro ci sono device collegati, stream, minuti di visione, visualizzazioni delle clip, interazioni social, ricerche online, classifiche musicali, sentiment e movimenti delle quote.

Il Festival diventa così contemporaneamente spettacolo e flusso di dati. La serata dell'Ariston continua a essere il centro dell'evento, mentre smartphone e piattaforme digitali costruiscono intorno alla diretta una seconda esperienza, più individuale, interattiva e immediata. Ed è probabilmente questa la trasformazione più interessante: Sanremo non viene più soltanto guardato, ma monitorato, commentato e interpretato in tempo reale. Le quote fanno parte di questo fenomeno, insieme alle classifiche e alle metriche digitali, contribuendo a trasformare la settimana più televisiva dell'anno in uno degli eventi italiani più misurati e analizzati in assoluto.






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I.P.