È stata una Sala degli Specchi gremita quella che questa mattina ha ospitato la seconda commissione consiliare dedicata all'Aurelia Bis, convocata dopo il consiglio comunale monotematico dello scorso 20 agosto. Attorno al tavolo, oltre ai commissari, anche l'assessore all'Urbanistica Massimo Donzella, l'ingegnere Gianbattista Miceli e diversi tecnici ed esperti individuati dalle forze politiche, chiamati a confrontarsi sulle possibili modifiche al progetto dell'infrastruttura.
Una riunione che dopo le relazioni dei tecnici ha visto poi accendersi il confronto politico: diversi i punti toccati, a partire dalla visione condivisa sulla necessità dello svincolo in zona Foce (mentre su quello di Bonmoschetto le opinioni sono più spezzate) e la realizzazione di una rotatoria a separare l'infrastruttura all'altezza di Cava Cangiotti. Ma ad alimentare il dibattito è stata come successo anche durante il monotematico la mancanza di dialogo denunciata dalla minoranza.
A introdurre i lavori è stato il presidente della commissione Luca Marvaldi, che ha ricordato gli otto punti dell'ordine del giorno, soffermandosi in particolare sulla volontà di mantenere i due svincoli previsti dalla soluzione E e sulla necessità di arrivare a una proposta da sottoporre ad Anas.
“Al termine delle riunioni stileremo il verbale da presentare al sindaco”, ha spiegato Marvaldi, sottolineando come proprio per questo motivo siano stati coinvolti diversi esperti. Il primo cittadino Alessandro Mager infatti non ha potuto presenziare a questo primo incontro, ma dovrebbe con ogni probabilità essere presente al successivo che si svolgerà settimana prossima.
L'assessore Massimo Donzella ha precisato che il confronto riguarda un'alternativa alla soluzione E e che il Comune si trova in una fase di aggiornamento del progetto, in attesa delle successive verifiche da parte degli organi competenti.
I tecnici: “Ridurre l'impatto e trovare una soluzione per gli svincoli”
Prima del confronto politico, la parola è passata ai tecnici. Il quadro emerso è stato quello di una generale necessità di rivedere alcuni aspetti dell'attuale impostazione, soprattutto per quanto riguarda il tratto verso Ventimiglia e gli svincoli.
Tra le ipotesi avanzate è emersa quella di fermare il primo tratto a Cava Cangiotti, eventualmente con una rotatoria, rinviando a una fase successiva il prolungamento verso ponente. Diverse perplessità sono state invece espresse sullo svincolo di Bonmoschetto, considerato particolarmente problematico sotto il profilo ambientale e paesaggistico.
Sul collegamento con l'autostrada è stata indicata la zona della Foce come possibile punto di riferimento, mentre sono state citate diverse alternative, da corso Inglesi a via Padre Semeria, fino a strada Solaro Rapalin e al possibile collegamento attraverso strada San Lorenzo.
Non è mancata, tuttavia, una posizione differente: alcuni dei tecnici intervenuti hanno sostenuto la necessità di mantenere due svincoli, ritenendoli fondamentali per garantire all'opera una reale capacità di decongestionamento del traffico cittadino.
L'opposizione: “C'è confusione sulla soluzione E”
È però sul terreno politico che la commissione si è progressivamente accesa.
A sollevare il primo interrogativo è stata Patrizia Badino, che ha chiesto all'assessore Donzella chiarimenti sul tema dei finanziamenti, dopo quanto emerso nel consiglio comunale monotematico. La questione è stata poi rilanciata da Daniele Ventimiglia, che ha puntato il dito contro la maggioranza e sulla gestione politica dell'intera vicenda.
“L'opera non è ancora stata finanziata, ma solamente la funzionalità dell'opera”, ha spiegato Ventimiglia, prima di entrare nel merito dello scontro politico.
Secondo il consigliere, la commissione sarebbe arrivata troppo tardi e sarebbe stata determinata proprio dall'iniziativa dell'opposizione. “Questa commissione non era voluta dalla maggioranza, anche se si tratta dell'opera cittadina più importante”, ha accusato.
Ventimiglia ha quindi ricostruito i passaggi che hanno portato al consiglio monotematico del 20 agosto, richiamando anche l'incontro avuto dal sindaco con il viceministro Edoardo Rixi e la successiva discussione sugli svincoli.
Il punto centrale della contestazione riguarda proprio la cancellazione di alcune uscite dal progetto. “Ci siamo seduti al tavolo per ripercorrere il tutto dopo il monotematico, per ritrovare un'intervista del sindaco in cui dice di aver raggiunto la rimozione degli svincoli”, ha affermato Ventimiglia, parlando di una comunicazione che, a suo giudizio, non sarebbe stata sufficientemente trasparente nei confronti dei cittadini. “Oggi noi siamo qui partendo da una soluzione che è stata bocciata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, che dobbiamo quindi stravolgere. Questa è incapacità amministrativa”, ha aggiunto.
Per l'esponente dell'opposizione, tuttavia, il fatto che l'opera non sia ancora stata finanziata rappresenterebbe anche un'opportunità: “Abbiamo ancora tempo perché l'opera possa essere modificata”. Tra le alternative indicate, le uscite su San Lorenzo o strada Solaro Rapalin.
Ancora più diretto Massimo Rossano, che ha concentrato il proprio intervento sulla “confusione” che, a suo giudizio, starebbe emergendo nella maggioranza: “La soluzione E è già passata”, ha sostenuto Rossano, ricordando come durante la sospensione del consiglio comunale fosse stato discusso anche un ordine del giorno che avrebbe dovuto aprire alla possibilità di modificare l'impostazione progettuale.
“Questa confusione che vedo nella maggioranza è secondo me figlia di una mancanza di progettualità”, ha attaccato, rivolgendosi direttamente all'assessore Donzella. Rossano ha poi rivendicato il ruolo dell'opposizione nell'aver riportato il tema al centro del dibattito cittadino: “Se la minoranza non avesse acceso i riflettori sul tema staremmo parlando solamente dell'avanzo di amministrazione senza concentrarci sulla questione”. Nel mirino anche la comunicazione politica sulla vicenda degli svincoli: “Di fronte a un risultato che vede eliminare due uscite era necessario comunicare quanto saputo”, ha aggiunto, auspicando che ci sia ancora margine per intervenire sul progetto.
Sulla stessa linea Monica Rodà, che ha posto l'accento soprattutto sui tempi: “Mi chiedo quanto tempo abbiamo perso dall'eliminazione degli svincoli nell'ultimo anno”, ha detto, chiedendosi se la riunione di commissione non avrebbe potuto essere convocata mesi prima. Rodà ha inoltre ricordato l'ordine del giorno presentato dall'opposizione per chiedere una maggiore condivisione sui progetti, sottolineando come la richiesta continui a essere la stessa: coinvolgere maggiormente il consiglio e la città nelle scelte sull'Aurelia Bis.
Elisa Balestra ha invece parlato apertamente di un “corto circuito” politico e amministrativo: “Lo svincolo di Sanremo Foce, secondo i documenti, viene stralciato in quanto non più richiesto. Ma oggi sento che tutti i tecnici sono a favore. Cosa dobbiamo pensare?”, ha domandato. Balestra ha quindi contestato la posizione assunta dal Pd sull'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, evidenziando la differenza tra il voto politico e alcune delle indicazioni emerse dagli esperti indicati dalle stesse forze politiche. “Si sta facendo davvero una brutta figura”, ha concluso.
Le contestazioni hanno progressivamente fatto salire la tensione in Sala degli Specchi, con un acceso botta e risposta anche nei confronti del presidente Luca Marvaldi, che ha preso la parola per difendere l'operato del sindaco, ma scatenando reazione da parte dell'opposizione.
A rispondere alle accuse dell'opposizione è stato quindi l'assessore Massimo Donzella, che ha ricostruito l'evoluzione delle diverse ipotesi progettuali: “È vero che nelle ipotesi che sono state presentate quest'oggi ci sono state alternative dalla stessa Anas”, ha spiegato, ricordando in particolare la soluzione B, che prevedeva un'uscita in strada Solaro Rapalin, e la soluzione F, inizialmente considerata con attenzione perché prevedeva di scivolare verso Cava Cangiotti. “Questa è stata ritirata – ha spiegato Donzella – perché si sarebbero create, a loro dire, difficoltà nello smaltimento del traffico”.
L'assessore ha quindi respinto implicitamente l'idea che le scelte siano state assunte autonomamente dal Comune. “Nel corso del tempo ci sono stati incontri e ricordo che a fare le scelte è sempre stata Anas, visto che è sua competenza”, ha sottolineato.
Donzella ha rivendicato il lavoro svolto dall'amministrazione nel rappresentare a Roma le esigenze del territorio, comprese le richieste dei comitati e delle forze politiche. “Abbiamo sempre voluto che Anas ci desse delle risposte e quando ci siamo recati a Roma abbiamo voluto rappresentare le varie dinamiche e le alternative, cercando di avere svincoli non impattanti sul territorio”, ha aggiunto.
Il Comune, secondo l'assessore, potrà poi intervenire in maniera più diretta nella fase di verifica ambientale e di sicurezza, quando sarà chiamato a condividere la fase decisoria. Donzella ha inoltre rivendicato due risultati: “Abbiamo insistito per avere la soluzione di Cava Cangiotti, così come siamo riusciti a ottenere il commissariamento dell'opera”.
Infine, una conferma anche sul fronte dello svincolo di San Martino: “È arrivata la conferma dalla conferenza dei servizi per poterla completare”.
Maggioranza: “Ora serve una sintesi”
Dalla maggioranza sono arrivati inviti a evitare che il confronto si trasformi in unicamente in uno scontro politico.
Alessandra Pavone ha sottolineato l'importanza della commissione, ma ha invitato a distinguere il momento politico da quello nel quale il Comune potrà confrontarsi direttamente sul progetto: “È giusto parlare e confrontarci ma anche capire quando sarà il nostro momento per un confronto diretto, ovvero la conferenza dei servizi”.
Marco Cassini ha invece respinto l'idea di una contrapposizione interna al centrosinistra, ricordando la propria posizione favorevole allo svincolo: “Anche durante il consiglio comunale io, come esponente del Pd, ho detto che ero a favore dello svincolo”. “Dobbiamo cercare proprio di andare nella direzione del dialogo”, ha aggiunto, richiamando l'importanza dell'opera per la città.
Vittorio Toesca ha infine invitato a un approccio pragmatico: “Dobbiamo essere pragmatici, trovando una sintesi sia politica che tecnica, mantenendo anche l'aspetto naturale e paesaggistico”.
Il confronto proseguirà quindi nelle prossime riunioni della commissione, con l'obiettivo di arrivare a una posizione il più possibile condivisa da sottoporre ad Anas e al Ministero.
E mentre maggioranza e opposizione continuano a confrontarsi sulla gestione della vicenda, al termine della riunione è arrivata anche la richiesta netta di un rappresentante di un comitato: “Serve il progetto F”.