Il futuro dell'Aurelia Bis passa anche dalle valutazioni dei tecnici. Nella seconda commissione consiliare convocata dopo il consiglio comunale monotematico del 20 agosto, una parte consistente del confronto è stata dedicata proprio alle possibili modifiche da apportare al progetto, con particolare attenzione agli svincoli e al tratto verso ponente. Sul tavolo sono finite diverse ipotesi, ma dagli interventi è emersa soprattutto la necessità di ridurre l'impatto dell'opera nelle aree più delicate, a partire da Bonmoschetto, e di ragionare su una soluzione diversa per il collegamento verso Ventimiglia.
A dare il via alla fase di confronto tecnico è stato l'ingegner Gianni Rolando, che ha invitato a partire proprio dalle criticità evidenziate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici: “Le critiche devono essere un punto di partenza su cui ragionare per andare a costruire i nuovi svincoli”, ha spiegato, indicando come obiettivo quello di trovare “la soluzione a minor impatto”.
Secondo Rolando uno dei punti su cui potrebbe esserci maggiore convergenza riguarda proprio la semplificazione del tracciato verso Ventimiglia. “Quello che abbiamo oggi in progetto è molto impattante sulla zona di Bonmoschetto”, ha sottolineato. Da qui l'ipotesi di procedere per lotti più piccoli: realizzare il tratto fino a Cava Cangiotti e rimandare a un secondo momento il prolungamento verso ponente, valutando anche l'inserimento di una rotatoria.
Altro nodo centrale resta il collegamento con l'autostrada nella zona della Foce. Per Rolando non si tratta ancora di disegnare uno svincolo definitivo, quanto piuttosto di mettere sul tavolo diverse possibilità, privilegiando quelle con il minore impatto economico e ambientale. “Dobbiamo ascoltare la città e trovare insieme delle proposte da mostrare ad Anas”, ha concluso, richiamando anche le istanze dei comitati.
Sulla stessa linea si è inserito Stefano Puppo, tornato a parlare dell'Aurelia Bis a distanza di oltre trent'anni dalla sua esperienza da assessore ai Lavori Pubblici. Puppo ha condiviso l'idea di spezzare il tracciato: “Sono d'accordo che l'Aurelia Bis debba andare da Taggia a Cava Cangiotti e poi ripartire da lì verso Ventimiglia”.
Più critico invece sullo svincolo di Bonmoschetto, che a suo giudizio comporterebbe un impatto ambientale particolarmente forte. Tra le alternative ha indicato uno svincolo in corso Inglesi con doppia circolazione, senza escludere la possibilità di valutare un'uscita in via Padre Semeria.
Anche l'ingegner Ivan De Benedetti ha espresso perplessità sulla soluzione Bonmoschetto: “Un'Aurelia Bis deve servire a smaltire il traffico cittadino”, ha ricordato, dicendosi favorevole sia all'eliminazione dello svincolo di Bonmoschetto sia all'interruzione del primo lotto a Cava Cangiotti. De Benedetti ha inoltre indicato come preferibile uno svincolo più vicino all'autostrada e ha avanzato, sul fronte economico, la possibilità di riutilizzare il materiale di scavo come riempimento per ridurre i costi.
Una posizione diversa è arrivata invece da Franco Erasmi, che ha difeso con decisione la necessità di mantenere due svincoli. Secondo Erasmi, il paragone deve essere fatto con la parte di levante della città, dove la presenza di più uscite avrebbe contribuito a decongestionare il traffico. “Questa città deve guardare in alto, continuando a perseguire una struttura di serie A”, ha affermato.
Per il tecnico uno svincolo dovrebbe essere collocato all'altezza della Foce, mentre un secondo dovrebbe garantire il collegamento diretto con l'autostrada. Erasmi ha inoltre espresso dubbi sulla rotatoria a Cava Cangiotti, che a suo giudizio potrebbe creare nuovi problemi di traffico e finire per ridurre l'efficacia complessiva dell'opera.
Più favorevole alla soluzione della rotatoria è apparso invece l'architetto Giovan Battista Poggi: “Facendo una rotatoria in Cava Cangiotti si trova una soluzione che avrà poco impatto e possa accontentare tutti”, ha spiegato, sottolineando come l'intervento potrebbe comunque essere modificato o ottimizzato in futuro. Per Poggi la Foce dovrebbe rimanere uno dei punti fermi del progetto, mentre sulla direttrice verso Ventimiglia sarebbe opportuno mantenere aperte più alternative. La sintesi proposta è quella di “ottimizzare Cava Cangiotti, agganciare l'autostrada allo svincolo Foce e tenersi le mani libere sulla soluzione della direzione Ventimiglia”.
Un'altra proposta è arrivata da Gianni Salesi, che ha richiamato una previsione già contenuta nel Puc. Il piano urbanistico prevede infatti un possibile collegamento diretto tra Cava Cangiotti e l'autostrada attraverso strada San Lorenzo, un'ipotesi che il Partito Democratico ha chiesto di sottoporre ad Anas.
Secondo Salesi, questa soluzione consentirebbe di evitare un intervento pesante a Bonmoschetto e potrebbe rispondere anche alle esigenze degli abitanti di Coldirodi: “Se si fa un collegamento diretto si va poi a risolvere anche la questione di Bonmoschetto”, ha osservato, evidenziando anche costi potenzialmente più contenuti e un minore impatto ambientale.
Il geometra Michele Gandolfi ha invece invitato a non perdere di vista l'obiettivo principale dell'opera, cioè ridurre il traffico nelle zone di Capo Nero e Foce. Tra le possibilità ha citato corso Inglesi, la rotatoria a Cava Cangiotti e un possibile adeguamento di strada Solaro Rapalin.
Secondo Gandolfi, però, il quadro resta ancora aperto: il vero obiettivo della commissione deve essere individuare un indirizzo chiaro sui nodi più critici.
Un ultimo tema ha riguardato l'aspetto paesaggistico e ambientale. Nel corso degli interventi è stato sottolineato come, a parità di beneficio viabilistico, sia necessario privilegiare soluzioni meno invasive, in particolare nella zona di Bonmoschetto, valutando eventuali modifiche alla quota e alla conformazione del tracciato.
Un quadro, quindi, ancora lontano da una soluzione definitiva, ma con alcuni elementi ricorrenti: forti dubbi su Bonmoschetto, centralità della zona Foce, interesse per Cava Cangiotti e apertura a nuovi collegamenti verso l'autostrada.