Politica - 29 luglio 2026, 19:21

Ventimiglia perde lo storico hotel La Riserva di Castel D'Appio, il consiglio comunale approva lo svincolo alberghiero

"E' una sconfitta per tutta la città", dice Amarella. "Ennesimo campanello di allarme", sottolinea Nesci

Ventimiglia perde uno storico albergo. Ieri sera, il consiglio comunale ha, infatti, approvato lo svincolo alberghiero dell'immobile sito in località Pedaigo: l'hotel La Riserva di Castel D'Appio. La maggioranza e i consiglieri comunali di minoranza Gaetano Scullino e Nico Martinetto hanno votato a favore, solo i due consiglieri comunali del Pd Vera Nesci e Alessandro Leuzzi si sono astenuti.

"Abbiamo una nuova richiesta di svincolo alberghiero e si tratta della riserva di Castel D'Appio, un'attività storica per Ventimiglia, risalente agli anni '60" - dice l'assessore Adriano Catalano illustrando la pratica - "Il Tarligori aveva già avuto modo di evidenziare l'incoerenza tra la legge nazionale e quella regionale, ove quest'ultima non completava l'antieconomicità dell'esercizio dell'attività delle regioni di svincolo. E' stato proprio lo stesso tribunale che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale per contrasto con l'articolo 41 della Costituzione assumendo che non consentire lo svincolo dalla destinazione alberghiera quando la prosecuzione dell'attività non sia più compatibile con lo scopo tipico dell'impresa di conseguimento del profitto limiti in modo irragionevole e sproporzionato la libera iniziativa economica imponendo una destinazione potenzialmente indeterminata anche quando la prosecuzione dell'attività non sia più conveniente. La proprietà ha documentato la sopravvenuta inadeguatezza della struttura ricettiva rispetto alle esigenze di mercato e l'impossibilità di superarla a causa della insostenibilità degli investimenti necessari, adeguamento complessivo dell'immobile a livello di qualità degli standard alberghieri e/o alla normativa in materia di sicurezza e di abbattimento delle barriere architettoniche come previsto dal secondo comma dell'articolo 2 della legge regionale in oggetto emendato dalla Corte istituzionale. Per quanto non faccia piacere sottoporre al consiglio comunale pratiche come questa occorre comprendere come le richieste di mercato in più di 60 anni siano mutate, complici anche la congiuntura economica. La clientela orientata a questa fascia di mercato non è disposta ad accettare strutture in località difficilmente accessibile, non servite da mezzi pubblici, lontane dal mare e ragioni di dimensioni contenute con pochi servizi. A questo punto risulta improvo porre un diniego alla richiesta". 

"E' impossibile andare contro questo tipo di pratiche perché c'è una legge regionale pessima che permetterebbe comunque ai proprietari di cambiare destinazione d'uso" - afferma il consigliere comunale di minoranza Alessandro Leuzzi - "Va letta come un fallimento. Ci sono imprenditori di 60 anni in questa città che possono decidere di chiudere un'attività, questo dimostra che il turismo sta peggiorando, sennò ci sarebbe la corsa a chi vorrebbe aprirlo un albergo e non chiuderlo. Fatevi un esame di coscienza, secondo voi il turismo è migliorato o peggiorato in questi tre anni? Secondo me è solo tornata indietro la città".

"Quando una struttura ricettiva a Ventimiglia chiude i battenti è una sconfitta per tutta la città perché perde la nostra offerta turistica, perde l'economia locale, perde l'identità stessa di un territorio che dovrebbe vivere come il nostro di turismo" - dichiara il consigliere comunale di maggioranza Gabriele Amarella - "Questo hotel tra l'altro ha rappresentato anche una grande fetta di storia della nostra città. Vedere un'altra offerta turistica abbassarsi fa male a tutti. Non possiamo sempre rassegnarci all'idea che il nostro patrimonio alberghiero ogni giorno si assottigli sempre di più. Dobbiamo fare di più, è innegabile. Dobbiamo trovare gli strumenti per sostenere chi vuole fare impresa, chi vuole fare girare l'economia in città. Però, come diceva il collega Leuzzi, il nostro ruolo di amministratori richiede anche responsabilità, richiede lucidità ma richiede soprattutto il rispetto delle regole. In questa pratica ci ha legato una documentazione che parla chiaro. Ci troviamo di fronte a una relazione tecnica altrettanto dettagliata che attesta la mancata sostenibilità economica di questa struttura. I suoi costi per il superamento delle barriere  architettoniche dalla relazione sono talmente importanti da non essere superati. L'ammodernamento degli impianti richiede investimenti che non sono sostenibili e a questo si sommano le criticità oggettive della viabilità e della posizione di questo hotel. La giurisprudenza parla chiaro, non si può imporre un vincolo a fronte di una comprovata perdita di una convenienza economica. I pareri di regolabilità tecnica e contabili allegati sono favorevoli dal punto di vista normativo e urbanistico. Le condizioni per lo svincolo ci sono tutte, quindi, con questo quadro il nostro margine di manovra è pressoché azzerato. Rifiutare questo atto basandoci solo sul dispiacere sarebbe un errore, sarebbe una scelta priva di fondamento, soprattutto a livello giuridico che esporrebbe anche il nostro ente a diversi ricorsi. Per questo motivo annuncio il mio voto favorevole a questa delibera, un voto dettato soprattutto da un senso di responsabilità, ci tengo a sottolinearlo, e dal rispetto di un lavoro tecnico. Voglio lanciare un appello: che questo non sia l'ennesimo campanello d'allarme per agire concretamente sul futuro della nostra città che dovrebbe vivere di turismo".

"E' amareggiante perdere un'attività alberghiera" - commenta il consigliere comunale di minoranza Nico Martinetto - "Io sono amareggiato due volte perché in quella struttura abbiamo festeggiato tutte le feste di famiglia, dai battesimi alle comunioni e anche il mio matrimonio, però, parlando con l'imprenditore che gestisce la struttura la legge glielo permette. Io l'avevo portato come l'eccellenza di resistere sulla collina con la logistica che c'è ad arrivare a Pedaigo e con tutte le problematiche che ha rispetto all'altra struttura che era nel porto. A malincuore perderemo un altro albergo. Dovrò, dunque, a malincuore votare favorevolmente".

"Anche se Ventimiglia è una città che sicuramente è cresciuta più sul commercio che sul turismo, vorrei sottolineare che c'è un forte sviluppo di un'altra tipologia di turismo che non è più quella degli alberghi ma che è quella dei B&B, delle locazioni turistiche private, degli alberghi diffusi che ha un numero veramente elevato a Ventimiglia, più di 250 entità" - sottolinea il consigliere comunale di maggioranza Simone Bertolucci - "E' ovvio che fa dispiacere ma non si può più paragonare un turismo del 1950-1960 a un turismo del 2026 perché sono mutate tutte le circostanze".

"Questo è un ennesimo campanello di allarme per quella che è la crisi turistica della città di Ventimiglia" - dichiara il consigliere comunale di minoranza Vera Nesci - "Effettivamente siamo tutti amareggiati perché la modalità che c'è attualmente di turismo e ricezione turistica a cui fa riferimento il consigliere Bertolucci non esclude che ci sia necessità di strutture alberghiere, che servono in una città che vuole essere turistica. E' un brutto campanello d'allarme. Bisogna darsi da fare per sostenere questo settore".

"Sono favorevole alla pratica" - mette in evidenza il consigliere comunale di minoranza Enzo Di Marco - "Sono, però, totalmente contrario con quello che ha detto il collega Bertolucci. Visto che abbiamo gli B&B non possiamo avere alberghi? Necessitiamo di alberghi. Noi dobbiamo offrire questi servizi. Una città che ha dieci alberghi attivi di qualità va bene e poi ci sono anche i B&B".

"Le strutture alberghiere negli anni '70 erano 1200 in provincia di Imperia ora sono 290" - interviene il consigliere comunale di minoranza Gaetano Scullino - "Dobbiamo renderci conti che se nascono gli alberghi diffusi, i B&B e l'affitta camere è un bene ma non si trova una casa in affitto perché tutti fanno l'affitta camera. Gestire un albergo è difficile soprattutto nel reperire il personale. Si chiude una struttura storica in un posto bellissimo. L'imprenditore aveva fatto grandi investimenti ma se oggi dice che non riesce più ad andare avanti dobbiamo prenderne atto. Voterò a favore".