Al Direttore - 11 luglio 2026, 14:40

Sanremo non deve diventare una “Las Vegas de noantri”: il futuro della città tra identità smarrita e scelte discutibili

La testimonianza Teresa che, dopo una vita trascorsa a ricostruire il proprio “habitat”, oggi teme che la città perda eleganza, misura e rispetto della sua natura più autentica

"Egregio Direttore,

 quello che leggo nell'articolo a questo link, non solo mi sgomenta, ma mi fa pensare che, forse, la Liguria non fa più per me!

 La mia famiglia viveva a Milano, città nella quale sono nata, cresciuta e dalla quale, 'allora' non mi sarei mai allontanata, se non fosse stato che  miei genitori,  'motu proprio' decisero di trasferirsi a Sanremo. Per me fu un 'brutto colpo' perchè mi vidi allontanata da tutto ciò che significava la mia vita di bambina, prima, di studente poi, e di giovane sradicata da tutto ciò che, fino ad allora, aveva costituito il mio 'habitat'! Fu molto traumatico per me essere così brutalmente sradicata senza possibilità di ritorno, ma il tempo e la volontà di non soccombere, fecero sì che man mano riuscissi ad ambientarmi, anche se tutto ciò non fosse indolore e difficile da accettare.

Ma gli anni passarono, a Sanremo come dappertutto e per tutti e io venni assimilata dal contesto nel quale avevo trascorso la mia giovinezza che, senza neppure rendermene conto, era trascorsa in quella Sanremo dapprima sconosciuta, divenuta con gli anni, il mio habitat dal quale non mi sarei mai più allontanata! Ma si è allontanata la giovinezza e il diventare adulti non è mai stata cosa facile, credo per nessuno e ora che, mentre Sanremo è 'ringiovanita' e io invecchiata, leggo con malcelato sgomento quello che Questa Città, a parere di qualcuno, dovrebbe diventare, cioè non più un luogo accogliente e armonioso, ma qualche cosa che sembra assomigliare ad una 'Las Vegas' de noantri!

Credo sarebbe meglio guardare al futuro di Sanremo con altro sguardo, che non sia quello della 'rapina di identità' con iniziative del tutto inappropriate alla vera natura del luogo: la Piazze colme, le Manifestazioni a tutti i costi, la folla richiamata da iniziative più o meno idonee a valorizzare con dignità la Sanremo non già superata dal tempo che inevitabilmente trascorre, ma che rischia così di perdere quella nota di eleganza e di fascino, calpestata da orde di vacanzieri che non possono rispettare una Città che non conoscono e non possono amare!

Questo è, ad oggi, lo stato delle cose e, lo si voglia riconoscere o meno, se non si tornerà a pensare a Sanremo come non già ad una 'Città di rapina': di spazi, di quiete, di ordine e pulizia, di tranquillità, di sicurezza e di salvaguardia del contesto di vivibilità, ultimamente piuttosto compromesso, Sanremo non guadagnerà nulla di quanto auspicato da chi attualmente la governa, ma il suo futuro sarà quello con il quale, lo si voglia o no, ci dovremo confrontare non senza rimpianti e al quale forse nessuno di noi avrebbe mai voluto arrivare.

Teresa Barazzetti".