"È evidente come Ventimiglia Progressista stia attraversando una fase di difficoltà in termini di consenso e, per tale ragione, tenda ad attaccarsi a qualsiasi pretesto utile per ottenere visibilità, in particolare nei confronti di Forza Italia. Tuttavia, riteniamo che queste dinamiche esulino dal confronto politico sano e costruttivo che dovrebbe caratterizzare il dibattito pubblico cittadino, il quale dovrebbe invece concentrarsi su contenuti e proposte concrete, non su polemiche, spesso anche personali. Entrando nel merito della questione sollevata, appare necessario evidenziare come Ventimiglia Progressista ometta un elemento centrale: quello dell’omologazione degli autovelox" - dice Forza Italia a Ventimiglia in merito alle recenti dichiarazioni di “Ventimiglia Progressista” ritenendo doveroso intervenire per fornire alcuni chiarimenti fondamentali.
"È vero che le apparecchiature devono essere omologate ma è altrettanto vero che la normativa vigente non definisce in maniera chiara i criteri per tale omologazione. Proprio per questo motivo, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso le Prefetture, ha avviato nei mesi scorsi un censimento delle apparecchiature presenti sul territorio nazionale, cui è seguita la redazione di una bozza di decreto attualmente al vaglio della Commissione Europea, finalizzata a risolvere definitivamente la questione" - sottolinea - "Parliamo, dunque, di una problematica tecnica e normativa in via di definizione, non di un presunto abuso. Resta fermo un principio fondamentale: chi viola il Codice della Strada infrange la legge. La sicurezza dei cittadini non può e non deve essere messa in discussione".
"È, inoltre, necessario precisare che la decisione in merito alla collocazione degli autovelox non è discrezionale dell’amministrazione comunale, bensì compete alla Prefettura, sulla base delle indicazioni fornite dalla Polizia Stradale, nell’ambito di valutazioni tecniche legate alla sicurezza della circolazione" - mette in risalto FI - "Inoltre, è opportuno ricordare che situazioni analoghe si verificano anche in Comuni amministrati dal centrosinistra, i quali non hanno certo proceduto allo spegnimento degli autovelox e, in alcuni casi, sono stati anch’essi coinvolti in contenziosi. Ciò dimostra come quella di Ventimiglia Progressista sia più una posizione propagandistica che una proposta concreta".
"Gli autovelox presenti sul territorio ventimigliese sono stati installati in punti critici sotto il profilo della sicurezza stradale, sulla base di valutazioni tecniche e autorizzazioni degli organi competenti. Le apparecchiature risultano regolarmente autorizzate e operative" - mette in evidenza Forza Italia - "Va, inoltre, chiarito che tali dispositivi rientrano in un progetto di project financing: non sono di proprietà del Comune, e la società appaltatrice percepisce il 60% degli introiti derivanti dalle sanzioni, mentre il restante 40% è destinato alle casse comunali. Un eventuale spegnimento degli impianti esporrebbe l’Ente a contenziosi rilevanti".
"In particolare, qualora tale contenzioso venisse innescato, esso potrebbe protrarsi fino al 2032, con un impatto economico estremamente significativo: si parla di circa 6 milioni di euro annui quale quota parte riconducibile al soggetto affidatario (Safety), per un totale di circa 36 milioni di euro nell’arco di sei anni. Una cifra che potrebbe essere richiesta al Comune a titolo di mancati introiti, oltre alle spese legali, agli interessi e a tutti gli ulteriori oneri conseguenti" - dichiara - "Va altresì sottolineato che le somme restituite dal Comune rappresentano una percentuale minima (circa l’1-2%) rispetto agli introiti complessivi, che vengono reinvestiti in sicurezza stradale. Alla luce di tutto ciò, riteniamo che Ventimiglia Progressista dovrebbe interrogarsi sulla propria collocazione politica e, soprattutto, iniziare ad affrontare con serietà le reali problematiche dei cittadini, evitando di alimentare polemiche sterili su temi complessi che richiedono competenza e responsabilità. La sicurezza e la tutela dei cittadini non sono temi divisivi ma priorità imprescindibili. Garantirle non significa limitare le libertà personali, bensì proteggerle".