Sanità - 27 marzo 2026, 16:19

Epatite A, le buone pratiche da tenere in caso di consumo di alimenti

A seguito dei numerosi casi di Epatite A riscontrati in Campania, Il Dipartimento di Prevenzione di Asl1 vuole sensibilizzare la cittadinanza sulle buone pratiche da tenere in caso di consumo di molluschi e frutti di bosco.

“In Campania, dal mese di gennaio ad oggi – spiega il Dott. Fabrizio Boggero Direttore del Dipartimento di Prevenzione di Asl1 - sono state ricoverate 68 persone affette da epatite A. I casi registrati hanno visto un incremento di 10 volte rispetto alla media delle segnalazioni nello stesso arco di tempo negli ultimi 10 anni e 41 volte la media nell’ultimo triennio, indicando la presenza di un focolaio. Ad oggi, in ASL1 non si riscontrano casi di malattia correlati a questo episodio campano.

L’epatite A è una malattia gastrointestinale dovuta a un virus. Il contagio avviene attraverso il consumo di acqua contaminata, di alcuni cibi crudi o poco cotti o per contatto diretto da persona a persona in condizioni di scarsa igiene.”

Gli alimenti più frequentemente coinvolti sono molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche, etc..) allevati in acque contaminate o vegetali e frutti di bosco irrigati con acqua non controllata.

La malattia si manifesta di solito con febbre, malessere, nausea, dolori addominali e ittero, accompagnati da innalzamento di alcuni valori del fegato.

In alcuni casi si possono avere forme più gravi con decorso lungo e anche forme fulminanti rapidamente mortali.

La categorie di persone fragili (es. immunodepressi, anziani) sono maggiormente a rischio.

Come prevenirla

Il Dipartimento di prevenzione di ASL1 raccomanda di seguire i seguenti comportamenti al fine di prevenire infezioni di vario tipo, tra cui anche l’epatite A:

-        NON acquistare cozze, vongole, etc immerse in acqua,

-        acquistare solo frutti di mare in retine dotate di etichette che indichino chiaramente la provenienza,

-        la cottura elimina il virus quindi si raccomanda di consumare i frutti di mare ben cotti tenendo presente che la sola apertura delle valve non è sufficiente, bisogna prolungare la cottura per alcuni minuti e scartare i molluschi rimasti chiusi,

-        lavare accuratamente i vegetali e i frutti di bosco, nel caso di frutti di bosco congelati sottoporli a cottura come indicato in etichetta,

-        lavarsi bene le mani dopo essere andati in bagno,

-        mantenere l’igiene in cucina,

-        tenere separati i cibi cotti da quelli crudi.

 Le buone pratiche di igiene e l’acquisto consapevole sono sufficienti a prevenire il rischio nella maggior parte delle persone. Per le persone a rischio (coloro che viaggiano in Paesi dove l’epatite A è endemica, coloro che lavorano in ambienti a contatto con il virus, i tossicodipendenti, e i contatti familiari di soggetti con epatite acuta, portatori di malattie del fegato) è disponibile il vaccino su indicazione del medico.

“La malattia epatite A – spiega il Dott. Marco Mela Direttore della S.C. Igiene di Asl1 - , causata dal virus HAV trasmesso soprattutto per via oro-fecale (tramite acqua o alimenti contaminati), è facilmente prevenibile con la vaccinazione, infatti il vaccino anti epatite A è costituito dal virus HAV intero e inattivato (ucciso) che determina una forte e prolungata risposta verso la malattia  immunitaria, con una efficacia protettiva di circa il 100% 

Una sola dose di vaccino conferisce una protezione verso la malattia per circa 6-12mesi; una seconda dose di vaccino, a distanza di 6-12 mesi dalla prima dose, prolunga tale protezione per tutta la vita, senza necessità di ulteriori dosi di richiamo. 

Il vaccino anti epatite A è infatti, tra i vaccini disponibili, uno di quelli  con efficacia maggiore e più prolungata nel tempo e poichè costituito da virus uccisi, il vaccino non può causare la malattia; gli unici suoi effetti collaterali sono locali (dolore, tumefazione, nel sito di  somministrazione (muscolo deltoide della spalla) 

La vaccinazione anti epatite A è la principale vaccinazione raccomandata in tutti i viaggiatori che si recano in Paesi extra Europa occidentale, considerata la elevata presenza , e la sua resistenza nell'ambiente, del virus HAV in tali Paesi 

La malattia epatite A è infatti la più frequente malattia infettiva contratta da viaggiatori internazionali. 

Il vaccino anti epatite A è offerto nei nostri ambulatori di vaccinazione: è gratuito, nella formulazione pediatrica (per persone under16), per i minorenni che si recano in viaggio all'estero, mentre nella formulazione adulti (per over16) è offerto in regime di co-payment (gratuito solo per viaggiatori adulti militari o partecipanti a progetti ONLUS) 

La vaccinazione anti epatite A è raccomandata almeno 10 giorni prima del viaggio.”

Alle parole del Dott. Boggero e del Dott. Mela, fanno eco quelle del Dott. Giovanni Cenderello Direttore S.C. Malattie Infettive dell’ospedale “Borea” di Sanremo che afferma: “Questa ondata attuale avvenuta in Campania, può essere un momento opportuno per tutta la popolazione nel riflettere per effettuare la vaccinazione”.
 

Redazione