Cronaca - 24 marzo 2026, 07:21

Studente ferito a scuola, scontro sulla sanzione: il legale denuncia “violazione del diritto di difesa”

Dopo il ricorso contro la sanzione disciplinare, la famiglia chiede l’accesso agli atti: al centro il procedimento seguito dall’istituto e le garanzie previste

La vicenda dello studente rimasto ferito a scuola torna al centro dell’attenzione, ma questa volta il confronto si sposta su un piano più strettamente giuridico. Al centro del nuovo capitolo non c’è solo la sanzione disciplinare, ma il diritto della famiglia di conoscere gli atti che hanno portato a quella decisione. Dopo il ricorso già presentato contro il provvedimento disciplinare, il legale della famiglia, l’avvocato Alberto Pezzini, ha infatti formalizzato una richiesta di accesso agli atti ai sensi della legge 241 del 1990, chiedendo di poter visionare tutta la documentazione istruttoria relativa al procedimento. Una richiesta che, secondo quanto denunciato, non avrebbe ancora ricevuto riscontro.

La richiesta di accesso agli atti: “Necessaria per la difesa del minore”. Nella comunicazione ufficiale inviata all’istituto, il legale chiede l’accesso a tutti gli atti istruttori che hanno portato al provvedimento disciplinare e alla successiva decisione dell’Organo di Garanzia . Un passaggio considerato fondamentale per esercitare pienamente il diritto di difesa del minore coinvolto. La normativa, viene ricordato nella stessa richiesta, prevede infatti che l’accesso debba essere garantito quando necessario “per curare o per difendere i propri interessi giuridici” . Su questo punto il legale è netto: “Io ho chiesto l’accesso agli atti perché voglio vedere quali attività istruttorie siano state compiute. È un mio diritto e serve per capire come si sia arrivati a questo provvedimento”.

Secondo quanto emerge, la famiglia si sarebbe trovata di fronte a elementi inseriti nel provvedimento finale di cui non aveva mai avuto conoscenza nelle fasi precedenti dell’istruttoria. “Nel provvedimento definitivo ho trovato elementi di cui non avevo la benché minima conoscenza – spiega –. Per questo ho chiesto di poter vedere tutta la documentazione”. Il nodo dell’Organo di Garanzia e il possibile conflitto. Tra i punti più delicati sollevati dal legale c’è anche la composizione dell’Organo di Garanzia interno all’istituto. Secondo quanto riferito, la dirigente scolastica avrebbe ricoperto sia il ruolo di soggetto che ha emanato il primo provvedimento disciplinare sia quello di presidente dell’organo chiamato a esaminare il ricorso. “Non si può emettere un provvedimento in prima istanza e poi essere anche il soggetto che lo riesamina – sottolinea l’avvocato –. È una situazione che, a mio avviso, presenta evidenti criticità”.

Il legale:Negato l’accesso, così si impedisce la difesa”. Dalle parole dell’avvocato emerge una posizione chiara. La mancata risposta alla richiesta di accesso agli atti viene interpretata come un ostacolo concreto all’esercizio del diritto di difesa. “Io sto esercitando un diritto di difesa a tutela di un minore – afferma – e la richiesta di accesso agli atti deve essere esaudita. Non può essere rinviata o ignorata”. Il legale evidenzia anche il carattere di urgenza della richiesta: “Non si può aspettare, perché è necessario comprendere subito gli elementi su cui si basa il provvedimento per poter agire di conseguenza”.

La sanzione e i punti contestati. Il provvedimento disciplinare oggetto di contestazione resta quello già noto: cinque giorni di allontanamento dalle lezioni, in parte coincidenti con un viaggio d’istruzione. Se da un lato la famiglia aveva già sollevato dubbi sulla proporzionalità della sanzione e sulla qualificazione della condotta, ora l’attenzione si sposta sul percorso che ha portato a quella decisione. “Non è tanto la sanzione in sé il punto centrale – precisa Pezzini – quanto il fatto che mi venga impedito di verificare come si sia arrivati a quella decisione”.