"La sicurezza non è un diritto, è il diritto. Senza sicurezza le società non si sarebbero create. Senza sicurezza i gruppi sociali non si sarebbero sviluppati. L'economia, la scuola, la ricerca, l'università non si sarebbero creati senza sicurezza. Dove non c'è sicurezza non cresce niente. E' il diritto che prelude a tutti gli altri diritti" - dice il generale ed europarlamentare Roberto Vannacci nel corso dell'incontro pubblico dal titolo “Sicurezza non è uno slogan. È un diritto”, andato in scena in serata al teatro comunale a Ventimiglia.
Nel corso dell'evento, promosso dai Team Vannacci di Ventimiglia, Sanremo e Bordighera insieme all’associazione Noi Controvento, sono stati, infatti, affrontati problemi, come sicurezza, legalità e gestione del confine, che da anni incidono in modo profondo sulla vita quotidiana della città e dell’intero Ponente ligure. Un territorio di frontiera che vive quotidianamente le conseguenze della pressione migratoria e delle criticità legate ai flussi transfrontalieri e che chiede risposte concrete. "Di Muro ha dimostrato che il sindaco è il cuore centrale di un centro urbano perché ha gli strumenti per cooperare e contribuire alla sicurezza. La sicurezza è una città illuminata, è costruire una palestra in cui si possono aggregare i giovani, creare commercio, è coinvolgere i cittadini e convincerli a non abbandonare mai. Questa è la sicurezza" - sottolinea Vannacci - "Dobbiamo riprenderci in mano la nostra vita, le nostre abitudini e le nostre tradizioni. Faccio i complimenti per quello che siete riusciti a fare qua. Sicurezza e immigrazione sono intimamente collegati. Se importi il terzo mondo, diventi il terzo mondo. Il dovere è uno sforzo che facciamo per qualcun altro e non per noi stessi. Se non ho più il collante che lega le società, perché le abbiamo annacquate con persone che non si riconoscono nei nostri principi, perché dovrei pagare le tasse? Si va a disgregare così la solidarietà sociale. I giovani non vogliono più arruolarsi perché vedono solo stranieri. E' un attacco indiretto e diretto alla sicurezza. Le immigrazioni non sono mai state naturali. Non è vero che c'è un rapporto di simbiosi e amore tra chi migra e gli autoctoni. Le popolazioni autoctone hanno sempre difeso le loro terre. Ci è stato detto che abbiamo il dovere dell'accoglienza ma non è vero. L'articolo 13 dice che ogni uomo o donna gode della libertà di movimento della propria terra di origine. Si stabilisce che noi non siamo figli del pianeta e dell'universo ma siamo tutti figli di un paese d'origine. Tutti gli uomini hanno il diritto di lasciare il paese d'origine. L'immigrazione è uno strumento per un'ideologia politica, che non rappresenta più la società. A loro sono rimaste gli immigrati e le minoranze. Questo è il voto etnico. I fogli di via non servono a nulla, serve creare centri per il rimpatrio. E' stato raggiunto un obiettivo importante: i paesi sicuri. Avremo una lista di paesi sicuri nei quali si potranno rimpatriare gli immigrati e aumentare la sicurezza nella nostra nazione. Come ogni cosa è difficile ma, una volta vinti gli attriti, ci auguriamo che questo inizio di questa procedura possa funzionare ancora meglio".
"La famiglia è il primo baluardo dell'educazione, riconosciuta dalla Costituzione. La scuola, invece, istruisce. La famiglia educando i figli trasmette loro i valori, i principi, gli ideali su cui si basa la nostra società. La famiglia deve tornare a educare i figli. Ormai le famiglie hanno delegato ai servizi dell'infanzia l'educazione. In tutte le dittature il cruccio del despota è stato portare via i bambini per educarli. Ecco cosa noi stiamo pagando oggi: l'aver promosso il sistema che ha visto la famiglia emarginata dall'educare i nostri figli" - afferma Vannacci - "La scuola contribuisce all'educazione: prepara una persona a svolgere la sua attività professionale; formare il cittadino del futuro; facilitare la socializzazione delle persone. Noi, invece, abbiamo delegittimato l'autorità della scuola. Sono anche le forze dell'ordine ad essere delegittimate. La nostra società è andata incontro a un degrado continuo e questo ha comportato che tutti si sentano autorizzati a non rispettare le norme. Statisticamente i paesi d'Europa più armati sono quelli della fascia nordica dove il livello di criminalità è bassissimo. Non è vero che il possesso di armi crea criminalità. Bisogna essere attenti e bisogna ripartire dalle basi della sicurezza e dalle norme".
Ad aprire l’evento è stato il sindaco di Ventimiglia, Flavio Di Muro, che ha fatto il punto su una situazione complessa che negli ultimi anni ha visto l’amministrazione comunale gestire emergenze e criticità spesso superiori alle competenze locali, ha illustrato le azioni intraprese e le prospettive future. "Siamo stati un po' innovativi: mettere guardie armate all'ingresso del cimitero perché a Ventimiglia non si entra per far defecare sulle tombe dei nostri cari. Sono il sindaco che ha firmato per avere il Pad per famiglie, donne e soggetti fragili. Qui c'è un'immigrazione di passaggio e, quindi, non possono pagarne il prezzo i cittadini. Non vogliono stare qui, quindi, se ne devono andare con le buone o con le cattive. Ci siamo acquistati dei diritti e doveri e dobbiamo difenderli con le unghie. Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto a Ventimiglia e spero venga portato come un esempio virtuoso" - dice il sindaco Flavio Di Muro - "Passeremo da 20 a 200 telecamere, saremo una città mega sorvegliata. Il primo diritto da tutelare è la vita. Metteremo poi dei droni per la città. Ci dobbiamo organizzare per tutelare la nostra vita. Per il futuro ho un'idea, una proposta, che sicuramente grazie alla filiera porteremo a compimento: portare la programmazione commerciale. Non siamo liberi di decidere quali negozi possono aprire. Faremo un'accordo per gestire l'organizzazione del commercio per far aprire più negozi di souvenir e meno kebab. E' una città in cui arrivano anche gli investimenti. Siamo arrivati a 290 milioni di euro tra contributi e investimenti, tra i quali anche privati".
Sono poi intervenuti Gabriel Tomatis, membro supplente del Parlamento francese per le Alpi Marittime, Guillaume Contesse, consigliere comunale di Roquebrune Cap Martin, Jean Pierre Parietti, esperto di sicurezza e contraffazione del Principato di Monaco e il generale ed europarlamentare Roberto Vannacci, impegnato da tempo per cercare di portare in sede europea il tema della sicurezza dei confini, della gestione dei flussi migratori e delle ricadute sui territori di frontiera. L’iniziativa è, infatti, nata dal lavoro congiunto dei referenti territoriali Gianluca Baxa (Ventimiglia), Michele Gandolfi (Sanremo) e Vincenzo Zinghini (Bordighera) per affrontare i problemi reali dei territori senza propaganda né scorciatoie, favorendo così un confronto diretto e concreto. A conclusione della giornata, è prevista una cena conviviale a Sanremo, presso il ristorante Lido Fontana, sul lungomare Imperatrice, con il generale Roberto Vannacci. Un’occasione informale per approfondire i temi trattati e confrontarsi in modo diretto.
I manifestanti, nel frattempo, hanno continuato a protestare, davanti al teatro comunale, urlando, suonando, strombazzando e intonando cori. L'incontro, però, si è svolto in totale sicurezza grazie alla presenza, sia all'interno del teatro che fuori, delle forze dell'ordine: polizia di Stato, carabinieri e polizia locale.