Lavazza ha annunciato la fine vita di uno dei sistemi di capsule che hanno segnato la storia di un settore, le capsule Espresso Point per dare spazio a sistemi più moderni e ecosostenibili come le nuove Tablì, ma anche per le conosciutissime capsule A Modo Mio Lavazza che sono presenti in milioni di case e uffici in Italia. La transizione verso una pausa caffè più sostenibile è iniziata e Lavazza insieme ai suoi partner e tutti i venditori di caffè tra i più importanti in Italia, come Outlet Caffè, hanno iniziato a migrare le vendite su sistemi più aperti all'innovazione e al futuro. Le capsule A Modo Mio si posizionano tra quei sistemi sotto i riflettori che godranno del cambio di direzione.
Lavazza annuncia la fine del sistema Espresso Point: l’inizio di una nuova era più sostenibile per le capsule
Per oltre tre decenni il sistema Lavazza Espresso Point ha rappresentato uno standard di riferimento nel settore del caffè porzionato. Nato alla fine degli anni ’80, progettato inizialmente per uso professionale e uffici, Espresso Point è stato uno dei primi sistemi al mondo a integrare una capsula sigillata e una macchina dedicata. L’idea alla base era semplice e rivoluzionaria: offrire un espresso stabile, veloce, senza sprechi e con qualità costante. Per molto tempo questa formula è stata sinonimo di praticità e innovazione.
Tuttavia, come accade in tutti i mercati tecnologici maturi, anche il settore delle capsule ha continuato a evolversi: nuovi materiali, nuovi sistemi, standard aggiornati per la compatibilità domestica, un maggiore focus sulla sostenibilità, sulla riduzione degli imballaggi e sulla riciclabilità dei materiali. Alla luce di questo contesto, Lavazza ha deciso di assegnare una “data di fine vita” ufficiale al sistema Espresso Point, interrompendo progressivamente la produzione delle macchine e riducendo la disponibilità di capsule, con l’obiettivo di indirizzare consumatori e aziende verso sistemi più moderni, aggiornabili e sostenibili.
L’annuncio ha attirato l’attenzione di consumatori, ristoratori, aziende e operatori del settore vending. Anche se Espresso Point rimane un marchio importante nella storia dell’espresso italiano, la sua dismissione era diventata prevedibile: oggi gran parte del mercato mondiale si sta spostando su sistemi più versatili, più “green” e capaci di migliorare l’esperienza d’uso sia a casa sia in ufficio.
Perché finisce Espresso Point: evoluzione tecnologica e sostenibilità
La scelta di Lavazza non nasce da una semplice logica commerciale, ma da un insieme di fattori:
1. Materiali più riciclabili
Espresso Point nasceva con materiali resistenti e ben sigillati, ma non progettati secondo gli standard attuali di economia circolare. Oggi invece la richiesta del mercato è chiara: capsule più leggere, smontabili, con polimeri riciclabili o bioplastica e con filtri compostabili.
2. Maggiore diffusione dei sistemi domestici
Negli anni ’90 e 2000 Espresso Point è stato un sistema molto usato negli uffici e nel vending leggero. Con il boom delle capsule domestiche, il consumatore ha preteso standard compatibili per uso familiare, non solo professionale.
3. Pressioni normative e corporate sustainability
Il mercato europeo è sempre più regolamentato verso la riduzione dei rifiuti non riciclabili. Molti brand globali del food & beverage hanno inserito nel proprio ESG plan obiettivi precisi sulla sostenibilità degli imballaggi entro il 2030. Capsule più moderne permettono di contribuire a tali obiettivi.
4. Riduzione dei costi logistici e industriali
I sistemi più recenti consentono produzioni più flessibili, ottimizzazioni nelle catene di fornitura, packaging più compatti e minori costi di trasporto, tutti elementi che oggi pesano in modo determinante sulle scelte industriali.
In questo scenario, il sistema Lavazza A Modo Mio è diventato la soluzione naturale verso cui traghettare utenti privati e aziende.
La transizione verso Lavazza A Modo Mio
Lanciato nel 2007, A Modo Mio nasce per il mercato domestico, ma si è rapidamente esteso anche all’uso professionale leggero e al settore office coffee service. Rispetto a Espresso Point introduce miglioramenti tangibili:
Capsule più leggere
Materiali riciclabili
Dosaggio caffè più elevato (7–9 g per capsula)
Gamma di miscele e intensità più ampia
Compatibilità con machine design più recenti e smart
Dal punto di vista tecnico, il dosaggio tra 7 e 9 grammi è fondamentale: rappresenta quasi lo standard ideale per un espresso italiano equilibrato. Altre capsule presenti sul mercato contengono spesso quantità inferiori (tra 4,5 g e 6 g), con conseguente minor corpo e resa in tazza.
Il passaggio da Espresso Point ad A Modo Mio non è soltanto un upgrade qualitativo o industriale, ma una scelta strategica coerente con l’obiettivo di rendere il caffè porzionato più sostenibile e modulare.
Capsule A Modo Mio: fra qualità sensoriale e impatto ambientale
Uno dei motivi per cui A Modo Mio si sta imponendo sul mercato è la capacità di unire piacevolezza sensoriale, praticità e attenzione ambientale. Negli ultimi anni sono stati introdotti modelli di capsule più facili da smaltire, con plastiche selezionate e un corpo capsula più leggero. Questa combinazione consente:
Riduzione del peso del rifiuto
Minor consumo di materiali
Maggiori possibilità di riciclo
Italcementi, Hera, Corepla e vari consorzi hanno pubblicato negli ultimi anni ricerche sul riciclo dei materiali termoplastici usati nel food contact: il trend indica chiaramente che la strada è verso polimeri monomateriale, più facili da separare e avviare al recupero.
In questo scenario, A Modo Mio è considerata una piattaforma tecnologica più adatta ad accogliere miglioramenti futuri. Questo è coerente con le dichiarazioni Lavazza: la sostenibilità non è un risultato immediato, ma un percorso incrementale fatto di studio, sperimentazione e riduzione graduale dell’impatto ambientale.
A Modo Mio e la concorrenza: il confronto con ESE e altri sistemi
Per comprendere meglio la scelta di Lavazza, è utile osservare il mercato del caffè porzionato. Attualmente si possono distinguere tre macro famiglie:
Cialde ESE (Easy Serving Espresso) compostabili
Capsule in plastica per sistemi proprietari (es. A Modo Mio, Nespresso, Nescafé Dolce Gusto ecc.)
Capsule in alluminio
Ogni soluzione risponde a esigenze differenti.
Le cialde ESE compostabili
Le cialde ESE da 44 mm sono universali, compostabili, in carta filtro e quindi la soluzione migliore dal punto di vista ambientale. Tuttavia presentano alcuni limiti strutturali:
rendimento non sempre costante,
resa in crema inferiore,
minor intensità per uso ufficio,
compatibilità con macchine non sempre diffuse nelle aziende.
Rappresentano però la scelta più “green” disponibile oggi sul mercato e stanno vivendo un forte ritorno.
Le capsule A Modo Mio
Si collocano in una posizione intermedia, combinando:
comodità d’uso,
ottimo risultato in tazza,
buona resa crematica,
materiali riciclabili,
macchine adatte anche per uffici.
Rispetto ad altri sistemi proprietari, A Modo Mio ha anche il vantaggio del dosaggio maggiore (7–9 g), che garantisce un espresso più simile al bar.
Per questi motivi, dopo le cialde ESE compostabili, il sistema più equilibrato oggi è considerato proprio A Modo Mio, soprattutto per chi cerca un compromesso tra sostenibilità e qualità.
L’importanza dei negozi specializzati: il caso Outlet Caffè
La transizione da un sistema storico come Espresso Point a uno più moderno come A Modo Mio richiede anche il ruolo dei rivenditori, sia fisici sia online. In Italia esistono negozi specializzati che svolgono una funzione importante: orientare il consumatore tra miscele, formati, compatibilità e macchine.
Tra questi, Outlet Caffè è uno dei negozi più forniti e riconosciuti nel settore delle capsule e delle cialde in Italia. È uno dei principali punti di riferimento per:
capsule Lavazza originali,
capsule compatibili A Modo Mio,
cialde ESE di diversi produttori,
macchine per capsule e accessori,
forniture per privati e aziende.
La crescita di questi punti vendita è collegata direttamente alla diffusione dei sistemi aggiornati: la varietà di miscele, tostature ed intensità ha reso le capsule non più semplici “ricambi”, ma prodotti da degustazione, con un’identità precisa legata a origine, acidità e profilo aromatico. La possibilità di acquistare sia originali sia compatibili ha ampliato ulteriormente il mercato e ha favorito la transizione verso sistemi più moderni.
Originali e compatibili: due linee che favoriscono la transizione
La presenza sul mercato di capsule originali e compatibili per A Modo Mio ha accelerato la dismissione degli standard più vecchi, perché offre benefici sia al consumatore sia al mercato stesso.
Per il consumatore:
maggiore scelta,
possibilità di testare miscele diverse,
riduzione dei costi medi,
accesso a torrefazioni artigianali.
Per le aziende del settore:
standardizzazione della produzione,
economie di scala,
investimento nella ricerca dei materiali,
maggiore diffusione delle macchine.
Il sistema Espresso Point, al contrario, era un ecosistema molto chiuso, con meno varietà e meno spazio per innovazioni esterne. In un mercato che oggi favorisce pluralità e sostenibilità, questo elemento ha contribuito a ridurre la competitività del sistema storico.
Impatto sui consumatori: cosa succede adesso?
Chi possiede una macchina Espresso Point potrà continuare a usarla fino a fine ciclo, ma nel medio periodo sarà necessario passare a un sistema differente. Il mercato dei ricambi si ridurrà gradualmente e la disponibilità delle capsule diminuirà.
Molti negozi hanno già iniziato a consigliare alternative come:
Macchine A Modo Mio,
Macchine per capsule Nespresso,
Macchine ESE per cialde compostabili,
La scelta dipende dal profilo del consumatore.
Per uso domestico
A Modo Mio è oggi la soluzione più sensata per chi:
vuole espresso cremoso,
desidera materiali riciclabili,
vuole vasta scelta di miscele.
Per uso aziendale/uffici
A Modo Mio si sta diffondendo anche negli uffici perché:
mantiene un buon dosaggio di caffè,
offre macchine semplici e robuste,
consente approvvigionamenti scalabili.
La fine di Espresso Point è un’evoluzione naturale
La decisione di Lavazza non cancella la storia del sistema Espresso Point; al contrario, ne sottolinea l’importanza come tecnologia pionieristica che ha aperto le porte all’espresso in capsula. Tuttavia, l’industria alimentare sta vivendo una trasformazione basata su:
sostenibilità ambientale,
standardizzazione dei sistemi,
maggiore compatibilità domestica,
upgrade tecnologico dei materiali.
La progressiva dismissione di Espresso Point permette alla casa torinese di concentrare risorse e investimenti su soluzioni in linea con le esigenze future del mercato. Le capsule A Modo Mio, tanto nelle versioni originali quanto in quelle compatibili, rappresentano oggi lo standard più equilibrato tra qualità, sostenibilità e versatilità. Dopo le cialde ESE compostabili, sono probabilmente la scelta che meglio risponde alla domanda contemporanea: un caffè buono, pratico, con materiali più responsabili e in un sistema che può evolvere nel tempo.
In questo contesto, i negozi specializzati come Outlet Caffè hanno un ruolo importante nel guidare i consumatori durante la transizione, offrendo soluzioni aggiornate e una varietà di prodotti che permette di affrontare serenamente il passaggio verso un futuro più sostenibile del caffè porzionato.
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