Le Donne di Destra esprimono il loro pieno sostegno all’iniziativa della campana dei bambini non nati, voluta da Monsignor Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia–Sanremo, come segno simbolico, spirituale e civile di memoria e responsabilità verso la vita umana. La campana, che risuona quotidianamente, rappresenta un forte richiamo al valore della vita in un’epoca in cui questo principio appare sempre più spesso relativizzato o rimosso dal dibattito pubblico. L’iniziativa non nasce come atto di contrapposizione, ma come invito alla coscienza individuale e alla riflessione collettiva.
Le Donne di Destra ribadiscono con decisione che la vita è un bene indisponibile, che non può essere subordinato a narrazioni ideologiche né presentato come un ostacolo da eliminare. Rappresentare l’aborto come strumento di emancipazione è, secondo il movimento, una distorsione che non tutela realmente la donna e che produce conseguenze gravi sul piano umano, sociale e culturale. Nel contesto attuale, segnato da una profonda crisi demografica, i milioni di bambini non nati costituiscono una ferita aperta che incide sul futuro dell’Italia. Ogni vita soppressa non è un numero astratto, ma la perdita di un essere umano unico e irripetibile, e quindi di una ricchezza per l’intera comunità nazionale.
Le Donne di Destra giudicano infondate le accuse rivolte a Monsignor Suetta e alla campana, sottolineando che ricordare i bambini non nati non significa colpevolizzare le donne, ma riconoscere una realtà troppo a lungo rimossa. In uno spazio pubblico attraversato da molteplici messaggi ideologici, non può essere negata legittimità a un segno che richiama il valore della vita. Per il movimento, la difesa della vita è inseparabile dalla difesa della donna, della famiglia e del futuro della comunità nazionale. Per queste ragioni, le Donne di Destra confermano il loro sostegno convinto all’iniziativa promossa da Monsignor Antonio Suetta.