Discusse in consiglio comunale a Ventimiglia quattro mozioni sul riconoscimento dello stato della Palestina.
Mozioni sullo stesso tema presentate, però, da gruppi politici diversi. "Le quattro mozioni sono simili nel titolo visto che tutte parlano di Palestina ma poi in realtà sono molto differenti l'una dall'altra" - dice il consigliere comunale di minoranza Vera Nesci parlando della mozione presentata dal Partito Democratico - "Non si tratta solo di sensibilità ma anche di ripercorrere determinate tappe storiche che qualche consigliere ha voluto fare nella propria mozione. Si tratta anche di una sensibilità espressa con una terminologia differente. Forse la nostra mozione è la più coraggiosa che ha dei punti sui quali noi non siamo disponibili a modificare".
Viene proposta l'idea di unirle in un'unica mozione. "L'idea del gruppo Lega era di poter fare, se possibile, una mozione condivisa" - dichiara il consigliere comunale di maggioranza Simone Bertolucci - "Se i capigruppo si possono incontrare un secondo dirò poi cosa tenere".
"Sono d'accordo con i colleghi" - afferma il consigliere comunale di maggioranza Gabriele Amarella - "Per quanto ci riguarda possiamo benissimo fare una mozione condivisa perché è un tema che va oltre le bandiere politiche. Sono d'accordo a fermarci un attimo e vederci con i capigruppo".
"Non sono d'accordo a fare una mozione unica e condivisa con il Partito Democratica, ovviamente con la maggioranza sì" - mette in chiaro il consigliere comunale di maggioranza Enzo Di Marco - "Noi chiediamo delle cose concrete. E' un tema mondiale".
"Mi allineo con i colleghi che vogliono discutere insieme ai capigruppo" - interviene il consigliere comunale di minoranza Nico Martinetto.
Il consiglio comunale viene così sospeso per permettere ai capigruppo di confrontarsi. Alla ripresa della seduta, però, non viene accolta la proposta di unirle in una sola mozione. "Spiace che in un clima di conflitto non abbiamo trovato una sintesi per evitare un conflitto tra gruppi consiliari rispetto a un tema che dovrebbe vederci tutti uniti al di là delle sensibilità politiche e degli indirizzi di partito o della bandiera al primo proponente" - interviene il sindaco Flavio Di Muro - "Poteva essere una bella occasione come consiglio comunale per dare una dimostrazione di unità di intenti all'esterno di questa assise. Non è stato fatto ma apprezzo che ci sia stata una sospensione per cercare di trovare un'intesa. Normalmente mozioni che non asseriscono a competenze proprie del comune andrebbero ritenute inammissibili. Sono varie espressioni di pensiero rispetto a un conflitto mondiale. Ammetto di non essere pronto a dare un indirizzo di voto, penso, però, che sia meritorio per chi, nelle scorse settimane, si è dedicato a scrivere questi testi per portare questo tema all'attenzione del consiglio comunale. Ci sono state manifestazioni che in questa città sono state ben organizzate. Ci sono stati episodi di violenza nel resto d'Italia e questa condanna poteva, ad esempio, oggetto di una mozione unanime di condanna. Ascolterò di buon grado e dirò alla fine come voterò da consigliere comunale. Libertà di voto, soprattutto, alla maggioranza che si è sempre mostrata unita. Cerchiamo di non strumentalizzare, prevaricare o fare una discussione animata tra i vari gruppi sia tra minoranza che maggioranza".
Ogni proponente, alla fine, ha illustrato la propria mozione e poi si è aperta una discussione generale. "Questa mozione non riguarda l'attività amministrativa del Comune. Si tratta di un atto simbolico a supporto di quello che è un percorso che si vuole portare alla risoluzione della situazione che c'è nella striscia di Gaza con, principalmente, il riconoscimento dello stato di Palestina" - afferma il consigliere comunale di minoranza Vera Nesci - "Ho insistito che le mozioni siano discusse singolarmente perché non ritengo che in questo momento nella striscia di Gaza ci sia un vero e proprio conflitto. Il conflitto è una contrapposizione tra due forze mentre in questo momento c'è una prevaricazione, un'azione di guerra fatta da una parte con una palese e persistente violazione dei diritti umani e internazionali da parte delle autorità israeliane che sta provocando il genocidio della popolazione palestinese privata di ogni forma di sostentamento e ridotta alla fame e alla carestia. Si chiede il riconoscimento dello stato di Palestina nel momento in cui l'83 per cento dei palestinesi che sono stati uccisi sono civili. Non ci sono solo migliaia di bambini uccisi, ci sono 4mila bambini amputati, che stanno morendo di fame, che si trovano in totale miseria e che scappano. Abbiamo visto bombardamenti su civili, ospedali, soccorritori e, perciò, tutto questo mi porta a insistere sulla definizione di genocidio. Su 193 paesi delle nazioni unite sono 150 gli stati che hanno riconosciuto lo stato di Palestina, dei 27 paesi dell'Unione Europea solo otto non l'hanno fatto tra i quali l'Italia. Questa mozione impegna sindaco e giunta a inoltrare al governo italiano la richiesta di riconoscimento dello stato di Palestina come stato sovrano e indipendente. Sono onorati di essere consigliere comunale e di aver potuto esporre questa richiesta. E' una mozione che sentiamo particolarmente come urgente".
"La mia mozione nasce da un senso di responsabilità etica e istituzionale" - illustra il consigliere comunale di maggioranza Gabriele Amarella riferendosi alla mozione presentata da Forza Italia - "E' vero, questo consiglio non ha competenze in materia di politica estera ma non si può rimanere indifferenti dalle notizie che ci giungono dal Medioriente. Ci devono far riflettere come amministratori, come cittadini e, soprattutto, come persone. Il principio che richiamiamo è molto semplice: due popoli, due stati. E' un concetto semplice ma di enorme caratura politica e umana. Racchiude l'unica prospettiva vera di una pace tra il popolo palestinese e quello israeliano. Non possiamo chiudere gli occhi davanti alle sofferenze di civili innocenti, vittime di un conflitto che sembra non avere mai una fine. Come amministratori locali non abbiamo pretese di risolvere un problema internazionale ma abbiamo il dovere di affermare dei valori fondamentali: il rispetto della dignità umana, il diritto dei popoli ma soprattutto andare alla ricerca della pace. La nostra voce, unita a quella di tante altre istituzioni locali e nazionali può contribuire a creare una coscienza collettiva e una pressione morale affinché si giunga veramente a una pace. La mozione è un atto politico simbolico che vuole ribadire da che parte stiamo: dalla parte dei diritti, dalla parte della pace e dalla parte della dignità umana. La crisi in Medioriente non è un tema lontano da noi, la pace riguarda tutti perché la stabilità internazionale e la difesa dei valori sono universali. Chiedo, quindi, a tutti di sostenere questo impegno affinché anche la nostra città possa dare un segnale di pace e di speranza".
"Presentiamo una mozione che tocca un tema delicato e di grande attualità: il conflitto in Medioriente tra Israele e Palestina" - dice il consigliere comunale di maggioranza Enzo Di Marco illustrando la mozione presentata da Fratelli D'Italia - "Dall'attacco terribile e ingiustificabile di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele è partito una spirale di sofferenza, morti e crisi umanitaria a Gaza. L'Italia ha sempre chiesto due cose fondamentali: il cessate il fuoco e la tutela di civili innocenti. In tal senso il presidente Meloni ha affermato: 'che alcune azioni israeliane hanno superato quel limite con conseguenze difficilmente giustificabili'. Il governo italiano di qualsiasi colore politico ha sempre sostenuto il principio: due popoli, due stati. Israele e Palestina che convivono in pace e sicurezza. C'è un problema che viene spesso dimenticato: mentre in molti parlano del riconoscimento della Palestina, la gran parte dei paesi arabi ancora non riconosce l'esistenza della stessa, dello stato Israele, questo significa che continua a vivere circondato da stati che non solo non lo riconoscono ma che ne minacciano la distruzione. La lega araba ha condannato gli attacchi di Hamas. Con questa mozione chiediamo al governo italiano di farsi promotore in Europa e nel mondo di un'iniziativa chiara: spingere gli stati arabi, che ancora non l'hanno fatto, a riconoscere lo stato di Israele. Chiediamo, inoltre, che si lavori per il riconoscimento della Palestina ma in un quadro realistico e non prematuro e che avvenga a due condizioni: il rilascio immediato di tutti gli ostaggi di Hamas e l'esclusione di quest'ultimo e di ogni forma di terrorismo islamico nel governo palestinese. Ogni riconoscimento deve essere parte di un processo diplomatico serio e bilaterale e non semplicemente un atto simbolico che da solo risolva conflitti profondi. Si attendono con urgenza gli sviluppi della proposta di pace di Trump su cui anche la nostra premier Meloni si è espressa. Il presidente, infine, ha rinnovato l'invito a Israele di moderare le operazioni militari, evitare colpi indiscriminati, permettere l'ingresso degli aiuti umanitari, principi del diritto internazionale. Questa mozione vuol essere un contributo, anche dal nostro comune, per effettuare il principio di verità ed equilibrio, pace sì ma pace vera costruita sul rispetto reciproco e sul riconoscimento del diritto di entrambi i popoli ad avere uno stato sicuro e indipendente".
"Parliamo di una terra che si combatte da tre mila anni. Tutti noi auspichiamo la pace e, perciò, noi proviamo a fare la nostra parte" - afferma il consigliere comunale di minoranza Nico Martinetto - "Gli ultimi eventi hanno visto un incremento della violenza con oltre 20mila morti solo nella striscia di Gaza, compresi i bambini. Il nostro comune pur non avendo competenze dirette in materia di politica estera può esprimere una posizione etica e morale a favore della pace e dei diritti umani. E' dovere delle istituzioni locali promuovere una cultura della non violenza, della solidarietà tra popoli e della difesa dei più vulnerabili, quindi, il consiglio comunale di Ventimiglia deliberi di approvare la seguente mozione, esprima profonda preoccupazione per la situazione in Palestina condannando ogni forma di violenza contro civili e in particolare contro i bambini, chieda con forza il cessate immediato e l'avvio di pace basato sul dialogo, sulla mediazione internazionale e sul rispetto reciproco, invita il governo italiano e le istituzioni europee a intensificare gli sforzi diplomatici per favorire una soluzione politica duratura sul principio di due popoli, due stati nel rispetto della sicurezza di Israele e del diritto dell'autodeterminazione del popolo palestinese, sottolinea che ogni riconoscimento istituzionale debba essere preceduto da un percorso di pace condiviso che garantisca stabilità, giustizia e diritti per entrambe le parti. Chiediamo, inoltre, di dedicare questa mozione a memoria di tutte le vittime innocenti del conflitto affinché il loro sacrificio non sia vano e possa ispirare una convivenza di rispetto".
"Avrei dovuto emendare ogni mozione" - interviene il consigliere comunale di maggioranza Roberto Parodi - "Si tratta di discutere con i palestinesi e non con Hamas. Condivido tutte le quattro mozioni presentate, aggiungo due democrazie e due stati. Chiedo di poter porre la mia firma sulla mozione presentata da Forza Italia. Il mio voto sarà favorevole a tutte quattro".
"Tema di una difficoltà terrificante" - sottolinea il consigliere comunale di maggioranza Simone Bertolucci - "Non riesco a miscelare un discorso umanitario a un discorso geopolitico. La Lega non ha fatto nessuna mozione. Pur essendo opposto al consigliere Nesci sono d'accordo con lei. Si rischia di andare nella speculazione se non si prendono in considerazione tutte le questioni. Anche io vorrei lo stato Palestinese ma lo voglio democratico non controllato dai terroristi. Non si può sviluppare un concetto di democrazia perché non esiste. C'è un macigno che deve essere superato da entrambe le parti. Il gruppo Lega si astiene da tutte e quattro le mozioni".
"Sono d'accordo su tutte e quattro le mozioni" - dice il consigliere comunale di minoranza Gabriele Sismondini - "Questa non è la sede per parlare di questo però è giusto votare sì a queste quattro mozioni perché siamo davanti a una catastrofe. Noi viviamo in uno stato in cui la libertà è uno dei valori fondamentali. Capisco la mozione del Pd ma non capisco la necessità di fare altre tre mozioni che parlano delle stesse cose, è una cosa snervante. Votate la mozione del Pd e andiamo avanti, non c'è bisogno di fare altre mozioni. Ventimiglia ha tante problematiche e, invece, parliamo di una questione su cui non possiamo fare nulla".
"E' una situazione preoccupante e che il consiglio comunale si preoccupi facendo quattro mozioni, anche se secondo me se ne poteva fare una sola, è giusto" - sottolinea il consigliere comunale di minoranza Gaetano Scullino - "Quali concetti di queste mozioni non sono condivisibili? Avrei preferito farne una unica per dare un segnale di unità almeno su questo fatto, che è davvero grave. Le voterò tutte".
"Il primo rischio che si corre è fare dichiarazioni lontane dalla nostra formazione" - afferma il consigliere comunale di maggioranza Matteo Ambesi - "L'altro rischio è avere la tifoseria da stadio quando la guerra, il genocidio colpisce civili, persone e bambini che si chiedono perché? L'altro rischio è che si cada nella banalità dicendo vogliamo la pace del mondo. C'è stato un esercizio letterario di scrivere mozioni. Gli argomenti sono importanti e noi abbiamo questo strumento a disposizione consapevole del fatto che non porti una soluzione ma il messaggio deve arrivare forte chiaro: si parla di una terra e di un popolo che sta scomparendo. Poteva essere opportuno fare degli incontri prima di questa sera, credo che sia compito del presidente ad arrivare a una conclusione di questa assise. Sono favorevole a tutte le mozioni ma chiedo di controfirmare la mozione del PD".
La mozione del Pd, alla fine, viene approvata nonostante il voto contrario del consigliere comunale di maggioranza Di Marco e dei cinque astenuti (quattro della Lega e uno di FdI). La mozione di Forza Italia viene approvata nonostante un voto contrario da parte di Di Marco e tre astenuti della Lega. La mozione di Fratelli d'Italia viene approvata nonostante due voti contrari del Pd e tre astenuti della Lega. Infine, la mozione presentata dal consigliere Nico Martinetto viene approvata nonostante due voti contrari del Pd e tre astenuti della Lega.