Attualità - 28 luglio 2025, 19:30

Ospedaletti, il tennis club finisce in tribunale politico: “Concessione stravolta, serve chiarezza”

L’opposizione contesta la modifica al rapporto concessorio: “Scelte poco chiare, serve trasparenza”. Cimiotti: “Lavori fatti, ma i problemi restano. Verificheremo se ridurre la durata della concessione”

La concessione dei campi da tennis comunali di Ospedaletti torna al centro del dibattito politico, con un’interpellanza presentata dal gruppo di minoranza “Ospedaletti Insieme” e discussa nel consiglio comunale di questa sera. Al centro della questione, sollevata dalla consigliera e capogruppo di minoranza Valentina Lugarà, la modifica sostanziale dell’originario rapporto concessorio, in particolare lo scorporo del bar dal complesso tennistico, la gestione delle proroghe sui lavori e la rimodulazione del canone.

“Già in passato avevamo evidenziato criticità – ha sottolineato Lugarà – ma oggi assistiamo a una serie di atti che cambiano profondamente i termini della concessione approvata nel 2020. Il bar, inizialmente previsto come parte integrante del bando, viene ora escluso, mentre si è deciso di sospendere alcune sanzioni per ritardi nei lavori, di revocarne altre e di ridurre il canone. Ci chiediamo se siano state effettuate le opportune valutazioni tecnico-giuridiche prima di procedere in questa direzione. Senza dimenticare che si parla di pubblicare un nuovo bando solo per il bar: quali riflessioni sono state fatte a monte?”.

Nel corso del confronto, il sindaco Daniele Cimiotti ha ricostruito i passaggi che hanno portato l’amministrazione a rivedere l’accordo con il concessionario. “Al primo bando partecipò una sola ditta – ha spiegato – e si pensò di inserire il bar per garantirne un’apertura quotidiana e accessibile anche ai non soci. In realtà, chi lo gestiva era lo stesso maestro di tennis, e il bar rimaneva spesso chiuso. Dopo diversi solleciti e sanzioni, abbiamo verificato lo stato dell’impianto, riscontrando ulteriori problemi, anche nei campi. Da lì l’idea di togliere il bar dalla concessione, rivedere il canone e chiedere l’ultimazione dei lavori richiesti, alcuni dei quali sono comunque stati eseguiti”.

Sulla possibilità di risolvere il contratto in caso di nuovi inadempimenti, Cimiotti ha frenato: “Avviare un contenzioso non è semplice. Abbiamo due avvocati in consiglio che sanno bene quanto queste cause possano durare e costare. Per questo stiamo valutando l’ipotesi di ridurre la durata della concessione, da 10-12 anni a meno, per uscire da questa situazione prima possibile”.

La consigliera Lugarà ha però insistito sull’importanza di capire se le inadempienze siano frutto di difficoltà oggettive o di errori di progettazione iniziale. “Se il bando non era sostenibile, doveva essere rivisto prima – ha ribadito – altrimenti si rischia di compromettere la credibilità futura degli affidamenti pubblici”.

Anche il consigliere Giorgio Boeri ha chiesto chiarimenti sulle sanzioni: “Sono state ritirate tutte?”. Il sindaco ha replicato che alcune sono state applicate, altre sospese e che in caso di nuovi ritardi verranno reintrodotte.

Il nodo resta quindi aperto, tra richiami alla legalità, esigenze di trasparenza e necessità, da parte dell’amministrazione, di trovare un equilibrio tra tutela del bene pubblico e gestione pragmatica delle difficoltà. Con una certezza: il caso tennis continuerà a far discutere.