Dopo due edizioni parzialmente ‘blindate’, l’area hospitality di ‘Casa Sanremo’ esce ancora una volta con un grandissimo successo. Milioni di spettatori per la tv organizzata per ‘uscire’ dal Palafiori e offrire tutti i momenti della giornata e della notte all’interno della struttura che ha seguito passo passo il Festival della Canzone Italiana e tantissimi visitatori per una settimana ricca di appuntamenti, non solo musicali ma anche di cultura.
Il patron di ‘Casa Sanremo’, Vincenzo Russolillo, è raggiante per come è andata la 15a edizione della kermesse e, proprio mentre le maestranze stanno smontando tutte le strutture all’interno del Palafiori, è già con il mirino puntato sul 2023 ma con noi ha tracciato il bilancio di quella appena terminata: “E’ stata un’edizione che realmente ci ha messo nella condizione di guardare con ottimismo al futuro e respirare quelle belle sensazioni di libertà del 2020. Ci ha soddisfatti nei numeri, nelle presenze e nei contenuti per lo sforzo fatto”.
Anche a ‘Casa Sanremo’, come nel resto della città, è mancata la ‘magia’ della presenza dei cantanti, giustamente tenuti a bada dalla Rai per evitare contagi: “E’ stato un elemento che si è sentito e percepito. A essere sincero, con la preoccupazione di anni fa nel non avere cantanti in giro per ‘Casa Sanremo’, con molto orgoglio posso dire che non è un elemento che distoglie i nostri sponsor e visitatori a essere con noi. Viviamo di luce nostra e, anche senza gli artisti c’è comunque stata grande attenzione sull’evento e un’ottima frequentazione”.
Uno o più momenti che rimarranno nel suo cuore per questo 2022: “E’ stata un’edizione ricca di grandi emozioni e, sicuramente, quelle più belle sono arrivate leggendo l’audience del Festival. E’ stato un crescendo che, di riflesso, ha portato beneficio anche a noi”. Anche l’interesse per ‘Casa Sanremo non è stata da meno: “Abbiamo raggiunto 6,5 milioni di italiani attraverso la tv digitale e gli altri mezzi come i social. Un lavoro di squadra, sostenuto dai nostri partner che amano questo spazio per raccontare il Festival”.
Ora si pensa al 2023: “Già da ieri ci stiamo pensando. Stiamo riflettendo sulla correzione di alcuni errori, per progettare la prossima edizione che, ci auguriamo, possa essere finalmente di grande libertà”. A proposito le dico ‘Tra palco e città’: “Si magari”. C’è già qualche idea? “Nel ’21 e ’22 c’era la volontà di farlo, ma le disposizioni di Legge lo hanno evitato. Se ci saranno condizioni normali torneremo sicuramente alle scelte fatte nel 2020”. E sarà solo piazza Colombo o altre location? “Questo non dipenderà solo da me perché posso essere la parte esecutiva se sarò tirato in ballo. Sicuramente più cose nuove si portano in città e più numeri si faranno, perché sono appuntamenti per portare più gente per il commercio di Sanremo”.
Vincenzo Russolillo e il ‘Gruppo Eventi’ rimarrà sempre vicino al Festival e alla città? “Io mi auguro di si, perché è un progetto nostro, nonostante l’apertura di questa edizione. Ma, dopo un risultato del genere sarebbe assurdo il contrario, ma con convinzioni e certezze che non devono essere legate a elementi fluttuanti, legati all’utilizzo di questo spazio”.