Economia - 23 giugno 2021, 07:00

Euro 2020 in questa Italia c’è lo spirito dello scudetto blucerchiato

Con le ultime vittorie contro la Svizzera e il Galles, il gruppo di Mancini si fa sempre più forte. Eh sì gruppo, perché è questa la forza di questa nazionale: di uno spogliatoio coeso e compatto, orgoglioso, e concentrato, che per formare Mancini ha cercato di riprodurre un ambiente vincente che aveva portato la Sampdoria a trionfare in Italia e a raggiungere la finale di Champions League l’anno dopo.

 

Luca Vialli e gli amici di un’intera carriera tutti in panchina

Roberto Mancini è stato un calciatore di una classe straordinaria. Un dieci come pochi nel mondo del calcio, meno conosciuto di altri solo perché le sue prestazioni sono state contemporanee a quelle di Roberto Baggio, forse il più grande calciatore italiano di sempre. Lui c’era durante quelle famosi notti magiche cantate dalla Nannini e da Bennato, in cui Schillaci fu grande protagonista. Attorno all’Italia all’epoca allenata da Vicini c’era lo stesso entusiasmo di adesso, confermato anche dalle quote delle scommesse sportive Betway, che vedono gli azzurri vincenti al 19 giugno a quota 8,00.

E c’era Vialli a Italia ‘90, “Luca” per Mancini, grande amico di Roberto e suo compagno d’attacco alla Sampdoria con cui ha costituito per anni una delle coppie più belle, spettacolari, affiatate e prolifiche della storia del calcio, passata agli annali delle cronache sportive come "i gemelli del gol". Nello staff della nazionale che da tre anni accompagna il CT Mancini, ci sono diversi suoi ex compagni di squadra. A dire il vero nel leggere la lista collaboratori sembra di leggere una parte delle formazioni della Sampdoria di Boskov, capace di mettere nella bacheca blucerchiata il primo scudetto della storia: uno dei momenti più alti dello sport genovese.

Gli incarichi sono così suddivisi infatti: il già citato Gianluca Vialli è capo delegazione, mentre assistenti allenatori sono De Rossi, Alberico Evani, Attilio Lombardo, Giulio Nuciari e Fausto Salsano, mentre a Massimo Battara è invece affidata la preparazione dei portieri. Ovviamente Gabriele Oriali è l’insostituibile team manager della nazionale targata Puma.

Un allenatore vincente, positivo e innovativo. Conosce il calcio e anche gli aspetti umani

Tre di questi collaboratori facevano parte della squadra blucerchiata che ha vinto il campionato ‘90-‘91. Si tratta di Vialli, Nuciari e Lombardo, con i quali la stagione seguente la Sampdoria raggiungeva la finale di Coppa dei Campioni, perdendo il titolo contro il Barcellona con una punizione di Koeman. In particolare con Attilio Lombardo il tecnico Mancini ha vinto anche alla Lazio nel 2000, nell’altro storico scudetto vinto da Mancini: i biancocelesti capitolini infatti non vincevano un titolo tricolore dalla stagione ‘73-’74.

 

Mancini è una persona innovativa, curiosa, sempre al passo coi tempi, ma allo stesso tempo legato alle tradizioni e ai sani valori. Anche per questo motivo è amato dai calciatori della nazionale, che hanno costruito attorno a lui e con lui una squadra capace di battere il record di partite senza sconfitte di Marcello Lippi, ultimo allenatore a vincere con la nazionale italiana.

 

 

Il CT jesino sa bene quanto sia importante essere uniti, lui che ha vinto in due piazze come Sampdoria e Lazio, dove le gioie sono poche, le sofferenze continue e la passione infinita. Lui che da allenatore ha vinto dappertutto, finanche in Turchia, lui che ha restituito prestigio all’Inter, vincendo appena arrivato la Coppa Italia dopo 23 anni, e vincendo prima lo scudetto delle polemiche 2005-2006, e poi quello dei record l’anno seguente. Se l’Italia gioca e dimostra il proprio valore in campo da tre anni, il merito è in larga parte di Mancini e di tutto lo staff che nella persona di Evani ad esempio, lo ha saputo sostituire finanche in panchina quando è stato necessario.

Una personalità vincente, quella del Mancio: adatta a individuare persone positive a cui affidarsi, oltre che a talenti. Inoltre a Mancini si deve un cambio di rotta palese nel movimento calcistico italiano, con sempre più squadre che offrono un gioco propositivo. Ciò è dovuto anche all’approccio che il CT ha avuto con le convocazioni: indimenticabile quella di Zaniolo avvenuta ancor prima dell’esordio del ragazzo in Serie A.

L’Italia costruita da Mancini, Salsano, Battara e tutti i componenti dello staff, è la dimostrazione che ai ragazzi nello sport va data fiducia, proprio come avvenuto alla Samp nella stagione ‘90-‘91. A Mancini va finora il merito di averci regalato in tre anni una delle nazionali più belle, divertenti e simpatiche della storia, e di aver riavvicinato i tifosi alla maglia azzurra.