La pratica sulla nuova palestra a Pian di Poma di Sanremo è stata approvata in consiglio comunale a notte inoltrata con l'assenza della minoranza dopo un lungo confronto tra alcuni consiglieri.
Il progetto che prevede la realizzazione di una struttura sportiva, sostitutiva del 'pallone' tensostatico di via Barabino e la messa in sicurezza del Rio Foce da parte di un privato in cambio della costruzione di una palazzina, ha infatti suscitato un'intensa discussione maggioranza e opposizione.
Leandro Faraldi (Pd) e Daniela Cassini (Uniti per Sanremo) hanno espresso forti perplessità sulla pratica. “La pratica non è una variante urbanistica ma una cessione del diritto edificatorio che doveva essere pubblicizzata, si doveva fare un bando – ha accusato Faraldi nel suo intervento - Non posso pensare che lo sport passi attraverso questo tipo di ricatto. Non voto pratiche che non sono fatte nei termini di legge. Avevate promesso un nuovo piano regolatore mai visto e adesso state facendo piccole lottizzazioni”.
"Ho delle perplessità sulla genesi della pratica. Questa è operazione, con forte interesse privato e non solo pubblico, è contraria alle prescrizioni del vigente piano regolatore generale - ha aggiunto la consigliera Cassini – L'altezza degli edifici non deve essere più di 4 piani e qui siamo a 6, l'altezza massima deve essere di 14.metri e 50 e con questo progetto siamo a 18metri e 50. Il tutto per 56 box e 32 appartamenti. Fare questo palazzo è una forzatura. Non si fanno delle “pseudo trattative private”.
Immediata e secca la risposta del consigliere di maggioranza Marco Damiano “C'è stata un'ottima regia dal punto di vista tecnico. Quando è stata presentata pratica di variante urbanistica l'assessore Dolzan non si è fermato a vagliarla solo all'interno degli uffici comunali ma ha avuto il parere dei tecnici di Genova , della conferenza preliminare dei servizi e della Soprintendenza”.
Appoggio al progetto anche dal capogruppo del PdL Giuseppe Sbezzo Malfei: “Non tutte le pratiche nascono come un vizio – ha detto il consigliere rispondendo alla Cassini– c'è l'utilità pubblica. Non faccio nulla di illegale stasera se non dare inizio ad una progettualità”.
“Sono contento che questa pratica sia di nuovo in consiglio – ha aggiunto il primo cittadino Maurizio Zoccarato – E' un nostro dovere fare opere di interesse pubblico. In questo momento con il bilancio degli enti in generale è impossibile. Ben vengano i privati che vogliono costruire e fare opere pubbliche. Qualsiasi opera si può discutere ma meglio averla che non averla. Se devo votare lo faccio volentieri non solo come Sindaco ma come cittadino della Foce”.
Il sindaco Zoccarato ha quindi fatto accenno all'altra pratica ritirata e altrettanto importante dell'ex area Sati e i Fratelli Negro. “Voglio che ci sia tutta minoranza insieme alla maggioranza quando parleremo della pratica Negro. Dobbiamo discuterne insieme e fare fronte comune. La scelta politica non è fare contrattazione. Stiamo cercando di fare interessi comune. Tutti i giorni ricordo a Dolzan di portare il piano regolatore”.
Su quest'ultimo punto l'assessore all'Urbanistica ha spiegato: “Il nostro Comune lavora con una forza lavoro limitata. Entro l'estate verrò con un piano da presentare in consiglio. La nostra amministrazione – ha aggiunto Dolzan – ha messo in atto strumenti per salvaguardare l'edificazione del territorio. In questo caso prima facciamo fare la palestra e poi fanno la palazzina. Se non mettono in sicurezza non partono i lavori. Non ho fatto nessuna contrattazione”.
Al termine della discussione è stato respinto un ordine del giorno presentato da Leandro Faraldi (Pd) circa l'obbligo di pubblicità degli atti da attuare anche su questa pratica. Il segretario generale Blencio ha a proposito precisato che non trattandosi di opera pubblica in senso mero del termine non è necessario il bando.
A conclusione, in ultimo intervento, il consigliere Massimiliano Moroni (PdL) ha chiesto all'assessore competente di poter presto fare un consiglio monotematico sullo sport e sulle società sportive.