L'assemblea ha approvato la ricapitalizzazione dell'UcFlor, con 32 soci che hanno dato la propria adesione, impegnandosi a versare 650 euro a testa per affrontare il risarcimento alla Maltauro. Sono stati i numeri della struttura del mercato di Valle Armea il punto di partenza della relazione di Cristina Banaudo, presidente dell'Ucflor durante l'assemblea dei soci che si è tenuta nel tardo pomeriggio di oggi a Sanremo.
Di fronte ad una platea piuttosto affollata è stato lanciato l'ultimatum ai membri della cooperativa per il futuro del mercato dei fiori ormai legato ad un'unica possibilità: quella della ricapitalizzazione. E' di circa 650 euro all'anno, con eventuale dilazione, il sacrificio chiesto ai soci per la ricostituzione del capitale sociale per consentire al mercato di proseguire. Una scelta obbligata per l'Ucflor dopo il no degli enti pubblici. Un appello ai quasi 1000 soci per dare uno segno di speranza al presente della cooperativa soffocato dal debito nei confronti dell'impresa costruttrice Maltauro', anche se, come sottolineato dalla presidente “C'è la speranza di una futura sentenza per il risarcimento danni”.
Un appello, giunto in un momento di spiraglio per il bilancio della cooperativa che quest'anno chiude con 20 mila euro di perdita, se escluso il debito Maltauro di 570 mila euro. Tanti i punti affrontati dalla presidente durante la relazione: dai risparmi attuati nel corso di questi due anni ai tagli sul personale, alle spese generali, dalla necessità di maggiori controlli interni e sugli sprechi, alle prospettive di utilizzo diverso dell'immobile e dei suoi 120 mila metri quadrati di spazio fino alle vendite online.
“Ma potrebbe non essere Ucflor a farlo – ha affermato la Banaudo – C'è una situazione tale per cui dovrebbe chiudere ma c'è la possibilità di non farla chiudere. Quando parlo di noi intendo chiunque voglia. Nel 2013 scade il mandato di questo cda, potrebbero non essere i 9 in futuro a discutere della gestione ma qualcuno tra di voi seduto qui o a casa. Ma la libertà ha un prezzo e sono i soldi, con gli ideali non si va da nessuna parte”.