Politica - 07 aprile 2012, 13:23

Sanremo: scioperi al Casinò, Di Meco si scaglia contro lo Snalc "Sono stati abituati ad abbaiare ed ottenere"

"Dobbiamo renderci conto che sono necessari sacrifici importanti e dobbiamo farli tutti. Ed ora è arrivato il momento che li facciano anche i dipendenti del Casinò, perché non possiamo far pesare i nostri conti sui cittadini di Sanremo".

Il presidente della Casinò Spa, Giuseppe Di Meco, è intervenuto questa mattina dopo lo sciopero indetto in nottata dal sindacato Snalc, che ha evidenziato come l'astensione dal lavoro sia stata pari al 62%. E' un vero e proprio 'fiume in piena' il presidente dell'azzardo matuziano e si scaglia, a tratti anche senza mezzi termini, contro chi ha scioperato.

Un atteggiamento che, forse, denota come la pazienza sia finita nella dirigenza del Casinò e che, probabilmente, rappresenta anche una sensazione che si vive in tutta la città. "Qui c'è qualcuno che si vanta di fare del male all'azienda... è davvero assurdo. Noi, questa notte, abbiamo cercato di mantenere i servizi verso la clientela ed abbiamo cercato di mantenere aperti i tavoli, anche grazie alla responsabilità di altri dipendenti". Sono rimasti aperti, anche durante lo sciopero: 3 tavoli di roulette francesi, 2 Fair, 2 Black, 2 Punto e banco ed uno di Cash Poker ed uno di Chemin de Fer, tavoli considerati sufficienti alla clientela presente. L'azienda, tra l'altro, proprio per andare incontro alla clientela, ha offerto il classico 'flut' di champagne a tutti i giocatori che erano in sala all'ora dello sciopero.

Di Meco ha poi parlato a ruota libera del momento congiunturale della casa da gioco, sottolineando come, quello in corso, sia un buon weekend, con ottimi clienti che hanno scelto di venire a Sanremo, grazie anche alle belle giornate. "Questa è un'azienda che - ha detto - in questo momento sta facendo uno sforzo notevole in un momento difficilissimo a livello nazionale. I motivi per cui tutti siamo in sofferenza li conosciamo ed i Casinò vivono una situazione difficile anche per il grande boom del gioco in altri settori. Solo in provincia di Imperia, lo scorso anno, le 'new slot' e le 'Vlt' hanno incassato 260 milioni di euro e senza contare il gioco on line". Poi Di Meco si scaglia direttamente contro lo Snalc: "Sinceramente, se non capiamo i problemi e lo Snalc non li conosce, non possiamo affrontarli. Lo Snalc, già nel 2008 diceva che gli incassi potevano aumentare e, invece, eravamo in piena crisi. Credo che, in questa situazione di sofferenza da almeno 10 anni, in cui si soffre la concorrenza degli altri giochi, non si può continuare a dire le stesse cose. Io non leggo più i comunicati dello Snalc perché sono ininfluenti. Questo sindacato non sa quali sono le relazioni industriali moderne. Loro sono stati abituati a 'abbaiare ed ottenere'. Una volta scioperavano e poi passavano all'incasso. Io ascolto tutti i sindacati e li metto sullo stesso piano. Prima, invece, erano abituati ad incontrarsi nei bar e nei ristoranti ed i rapporti erano diversi. Prima c'erano direttori del personale che erano in linea e non si criticavano. Oggi, invece, che tutti sono sullo stesso piano mentre loro erano abituati a 'corsie preferenziali' si sparano sentenze. Abbiamo avuto, negli ultimi 12 mesi ben 63 incontri con i sindacati, a volte tutti insieme ed a volte in tavoli separati. Molti di questi per discutere anche del contratto collettivo, sicuramente difficile ed il cui approccio di molti sindacati è stato particolarmente responsabile. Noi riteniamo che sia assolutamente indispensabile definire il tutto per il bene dell'azienda. Proprio per questo, la settimana scorsa abbiamo sentito tutte le organizzazioni sindacali, ascoltando le loro osservazioni ed abbiamo fatto una proposta definitiva, con una lettera inviata il 29 marzo".

Il presidente del Cda parla poi dello sciopero di stanotte: "Quando ci sono momenti di dialogo e discussione non si fanno gli scioperi. In azienda ci deve essere la 'pace sociale'. Questo anche per non avvantaggiarsi nei confronti degli altri sindacati. E poi i muscoli si mostrano quando si hanno. Noi abbiamo preparato questo lavoro e l'abbiamo presentato ai sindacati. Stiamo lavorando per fare in modo che il contratto possa essere firmato da tutti. Il contratto prevede molti aspetti, per tutelare i lavoratori e l'azienda. Noi però vogliamo sempre evidenziare come lo stato dell'azienda sia di grave difficoltà e, quello in corso sarà un anno 'terribile' per tutte le attività. Queste sono persone che, forse però, vivono sulla Luna. Dobbiamo renderci conto che sono necessari sacrifici importanti e dobbiamo farli tutti. Ed ora è arrivato il momento che li facciano anche i dipendenti del Casinò, perché non possiamo far pesare i nostri conti sui cittadini di Sanremo. Se non interveniamo adesso, nei prossimi anni gli interventi saranno ancora più pesanti. Posso garantire che se si continua così si farà 'macelleria sociale' in questa azienda e se non la si smette con gli scioperi, la situazione potrà solo peggiorare".

Di Meco va poi nel dettaglio, sottolineando gli stipendi dei dipendenti del Casinò: "Qui si parla di ispettori che prendono 4.800 euro e capi tavolo che ne prendono 4.600 e che lavorano una media di 30 ore la settimana (Con pause per la vestizione e molto altro). Un operaio di bassa fascia, al Casinò guadagna 38mila euro lordi, contro i 23mila della media nazionale... stiamo parlando di una casta privilegiata! Tutto questo con sindacalisti che, nei loro comunicati, scrivono in modo autorevole un sacco di stupidaggini. Cosa vogliono? E una minaccia o ci vogliono ricattare? Noi, sia chiaro, non ci facciamo minacciare da nessuno. Forse l'errore che ho fatto io è quello di accettare al tavolo delle trattative questo sindacato".

Di Meco conferma di non voler più avere a che fare con lo Snalc, dopo lo sciopero di stanotte: "Da oggi il confronto con me è finito e non accetterò più lo Snalc alle trattative. Dobbiamo avere organizzazioni sindacali con le 'palle'. Questi non sono rappresentanti sindacali capaci a dare, in un momento difficile e dopo aver ricevuto tanto da questa azienda, per tanti anni. Nell'ottobre scorso tutti i sindacati ci hanno portato una proposta sindacale con aumenti di 6 milioni di euro per i prossimi tre anni".

E poi interviene sul lavoro fatto finora: "Nel corso dell’anno abbiamo ricreato un management che non c’era, presentando due piani di investimenti ed uno di impresa al Comune. Abbiamo fatto proposte e presentato un accordo sull’esodo volontario. Stiamo cercando di rinnovare tutti i contratti, affinchè siano più vantaggiosi per l’azienda e stiamo tagliando costi ogni giorno. Oggi siamo arrivati ad un punto di non ritorno e, se si continua così, la prossima settimana andrò dal Sindaco per spiegare che è finito il periodo della mediazione". Ed infine sul contratto di lavoro: "Abbiamo voluto che ci fosse una norma contro l’assenteismo. Al Casinò abbiamo picchi del 14% di assenti nel settore giochi contro punte massime del 5/6% in altre aziende. E poi i 'fannulloni' sono sempre gli stessi". Ci potrebbero essere altri scioperi? "Di quello che faranno ora non mi interessa niente - termina Di Meco - e a me interessa solo il bene dell’azienda".

Carlo Alessi