Rischia di diventare un caso politico che divide ulteriormente la maggioranza (per le problematiche sottese al regolamento comunale sui cani e animali da affezione), l’'espulsione' del cane Arturo dall’aula del consiglio comunale del capoluogo. E’ avvenuto ieri sera nel corso della discussione sulla proroga all’Ecoimperia del servizio di igiene ambientale.
La consigliera del Pdl Piera Poillucci, infatti, si è presentata nei banchi con l’inseparabile Arturo, uno splendido e simpatico esemplare di bulldog inglese. Nel suo intervento la Poillucci ha poi spiegato la presenza dell’animale al suo fianco, al quale il consigliere Lorenzo Lagorio (Pd) dai banchi dell’opposizione aveva dato anche ufficialmente il benvenuto.
Subito dopo l'intervento della Poillucci c’è stata l’interruzione per permettere ai capigruppo e al sindaco Paolo Strescino (apparso contrariato per la decisione della consigliera non concordata né con la giunta, né col partito), di discutere un emendamento di Giuseppe Fossati. Mentre la riunione era in corso, secondo il racconto della Poillucci, due consiglieri del Pdl (Stefano Pugi e Angela Ardizzone ndr) avrebbero avvicinato la loro collega dicendole di allontanare il cane, altrimenti tutti gli altri consiglieri avrebbero abbandonato l’aula. "Non dico – ha spiegato Piera Poillucci – di aver agito in maniera provocatoria, ma volevo richiamare l’attenzione sulla delibera del ministro Michela Vittoria Brambilla sottoscritta dall’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, secondo la quale se accompagnati e nel caso al guinzaglio, i migliori amici dell’uomo sono liberi di entrare in tutti i luoghi aperti al pubblico, nei bar e nei ristoranti, negli uffici, e sui mezzi di trasporto. Trattandosi di una raccomandazione rivolta a tutti i Comuni emanata da un ministro che, tra l’altro, fa parte del governo di centro-destra ho pensato che fosse nostro dovere metterla in pratica facendomi accompagnare dal mio Arturo in una sala, quella del consiglio comunale, che rappresenta il luogo pubblico per eccellenza".
La delibera della Brambilla fatti salvi luoghi come asili e ospedali, infatti, rovescia il principio: d’ora in poi chi non vorrà far entrare gli animali nel proprio locale dovrà chiedere una specifica autorizzazione al Comune spiegandone i motivi. Finora alla raccomandazione del ministro del governo Berlusconi si è allineato tra quelli principali solo quello di Torino. Per quanto riguarda il capoluogo gli uffici dell’assessorato all’ambiente stanno predisponendo il regolamento, ma i gestori di pubblici esercizi attraverso il presidente provinciale della Fipe Enrico Calvi hanno messo le mani avanti. Calvi ha dichiarato, infatti, che molti locali avrebbero chiuso se il Comune di Imperia avrebbe fatto propria la delibera della rossa (di capelli) ministra.
L’assessore Giovanni Amoretti si è messo sulla difensiva affermando che tale regolamento, ora al vaglio dei responsabili del canile 'La Cuccia' riguarda solo i diritti-doveri dei padroni dei cani nei confronti degli animali e non prende in considerazione aspetti che riguardano la sfera igienica. Sulla riammissione di Arturo nei banchi del consiglio comunale, intanto, scende la scure del presidente del parlamentino Nicola Falciola:"Non mi ero accorto della presenza del cane. Non credo, però, che sia un luogo idoneo per gli animali".