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In Breve

| 20 giugno 2012, 06:00

Sanremo nasce la distillazione degli agrumi nel 1692

Fiori di cetrone di limoni di lavanda e violette sono la materia prima per creare il Neroli o la Créme de vinaigre

Sanremo nasce la distillazione degli agrumi nel 1692

Sanremo avrebbe mai immaginato di dover un giorno raccogliere  fra i suoi giardini l’almanacco dei Gotha: Le dame delle corti di Francia conoscevano il profumo inebriante della violetta di Sanremo, e quelli che Grasse già distillava per tutta l’Europa. Il poeta Malherbe veniva in Riviera a comperare l’olio di fior d’arancio (neroli), che serviva alle dame dalla corte per fissare la cipria sui capelli. Il primo laboratori di profumeria viene fondato a Grasse  da un certo Tombarelli, inviato da Caterina de Medici. Nel 1910 Grasse aveva più di quaranta case, alcune delle quali risalgono al Sec. XVIII, ed hanno insieme un commercio di 25 milioni di franchi.

Se Grasse è la capitale della distillazione dei profumi Sanremo con tutti i centinaia di miglia di alberi di cedri, limoni, aranci dolci e amari non poteva distillare i fiori? Questa attività è  sconosciuta! I fiori venivano raccolti con un piccola astuzia: veniva messo un telo per terra e scrollato leggermente i fiori cadevano sul telo ed erano pronti per la lavorazione. Bisogna pensare che un terzo dei fiori è necessario alla fruttificazione. Nelle delibere del consiglio di Sanremo si parla di spirito e fiori:

            Il 22 dicembre 1692. Viene data licenza di fare spirito di limoni agri, dolci e cetroni dolci quali però sijno compri per mano di sensale pubblico e che detti censali non possino li limoni agri esser compri meno di lire otto il migliaio P. 330). Il 4 maggio 1710. Sentiti gli inconvenieti che seguono in rubbar pomi e fiori di cetrone sopra gli alberi in grave danno agli padroni de giardini, hanno proibito a qualunque persona di comprar fiori di cetrone fuor dai veri padroni dei giardini. Cesare da Prato parla di un singolare sistema:”...come pure avveniva di grattugiare i limoni per estrarre l’essenza, che messa in picole bottiglie, portavasi in Francia, dove serviva a diversi usi”.Dal copia lettere  (Dal Gennaio 1767 al al 23 marzo 1769) la penultima lettera del 23 marzo, indirizzata a Mentone al Sig. Franco Anton Gismondi”...L’essenza di limonesi paga lire 5.12 a 16 - io però ne tengo due stagnoni di quella fatta prima del gelo e compra da particolari incapaci di farti alcun per frando che  a meno  di L. 6 -10  non voglio rilasciarla, se mai farebe al vostro bisogno  sarò a servirla a detto limite non a meno. Piaccervi  di far nota di prendermi 20 o 25 fiaschi grandi d’acqua di fior di aranci della più perfetta  e doppiamente distillata perché deve servire ad una certa casa di Londra,  in maniera che l’amico resti ben soddisfatto. Non solo dai fiori , ma anche dalle foglie so estraeva olio, tale operazione era seguita da privati, dai profumieri per loro uso e dai farmacisti per esercizio pubblico.

La prima fabbrica di “profumeria e distilleria di fiori” e del “baiocco” Antonio Rubino. A diciotto anni, nel 1853, impiantò a Nizza una fabbrica di cioccolata, i cui prodotti furino premiati con dieci medaglie alle Esposizioni Universali. Dopo l’annessione di Nizza alla Francia, trasportò a Sanremo il suo domicilio, dove pìù tardi costruì la prima fabbrica per l’estrazione delle essenze. Contribuì ad organizzare il commercio sanremese fondando la prima Banca di Sanremo.

   Innumerevoli furono le attività commerciali e ne parleremo in seguito. Il profumiere M. Aicardi in una pagina pubblicitaria si legge: Profumeria Italiana- acqua fiorentina- Premiata con diplomi d’onore e Medaglia d’oro di Prima Classe: Portomaurizio,1868 - Forlì,1871 - Genova, 1872- Sanremo, 1873. Inventata e fabbricata da G.B.Ajcardi Profumiere e Distillatore. Via Vittorio Emanule10 - Sanremo. Prodotti della Profumeria Ajcardi: Essenza di Violetta di Sanremo. L’estratto Bouquet Principessa Margherita. L’estratto Fieno delle Alpi. L’estratto Ajcardi e il sapone di Sugo di Lattuga. Il prodotto principale era “L’Acqua Fiorentina” a detta dello stesso Ajcardi:”...la rendono superiore a tutti gli Aceti ed Acque di Toeletta finora conosciute”. I profumiere Aicardi possedeva una fabbrica, nel 1881 erano impiegati due operai, il prodotto lordo ammontava a diecimila lire.

                   Glossario

Créme de vinaigre o Acetoolato poliaromatico composto o aceto aromatico composto.

 Il chimico G. Righetti nel 1866 afferma questo aceto aromatico che i francesi chiamano créme de vinaigre, si ottiene nel seguente modo: Essenza di Bergamotto gr. 38, di Cedro gr. 25, di Neroly gr. 100, di Rose gr. 6, Olio di noce moscata gr.6, Storace in lacrima gr.6, Vaniglia 2 silique, Benzoino mandarlato gr. 6. Olio volatile di Garofani gr. 3, Alcoole a 36° gr. 600, Acido acetico pirolegnoso depurato gr. 1800. si uniscono tutte queste sostanze col  l’alcool, e dopo due giorni di mistione si distilla il miscuglio a bagno maria. L’acido acetico si aggiunge a dopo la distillazione.

Secondo il Righini “ha un odore dei più soavi, preferibile all’acqua di colonia. Fatto inaudito il Righini 150 anni fa mette in guardia i compratori, sentite cosa dice:”La pubblicità, quel vulcano che assorbe al popolo ingenti somme con i suoi avvisi sulle Gazzette (giornali) per favorire l’obrodioso guadagno dei disinvolti, annuncia una quantità  di aceti e di liquidi cosmetici, i quali non hanno nulla  di superiore agli acetolati, di cui diedi il modo di preparazione, e che ciascuno puossi preparare o prucurarsi dietro commissione ai farmacisti o dei profumieri distillatori a prezzi assai moderati. Tanto io dico che il popolo fugga dagli artigli degl’industriali, la réclame dans les journauùx. Noi ci permettiamo di aggiungere la “madre di tutte le pubblicità”: la televisione! Dai nostri agrumi veniva ricavato distillando i fiori Olii Essenziali, usato da profumieri,  liquoristi e confettieri. Dalla buccia infusi acquosi ed in polvere ad uso toniche e carminative. Nella medicina si adopera la buccia d’arancio amaro per sciroppi

Bergamotto: “Citrus limeta” dalla buccia del frutto si ricava l’olio di bergamotto, di color giallo. Usato per aromatizzare le pomate.

Cedro: “Citrus medica” dalla buccia del frutto si ricava: olio di cedro vero, color giallo. si usa come socmetico nelle acque per toletta, e per aromatizzare gli olii e le pomate per la capigliatura. Arancio dolce e amaro: “citrus aurantium”, dai fiori si estrae olio volatile di fior d’arancio o di neroly, color giallo-scuro, usato nella composizione degli alcoolati aromatici della toletta e nella aromatizzazione di pomate e di olii cosmetici. Dalla buccia si estrae l’ olio di portogallo, di color giallognolo, si adopera per confezionare rosolii.

Bibliografia:

 

                                 

                                                                  Giugno

10 - CORPUS DOMINI.U giurnu du Segnù si infioravano i carùgi, dove transitava la processione, con tappeti di petali di ginestre e di rose. Dai balconi, drappi e “drubéti” (copriletti) ingentilivano le case.

24 - S. GIOVANNI BATTISTA. Patrono della città di Genova,  che ne conserva le reliquie (GIOVANNI > Gio Batta, Battista, Batì, Batistèn, Batistòlu, Bacì, Bacicìn, Bacìccia, Titòlu (Bad). Giamba, Bacì, Baciccia, Bacciciollu, Bacicén, Baciciarellu, Batì, Batitta, Batistén, Tistu, Titu, Titòllu (Porto). GIOVANNA BATTISTA: Battistina, Battinetta, Tina (Bad-Loano-Porto San).

 29 - SAN PIETRO E PAOLO. Pietru, Petrìn, Peiru, Petrò, Petrìn (Bad). Peù, Peìn, Pédru, Pedrittu (Loano). Petrén, Petrùcciu, Petrù, Perù, Petrò, Petrulén (Porto) PAOLO > Paulu, Paulin. PAOLA > Paulì, Paulinéta.

 

                                                                       Luglio

7 - SAN SIRO. Cattedrale della diocesi Sanremo-Ventimiglia venne costruita nel XII sec. dai Maestri Comacini sopra una chiesa paleocristiana.

20 – SANTA AMALBERTA. Patrona di Maberga, frazione di Taggia.

23 - SANTA MADDALENA  Si festeggia S. Maria Maddalena del Bosco in quel di Taggia: “La Festa del Ballo della Morte”. I due protagonisti sono “u Mas-ciu” e “a Léna”. La ragazza finge una disperazione che la porta alla morte. “U Mas-ciu” ricopre il corpo dell’amata con fiori di lavanda, che con il loro profumo le ridonano la vita. I due sfogano la loro gioia in un forticoso ballo.

 MADDALENA > Maddalé, Manenìn, Ninìn (Bad). Manù, Manùccia, Manucetta (Porto). Maddalìn, Manìn, Manùccia, Nùccia, Léna (Loano). Maluccia (San).tedesco: Magda, slavo: Marèna, tedesco Marlene: Maria Maddalena.                                                                   

25 SAN GIACOMO > Giacùmu, Giacumìn, Già, Mìmu, Mimìn (Bad). Mumìn e Mumìna (Loano)

 

Lui Cerin

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