/ 

In Breve

| 11 maggio 2015, 17:00

Ma il cielo è sempre più Rosa, e a pedali

Ecco voti, sogni nel cassetto e nodi da sciogliere dopo la grande partenza del Giro d'Italia.

Ma il cielo è sempre più Rosa, e a pedali

Mentre il Giro d’Italia prosegue la sua avventura ligure (ieri la tappa Albenga-Genova, oggi si corre da Rapallo a Sestri Levante), è tempo di qualche pagella, proiettando nel futuro l’euforia rosa che ha coinvolto Sanremo e tutta la Riviera di Ponente. Ecco voti, sogni nel cassetto e nodi da sciogliere.

La pista ciclabile - 10

Indiscussa protagonista del “Big Start”, la grande partenza dell’edizione 98 della carovana rosa, con la cronosquadre da S. Lorenzo al Mare alla città dei fiori. Ha fatto più lei del Festival, del corso fiorito e della Milano-Sanremo tutti insieme. Bellissima la diretta tv con le inquadrature aeree sul parco costiero. Il mare che si frangeva sulle scogliere. Il verde della macchia mediterranea. Tutto molto idilliaco, e siamo riusciti perfino a dimenticare certi orrori nostrani (le serre in frantumi, il cantiere incompiuto di Taggia, che ha costretto a una breve digressione stradale, le palazzine anni ’50). Quei velocipedi lanciati a 53 km orari in uno sfrigolare di ruote lenticolari, hanno rafforzato il connubio turismo-sport. Adesso bisogna mettere a frutto il mega spot andato in onda grazie al Giro.

Giuseppe Argirò - 8

Il direttore di Area 24, la società che gestisce la pista ciclopedonale, all’inizio era molto preoccupato. Temeva soprattutto i tifosi indisciplinati, i problemi di sicurezza. L’attenzione era concentrata sulla blindatura del tracciato, con un dispiegamento di uomini e mezzi mai visto in precedenza. Poi s’è svolto tutto senza incidenti, con un’accoglienza entusiasmante di pubblico e appassionati. Allora s’è rilassato e sta già pensando a un cambio di colore. Dal rosa del Giro al giallo del Tour de France. Ipotizza di “prestare” la ciclabile a una futura tappa della grande corsa francese, d’altronde siamo in terra di confine. Immagina pure un mondiale di ciclismo. Aggiungerei una prova cronometro individuale quando, chissà, sarà finalmente completato il raddoppio ferroviario e la pista potrà allungarsi. Una tappa Andora-Ospedaletti, perché no?

I pazzi discesiti urbani - 7,5

Tra i tanti eventi a corollario del Giro, Sanremo ha replicato la formula dell’urban downhill inaugurata a Imperia. È l’altra faccia del ciclismo, con gente capace di buttarsi a rotta di collo su gradini, scalinate, rampe, vicoli acciottolati, svolte a gomito che fanno inchiodare i dischi di biciclette super molleggiate. Gara ad alto tasso di adrenalina e veramente spettacolare, con partenza sul sagrato del santuario della Madonna della Costa, in cima alla Pigna. Anche qui bisogna allargare i confini, per esempio con un circuito internazionale del Ponente di almeno tre tappe (Imperia, Sanremo e magari Cervo?), puntando al rilancio dei centri storici e dei tracciati in montagna, come i sentieri sul monte Bignone.

Maurizio Zoccarato - 4

È proprio vero che ogni occasione è buona per polemizzare a vanvera. L’ex sindaco di Sanremo si rammarica che nessuno, o quasi, abbia dato atto del suo impegno, testimoniato da “articoli di giornale dell’epoca”, per aver avviato i contatti con il gruppo Rcs-Gazzetta, l’organizzatore del Giro d’Italia. Era il 2009-2010. La diatriba sulla primogenitura dell’evento, così come quella sulla paternità della pista ciclabile, è da riassumere nel più genuino dei “chi se ne frega”. O con la più trita delle frasi fatte: «L’importante è che abbiano vinto Sanremo e l’intera Riviera», replicò il sindaco attuale, Alberto Biancheri. Diamo ai politici quel che è dei politici, cioè una buona dose di sempiterno protagonismo.

Luca Re

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium