Forse non tutti sanno che una volta la cartolina più venduta di Sanremo era una veduta del Casinò mentre oggi è una panoramica della città da Poggio. Questo è solo uno degli aspetti più curiosi che Sanremo News ha scoperto scambiando quattro chiacchiere con uno dei proprietari de “La casa delle cartoline”. Questa azienda che trova spazio a Sanremo da oltre 60 anni, promuove la città dei fiori e la Liguria.
Quella gestita dalla famiglia Mellano è un esempio di storia imprenditoriale della città. "La casa delle cartoline" è rimasta di fatto l'unica impresa in questo settore nella provincia di Imperia, una di tre in tutta la regione.
Il mercato della vendita delle cartoline è in crisi e tutto fa pensare che sia destinato a sparire. Quante cartoline si vendono ancora? “Per dare un'idea, avevamo raggiunto il picco verso la fine degli anni '70, quando a Sanremo si era arrivati a vendere più di 1 milione di cartoline, oggi va già bene se se ne vendono poco più di 100mila. Prima le si poteva trovare un po' dappertutto, ce le chiedevano negli alberghi, nei campeggi e negli stabilimenti balneari mentre adesso abbiamo soltanto una decina di rivenditori”
Qual è la vostra storia? “La ditta nasce circa 60 anni fa grazie all'idea di tale Gabotti, all'epoca concessionario Kodak in Libia che poi per varie vicissitudini personali decise di stabilirsi qui dove avviò questa impresa”, ci ha spiegato Piero Mellano. Quasi quarant'anni di attività in questo settore, fanno di quest'uomo un'autorità nel mondo dei souvenir. L'azienda di Sanremo che ha sede in via Val del Ponte, di fatto oggi viene portata avanti da lui insieme al figlio, ad un dipendente ed un venditore.
Piero Mellano non ha dubbi sul fatto che i tempi siano cambiati e che la gente non compri più cartoline, “Negli anni '70 e '80 di cartoline se ne facevano a fiumi, poi c'è stato l'arrivo del telefonino e del digitale, è cambiato anche il turismo e la Liguria è diventata un territorio da seconda casa. Mancano i clienti da cartolina. Anche altri colleghi del settore hanno gli stessi problemi. Oggi, se un giovane va alle Maldive forse spedisce qualche cartolina ma se viene ad Arma, per dire una località qualsiasi della Liguria, non ne spedisce nessuna mentre fino a qualche anno fa se ne spedivano almeno 5, 10 ma anche di più. Il gesto di inviare cartoline era in uso tra persone che oggi sono anziane e quindi questo business così come era una volta potrebbe sparire del tutto proprio con loro”. Chi è che compra la cartolina? “Principalmente sono persone dell'est Europa, ma è cambiato il motivo. Non sono più un prodotto di massa usato per inviare dei saluti ma un oggetto ricordo della località”.
Quando ha iniziato era diverso? “Sì, basti pensare che gli italiani hanno inventato la cartolina. Io mi ricordo che quando andavo in fiera a Milano c'erano arabi ed indiani che si rivolgevano alle nostre aziende stampatrici perchè non avevano capacità. Negli anni '80 sono arrivati anche gli spagnoli ed i francesi che avevano imparato a fare cartoline ed avevano acquisito una buona qualità ed oggi ci sono anche i cinesi ma il prodotto lascia a desiderare. Tra gli altri problemi anche la crescita del costo del francobollo, una volta costava meno della cartolina oggi è il contrario, è un'assurdità. Per non parlare del fatto che in Italia siamo obbligati a produrre in formati specifici, da 9x14 cm fino al massimo di 12x23 cm, mentre nel resto d'Europa si è liberi, si tratta di un'imposizione nostrana”.
Qual è il soggetto che a Sanremo va per la maggiore? “Un panorama da Poggio, è quella la più venduta anche se fino a 10 -20 anni fa era il Casinò, ne avevamo anche 15 o 20 tipi diversi, di giorno, di notte, artefatte anche con scritte e fiori. Il turista ha perso interesse per le cartoline della casa da gioco, lo stesso discorso equivale anche per altri luoghi simbolo quali l'Ariston o la Chiesa Russa”. Oggi quanti esemplari vengono prodotti? “Si cerca di limitare i costi al minimo indispensabile e talvolta non basta a coprire le spese, in un anno si parla di una media di circa 30 - 40 scatti massimo in tutta la Liguria. Naturalmente, se viene fatta un'opera nuova o c'è un qualche cambiamento nel panorama delle città, si fa una nuova cartolina ma di solito è un soggetto, o al massimo due, ma non di più per via dei costi. Una volta avevamo i nostri fotografi, oppure erano professionisti alle dipendenze delle ditte stampatrici. Per esempio, con la nascita della ciclabile, abbiamo fatto diverse foto ma abbiamo stampato solo 3 cartoline. Purtroppo alla gente non interessa soltanto la pista se non ci sono anche il mare ed i fiori, è un soggetto che da solo non va. Oggi bisogna aggiungere anche i fiori, in passato era un'operazione pacchianissima adesso si hanno dei risultati accettabili. Lo si fa perchè più si arricchisce la veduta più piace”.
Avete qualche novità in serbo per quest'anno? "A breve lanceremo sul mercato le cartoline 3D, si tratta di foto dei luoghi più importanti di Sanremo che sono state stampate in modo che guardandole si avverta un senso di profondità dell'immagine. Erano già state proposte alcuni anni fa ma non avevano riscosso successo, adesso il 3D è un concetto più familiare, quindi pensiamo che possano esser apprezzate".
Ultima domanda, visto che il settore è colpito profondamente dalla crisi, come avete fatto ad andare avanti con l'azienda? “Abbiamo diversificato ed abbiamo iniziato a produrre anche libri e gadget come i magneti che vanno per la maggiore, le bolle con la neve, le borse e le magliette. Ci hanno permesso di salvare parte del fatturato anche se avevamo pensato di chiudere con questo commercio. Una volta vivevamo di cartoline oggi viviamo anche di cartoline”.