Quattro appuntamenti nel segno della letteratura, della cultura e della memoria di Francesco Biamonti. Torna anche nel 2026 “D’autunno Francesco”, la tradizionale rassegna organizzata dall’Associazione Amici di Francesco Biamonti in collaborazione con il Comune di San Biagio della Cima. Un calendario di iniziative che, nel corso del mese di novembre, proporrà al pubblico presentazioni editoriali, approfondimenti dedicati ad alcuni grandi autori e la consueta passeggiata nei luoghi che hanno ispirato lo scrittore ligure. Un percorso culturale che, partendo dall'opera e dalla poetica di Biamonti, si allargherà ad altre importanti figure della letteratura italiana ed europea.
Il primo appuntamento è in programma sabato 7 novembre alle 17.30, con la presentazione del libro “La visione di Biamonti”, scritto da Alessandro Gaudio e pubblicato da Divergenze Edizioni. Il volume affronta, attraverso un approccio che intreccia filosofia e critica letteraria, alcuni dei temi centrali della poetica dello scrittore: la coscienza, il limite, il camminare nel paesaggio, il sogno, il nulla, la verità e la ricerca di senso. A presentare l'opera sarà lo stesso Alessandro Gaudio, dell'Università della Calabria, introdotto da Simona Morando dell'Università di Genova.
Domenica 15 novembre sarà invece la volta della tradizionale passeggiata sui luoghi di Francesco Biamonti, un'occasione per riscoprire il paesaggio e gli scorci che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua produzione letteraria. Il percorso sarà accompagnato dalla lettura di brani tratti dai suoi libri, in un dialogo tra parole e territorio che rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici della rassegna. Il ritrovo è fissato alle 9.30 davanti al Comune di San Biagio della Cima.
Il programma proseguirà sabato 21 novembre con un pomeriggio dedicato a Jean Giono, il grande scrittore provenzale particolarmente amato da Biamonti. Il tema dell'incontro sarà “Jean Giono dalla tragedia della guerra al canto del mondo”, un approfondimento che prenderà spunto da due opere recentemente tradotte in italiano. La prima è “Mi rifiuto di obbedire”, pubblicata da Einaudi e dedicata alla drammatica esperienza di Giono durante la Prima guerra mondiale. La seconda è “Il canto del mondo”, edita da Settecolori, uno dei romanzi più coinvolgenti dell'autore, nel quale l'uomo si confronta con la forza della natura, il suo sentimento panico e le sue asprezze.
All'incontro interverranno il professor André Morello dell'Università di Toulon e Graziano Mamone dell'Università di Genova. Un'occasione per approfondire la figura e il percorso intellettuale di un autore che ha saputo raccontare il rapporto profondo tra l'uomo e il mondo naturale, trovando proprio in questo legame uno dei nuclei centrali della propria scrittura. Un universo letterario che presenta significativi punti di contatto con la sensibilità di Francesco Biamonti e con il suo modo di osservare e raccontare il paesaggio.
L'ultimo appuntamento è previsto sabato 28 novembre, quando sarà presentata la nuova edizione di “Le nevi di Gobetti” di Bruno Quaranta, pubblicata da Passigli Editore. Giornalista e critico letterario, Quaranta ha ricevuto nel 2008 il “Riconoscimento degli Amici di Francesco Biamonti” e ha dedicato questo volume agli ultimi giorni torinesi di Piero Gobetti, giovane editore e intellettuale antifascista, strenuo oppositore del fascismo e di Mussolini.
Il libro ripercorre la vicenda umana e intellettuale di Gobetti, costretto a lasciare l'Italia per rifugiarsi in Francia dopo le violenze subite da parte delle squadre fasciste. Morì a Parigi nel 1926, a soli 24 anni, per le conseguenze delle aggressioni. Attraverso il racconto dei suoi ultimi giorni torinesi, Bruno Quaranta restituisce il ritratto di una figura centrale della cultura italiana del Novecento, ricostruendone il coraggio, le idee e l'impegno civile.
Con questi quattro appuntamenti, “D'autunno Francesco” rinnova il proprio legame con la figura e l'eredità letteraria di Biamonti, proponendo occasioni di incontro e riflessione che mettono in relazione autori, opere e paesaggi, nel segno di una cultura capace di attraversare confini geografici e generazioni.