Una festa diversa da Halloween, capace di mettere al centro la gioia, la fede e i valori cristiani. È questo il significato di “Holy wins!” (la santità vince!), l'iniziativa che lo scorso 31 ottobre ha coinvolto bambini e famiglie all'oratorio della parrocchia dei Santi Giuseppe e Antonio di Arma di Taggia. Una proposta che si è inserità nel solco delle iniziative della Chiesa per offrire ai più piccoli un'alternativa alla festa di Halloween, che negli ultimi anni esercita un'attrazione sempre maggiore sui bambini. L'obiettivo è quello di trasformare una ricorrenza spesso associata a zucche, maschere e atmosfere tenebrose in un'occasione per avvicinare i più piccoli alla figura dei Santi e alla bellezza della vita cristiana.
Il nome scelto per la giornata richiama volutamente, anche attraverso l'assonanza, la ricorrenza di Halloween, ma il messaggio è completamente differente. Non tenebre, ma luce; non paura, ma gioia di essere cristiani. Ai bambini è stato chiesto di partecipare indossando i panni di un Santo, così da conoscere più da vicino figure che hanno testimoniato la fede attraverso la propria vita. Un modo semplice e coinvolgente per trasmettere il valore della santità e aiutare i più piccoli a comprendere l'importanza di essere coerenti tra ciò in cui si crede, ciò che si prega e ciò che si vive quotidianamente.
La scelta non è casuale, ma si collega alla Solennità di tutti i Santi, celebrata dalla Chiesa il primo novembre. Un'occasione per ricordare che la santità non è una realtà lontana, ma una chiamata rivolta a tutti i cristiani. Per i bambini, vestirsi da Santi ha rappresentato un segno concreto di quella comunione spirituale con coloro che vivono nella gloria del Paradiso. La giornata è cominciata con la celebrazione della Santa Messa, seguita dal pranzo condiviso e, nel primo pomeriggio, da una serie di attività e giochi pensati per coinvolgere i partecipanti in un percorso di amicizia e crescita nella fede.
Protagoniste dell'iniziativa sono state anche quattro Suore, Serve del Focolare della Madre, che hanno accompagnato i bambini attraverso sei giochi ispirati al brano della Lettera agli Efesini di San Paolo (6,17). Un percorso educativo costruito intorno alle immagini dell'armatura spirituale del cristiano: la cintura della verità, la corazza della giustizia, i calzari pronti a propagare il Vangelo della pace, lo scudo della fede, l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, identificata con la Parola di Dio. Attraverso il gioco, le religiose hanno aiutato i più piccoli a comprendere questi insegnamenti e a crescere nell'amicizia con Gesù, con semplicità ed entusiasmo.
Particolarmente significativa anche la partecipazione delle famiglie. Alcuni genitori hanno scelto di accompagnare i propri figli in questa esperienza, aiutandoli a orientarsi verso una proposta diversa rispetto alle iniziative a tema Halloween. Una scelta non sempre scontata, considerando quanto le immagini e le attrazioni legate alla festa delle zucche possano suggestionare i più piccoli. La testimonianza degli organizzatori sottolinea proprio il valore di questo coinvolgimento familiare, fondamentale per trasmettere ai bambini riferimenti e valori attraverso esperienze condivise.
Le fotografie della giornata raccontano un clima di serenità, preghiera, divertimento e stupore. Un'esperienza che, secondo i promotori, ha rappresentato molto più di un semplice pomeriggio di giochi. "Ci siamo resi conto che lo Spirito Santo ci ha donato la possibilità di vivere un'occasione di Grazia, per poter vincere concretamente il male con il bene", è il bilancio affidato dagli organizzatori al termine dell'iniziativa.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle quattro Suore, non soltanto per la loro presenza e per il coinvolgimento dei bambini nelle attività, ma anche per la testimonianza offerta e per il dialogo con i genitori. Un impegno accompagnato dalla preghiera, con la quale le religiose avevano preparato questo apostolato. “Holy wins!” ha così rappresentato un'occasione per proporre ai bambini un modo differente di vivere il 31 ottobre, dimostrando come il divertimento possa diventare anche uno strumento per trasmettere valori, amicizia e spiritualità.