Solidarietà - 03 novembre 2026, 07:01

“Il Narciso Viola”, la sfida della sanremese Sannazzaro contro manipolazione e violenza psicologica

La sanremese Ornella Sannazzaro ha ideato uno strumento digitale gratuito per aiutare le persone a riconoscere le dinamiche di manipolazione e controllo nelle relazioni. Il progetto si amplia con un podcast realizzato insieme ad Anglad Genova, una canzone e un libro in uscita nella prossima primavera

Riconoscere le dinamiche di manipolazione, controllo e violenza psicologica all'interno delle relazioni, trovare le parole per raccontare ciò che si sta vivendo e recuperare consapevolezza della propria esperienza. È questo l'obiettivo de “Il Narciso Viola”, un progetto educativo indipendente ideato da Ornella Sannazzaro, pedagogista, instructional designer e media educator originaria di Sanremo, oggi professionalmente attiva in provincia di Milano.

Nata nella città dei fiori, Sannazzaro ha scelto di mettere insieme le proprie competenze pedagogiche e digitali per realizzare uno strumento accessibile, gratuito e utilizzabile anche da chi, prima ancora di rivolgersi a un centro antiviolenza o a un professionista, sente la necessità di fare chiarezza su una situazione personale.

“Ho voluto racchiudere all'interno di uno strumento di prima emergenza tutto ciò che poteva essere utile a chi subisce violenza psicologica, manipolazione e controllo coercitivo”, spiega l'ideatrice.

Il risultato è una webapp, disponibile gratuitamente anche su Google Play, pensata come uno strumento di prima soglia: non sostituisce percorsi clinici, psicologici o il lavoro dei centri antiviolenza, ma può accompagnare le persone in una prima fase di riflessione e consapevolezza. L'applicazione permette di esplorare le proprie emozioni, interrogarsi sulle relazioni e individuare comportamenti che possono provocare disagio, senza imporre percorsi prestabiliti né attribuire diagnosi o etichette.

Tra le funzionalità presenti c'è il Diario della Realtà, uno spazio protetto e accessibile attraverso password nel quale annotare episodi, contesti ed emozioni, per poterli rileggere successivamente. Uno strumento che, nelle intenzioni della creatrice, può aiutare a ricostruire quanto accaduto e, se necessario, preparare ciò che si desidera condividere con una persona di fiducia o con un servizio specializzato.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla sicurezza e alla riservatezza. L'applicazione non richiede dati personali né prevede il tracciamento esterno delle attività degli utenti. È inoltre presente una funzione di chiusura d'emergenza che permette di mascherare l'icona dell'applicazione sul telefono, trasformandola, ad esempio, in quella di una sveglia o di un'altra applicazione, nel caso in cui qualcuno possa controllare il dispositivo.

“Volevo fornire uno strumento basato sulla libertà di scelta e sull'autonomia dell'utente. Non ci sono percorsi obbligatori: ciascuno può decidere come utilizzarlo e quali contenuti approfondire”, sottolinea Sannazzaro, che ha sviluppato il progetto con il supporto di una piattaforma di intelligenza artificiale, occupandosi personalmente dello studio dei contenuti e della progettazione educativa.

L'iniziativa nasce anche da un'esperienza personale che ha segnato profondamente l'ideatrice e che l'ha spinta a interrogarsi su come trasformare una vicenda privata in un'occasione di divulgazione e sensibilizzazione. “Spesso non ci concediamo nemmeno il diritto di dire che stiamo male. Volevo andare proprio in questa direzione: aiutare le persone a riconoscere il proprio disagio e a concedersi la possibilità di dire no”.

Il progetto non si rivolge esclusivamente alle donne, anche se l'attuale impostazione comunicativa è prevalentemente femminile. L'obiettivo dichiarato è raggiungere progressivamente un pubblico più ampio, sviluppando anche una versione maggiormente orientata all'utenza maschile.

Il legame con la Liguria si concretizza soprattutto attraverso la collaborazione avviata con Anglad Genova, realtà con cui Sannazzaro sta preparando il podcast “Sempre in tempo per ritrovarsi”. Il progetto, coideato e cocondotto con Mirko Anzalone, sarà composto da dieci puntate dedicate alla dipendenza affettiva e all'abuso emotivo. Ogni episodio vedrà la partecipazione di un ospite e l'approfondimento di una specifica tematica, anche attraverso la presentazione di alcune funzionalità dell'applicazione. La pubblicazione è prevista entro la fine di novembre.

Accanto alla dimensione educativa e digitale, il percorso si è arricchito anche di una componente artistica. Sannazzaro ha infatti scritto il testo di “Sottopelle”, una canzone dedicata alle tracce lasciate dalle relazioni difficili e alla possibilità di ritrovare la propria voce. La prima versione musicale è stata realizzata con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, ma l'autrice sta cercando una cantante o un'artista disponibile a reinterpretare il brano, mettendo a disposizione la propria voce per una versione interamente umana.

La canzone sarà anche parte di un appuntamento in programma il 21 novembre a Villa Tittoni, a Desio, in collaborazione con la Casa delle Donne, nell'ambito del calendario OFF de L'Eredità delle Donne. Durante la performance “La vita non muore” è prevista la proiezione del video di Sottopelle, accompagnata da un monologo dell'autrice dedicato alla nascita del progetto e al suo valore divulgativo.

Un ulteriore tassello arriverà nella primavera del 2027 con la pubblicazione, attraverso la casa editrice sanremese Leucotea, del libro “L'anatema del re di polvere – Anatomia di un legame che fa della realtà un dubbio”. Si tratta di un memoir psicologico nel quale Sannazzaro racconta in prima persona una vicenda autobiografica, senza riferimenti diretti alle persone coinvolte, concentrandosi sulle dinamiche di una relazione e sulle conseguenze che può lasciare.

Nel frattempo, Il Narciso Viola sta raccogliendo i primi riscontri: gli utenti sono già vicini a quota 180 e sono in corso contatti con amministrazioni comunali e istituti scolastici interessati a valutare possibili iniziative di sensibilizzazione. Il 19 novembre, inoltre, Sannazzaro terrà un laboratorio di tre ore all'Università Cattolica di Milano, rivolto a una quarantina di studenti del corso di laurea magistrale in Psicologia dello sviluppo e dei contesti di tutela, per raccogliere osservazioni e suggerimenti sull'utilizzo dello strumento.

“È un progetto in continua evoluzione. Mi interessa raccogliere punti di vista diversi e confrontarmi con psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti, perché possa diventare uno strumento sempre più concreto e utile”, conclude.

Per conoscere il progetto e utilizzare gratuitamente l'applicazione è possibile visitare il sito www.ilnarcisoviola.it.