Attualità - 03 novembre 2026, 12:36

Bordighera si prepara a celebrare la Regina Margherita: il 20 novembre giornata inaugurale nella storica Villa

Nel centenario della morte della prima regina d'Italia, il Comune presenta il progetto di valorizzazione della dimora di via Romana. In programma una conferenza, la presentazione del libro di Gisella Merello e una mostra dedicata alla sovrana

Bordighera si prepara a rendere omaggio a una delle figure che hanno maggiormente segnato la storia e l'identità della città. Venerdì 20 novembre 2026, a partire dalle 17, Villa Regina Margherita ospiterà una giornata inaugurale dedicata alla prima regina d'Italia, nell'ambito delle iniziative organizzate in occasione del centenario della sua morte, avvenuta proprio nella dimora bordigotta il 4 gennaio 1926. L'appuntamento, promosso dall'Amministrazione comunale, vuole rappresentare un momento importante per riportare al centro dell'attenzione uno dei patrimoni storici e architettonici più prestigiosi della Riviera dei Fiori. Non soltanto una celebrazione della memoria della sovrana, ma anche l'occasione per illustrare il percorso di valorizzazione della villa e le prospettive di restituzione alla comunità di un luogo profondamente legato alla storia cittadina.

Il programma prenderà il via alle 17 con l'accoglienza degli ospiti e l'intervento della Banda musicale, seguito dai saluti istituzionali e dalla presentazione del progetto di valorizzazione di Villa Regina Margherita. La giornata proseguirà con una conferenza dedicata alla sovrana e con la presentazione del volume "La Regina Margherita a Bordighera", scritto dalla dottoressa Gisella Merello. L'incontro offrirà un approfondimento sulla figura della regina, sul suo rapporto con la città e sul contesto storico e culturale della Belle Époque, periodo nel quale Bordighera divenne una delle località più apprezzate dal turismo internazionale. Prevista anche una visita alla mostra dedicata alla vita, alla storia e all'eredità culturale di Margherita di Savoia, con un percorso espositivo pensato per accompagnare i visitatori alla scoperta della sua vicenda personale e del suo legame con il Ponente ligure.

Una storia iniziata nel 1879

Il rapporto tra la regina Margherita e Bordighera affonda le proprie radici nel 1879, quando la sovrana arrivò per la prima volta nella città delle palme, ospite del banchiere tedesco Rafael Bischoffsheim nella villa progettata dall'architetto francese Charles Garnier, successivamente conosciuta come Villa Etelinda. Fu un soggiorno particolarmente gradito, destinato a trasformarsi in un legame duraturo. La regina tornò più volte nella Riviera di Ponente e, con il passare degli anni, maturò il desiderio di avere una residenza più ampia e adeguata alle proprie esigenze e a quelle del suo seguito. Nel 1914 acquistò un terreno all'interno del parco e affidò all'architetto milanese Luigi Broggi la progettazione di una nuova dimora, concepita in stile neobarocco, ispirato alle eleganti architetture del Settecento. La villa venne inaugurata il 25 febbraio 1916 e divenne la residenza ufficiale della sovrana durante i suoi soggiorni bordigotti.

La nuova dimora, inserita in un ampio parco progettato dal botanico Ludwig Winter, fu concepita come una residenza di rappresentanza, ma anche come un luogo di vita privata e di incontri culturali. Gli ambienti interni, caratterizzati da decorazioni, stucchi, lampadari, vetrate artistiche e uno scenografico scalone in marmo, conservano ancora testimonianze dell'eleganza dell'epoca. La regina amava circondarsi di personalità del mondo della cultura, dell'arte e della letteratura: tra gli ospiti legati alla sua stagione bordigotta vengono ricordati il pittore Pompeo Mariani, lo scrittore Antonio Fogazzaro e Giosuè Carducci. Nell'aprile del 1925 la villa fu inoltre teatro dell'incontro tra il principe Umberto II, futuro re d'Italia, e la principessa Maria José del Belgio. Il 4 gennaio 1926 Margherita di Savoia morì proprio nella sua amata residenza, all'età di 74 anni, lasciando alla città un patrimonio di grande valore storico e simbolico.

Dalla residenza reale al polo museale

Dopo la morte della sovrana, il complesso passò al figlio Vittorio Emanuele III, che lo donò all'Associazione Nazionale delle Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra. Le due ville, Regina Margherita ed Etelinda, vennero quindi destinate a strutture di soggiorno per i familiari dei caduti, una funzione mantenuta per diversi decenni. Con il progressivo venir meno delle condizioni per una gestione adeguata, si aprì una nuova fase nella storia dell'immobile. Nel 2008 la Provincia di Imperia e il Comune di Bordighera acquistarono la proprietà e venne avviato un accordo con la famiglia Terruzzi e la Regione Liguria per trasformare la villa in un importante polo culturale. Il progetto prevedeva di ospitare una selezione della prestigiosa collezione d'arte di Guido Angelo Terruzzi, comprendente dipinti, mobili, porcellane e oggetti di grande pregio. I lavori di restauro partirono nel 2009 e, dopo un intervento durato circa due anni, nel giugno 2011 la villa venne inaugurata come museo, restituendo nuova vita a una delle dimore storiche più importanti del territorio.

Per alcuni anni Villa Regina Margherita rappresentò un punto di riferimento nell'offerta culturale e turistica della Riviera, grazie a un percorso espositivo che comprendeva oltre mille manufatti. La collezione riuniva tavole a fondo oro del Tre e Quattrocento, dipinti italiani ed europei dal Cinquecento all'Ottocento, opere delle scuole ligure, emiliana e napoletana, oltre ad arredi, porcellane orientali, bronzi, argenti, ceramiche e preziosi oggetti decorativi. Un patrimonio che aveva permesso di coniugare la storia della residenza reale con una proposta museale di respiro internazionale. La gestione legata alla Fondazione Terruzzi ha rappresentato una stagione importante, ma negli anni successivi la struttura ha progressivamente perso la propria continuità di apertura al pubblico, lasciando irrisolto il tema della sua piena fruizione e della valorizzazione di un bene che, per posizione e caratteristiche architettoniche, costituisce uno dei simboli di Bordighera.

Il nuovo capitolo e le difficoltà della riapertura

Il percorso verso una nuova apertura, tuttavia, si è rivelato più complicato del previsto. Dopo diversi tentativi di affidamento della gestione, nel settembre 2024 le chiavi della struttura sono state consegnate alla società Else Srl, riconducibile al gruppo Bizzi & Partners, alla quale era stata affidata una concessione della durata di nove anni. L'obiettivo era quello di riportare la villa a una piena funzione museale e turistico-culturale, attraverso un progetto di recupero e rilancio. La struttura, però, non ha mai riaperto al pubblico nella nuova gestione e la vicenda è diventata progressivamente oggetto di interrogazioni, richieste di chiarimento e confronti politici. Nel corso del 2025, anche il consigliere Giuseppe Trucchi aveva sollecitato l'Amministrazione a fare chiarezza sui tempi di apertura e sulle attività che avrebbero dovuto animare la dimora.

Nel maggio 2026 sono emerse nuove criticità che hanno ulteriormente allontanato la prospettiva della riapertura. La società incaricata della gestione aveva segnalato problematiche tali da non consentire l'avvio delle attività previste. A luglio, il Comune e Else hanno quindi avviato un confronto per arrivare a una risoluzione consensuale e anticipata del contratto, individuando una strada condivisa per superare lo stallo. La questione è stata accompagnata anche dall'interessamento di Italia Nostra Ponente Ligure, che ha sollecitato il recupero e la riapertura non soltanto degli spazi interni, ma anche del giardino e del parco, sottolineando l'importanza di tutelare il patrimonio botanico della proprietà. Un sopralluogo dell'Amministrazione, nell'agosto scorso, ha consentito di verificare le condizioni dei saloni, degli spazi esterni e della terrazza panoramica, con la constatazione dei lavori di risanamento effettuati dalla società privata.

A settembre 2026 è emersa anche la volontà dell'Amministrazione comunale di riunificare la proprietà dell'intero complesso sotto il Comune di Bordighera. Attualmente, infatti, la villa appartiene per il 70% alla Provincia di Imperia e per il restante 30% al Comune. Il presidente della Provincia Claudio Scajola ha confermato l'intenzione dell'ente di cedere la propria quota, ritenendo che le risorse possano essere destinate ad altri investimenti prioritari, in particolare per l'ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole e delle strade. Palazzo Garnier punta invece a individuare una soluzione che consenta di acquisire la partecipazione provinciale e di avere una gestione unitaria del bene. Una prospettiva che potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per definire il futuro della struttura, anche se restano da affrontare gli aspetti contrattuali e amministrativi legati alla precedente concessione.

Il centenario e la prospettiva di una nuova valorizzazione

La giornata del 20 novembre si inserisce dunque in una fase particolarmente significativa per il futuro della villa. Il centenario della morte di Margherita di Savoia offre a Bordighera l'occasione per riportare l'attenzione su una dimora che non è soltanto un edificio di grande pregio architettonico, ma un luogo profondamente legato alla storia della città e alla stagione della Belle Époque. La conferenza, il volume di Gisella Merello e la mostra permetteranno di riscoprire una figura che contribuì a rendere Bordighera una delle destinazioni più apprezzate dall'aristocrazia e dalla cultura europea tra Ottocento e Novecento. La sfida, adesso, è trasformare questa ricorrenza in un punto di partenza concreto, capace di accompagnare la villa verso una nuova stagione di apertura, attività culturali e fruizione pubblica. L'obiettivo dichiarato è restituire alla comunità un patrimonio che, dopo anni di restauri, progetti e difficoltà gestionali, attende ancora di poter esprimere pienamente il proprio potenziale.