Attualità - 28 ottobre 2026, 07:11

Ventimiglia, abbattuto il platano di via della Repubblica: "Era l'unica soluzione per tutelare l'incolumità pubblica" (Foto)

L'assessore al Verde pubblico Simone Bertolucci replica alle polemiche: la perizia agronomica ha rilevato carie diffuse, cavità interne e un rischio elevato di cedimenti. L'albero era stato classificato in classe D estrema

L'abbattimento del platano di via della Repubblica, a Ventimiglia, continua a far discutere, ma l'Amministrazione comunale ribadisce la necessità dell'intervento per garantire la sicurezza delle persone. A intervenire sulla vicenda è l'assessore al Verde pubblico Simone Bertolucci, che ha voluto chiarire le ragioni alla base della decisione, anche in risposta alle polemiche sollevate negli ultimi giorni da cittadini e associazioni e a quanto riportato dalla stampa. Secondo quanto riferito dal Comune, la scelta non sarebbe stata dettata da valutazioni discrezionali, ma dalle risultanze di una relazione tecnica che avrebbe evidenziato condizioni di grave compromissione strutturale dell'albero. L'Amministrazione sottolinea inoltre di essersi confrontata con cittadini e associazioni prima dell'intervento, in uno spirito di collaborazione, pur ritenendo che non ci fossero ulteriori margini per rinviare l'operazione.

"Di fronte alle polemiche sollevate in questi giorni da cittadini e associazioni, con le quali ci siamo doverosamente confrontati prima dell'intervento in uno spirito di collaborazione, e in replica a quanto riportato in questi giorni sulla stampa, è necessario chiarire le ragioni dell'abbattimento del platano di via della Repubblica", ha dichiarato Bertolucci. L'assessore ha spiegato che la decisione è stata assunta sulla base della relazione agronomica firmata dal dottor Daniele Pecollo, agronomo forestale e ambientale, professionista indicato dal Comune come uno degli esperti di riferimento a livello nazionale. Una valutazione che, secondo l'Amministrazione, avrebbe escluso la possibilità di proseguire con ulteriori rinvii, alla luce delle condizioni riscontrate e del pericolo connesso alla permanenza dell'esemplare in piedi.

Il Comune precisa che, proprio per l'importanza ornamentale e le dimensioni del platano, prima di arrivare all'abbattimento sono state effettuate indagini strumentali approfondite, anche in quota. Gli accertamenti avrebbero messo in evidenza una compromissione estesa, con carie del legno in diverse parti dell'albero, una cavità non visibile all'esterno all'altezza del castello e un deterioramento del cilindro centrale del fusto, dall'apice fino a circa mezzo metro dal suolo. Un quadro che, secondo la relazione tecnica, interessava quindi più punti della struttura e non soltanto singole branche o porzioni superficiali. A confermare le criticità sarebbero state anche le prove resistograph, eseguite per verificare le condizioni interne del legno e individuare eventuali fenomeni di degradazione non immediatamente rilevabili a occhio nudo.

Le verifiche avrebbero riscontrato carie al colletto, lungo il fusto, nelle inserzioni delle branche e nelle forcelle. Elementi che, nel loro insieme, avrebbero determinato un elevato rischio di cedimenti e rotture in quota, portando alla classificazione dell'esemplare in classe D estrema, secondo quanto riportato nel comunicato. Si tratta della valutazione che, nella ricostruzione fornita dall'Amministrazione, ha avuto un peso determinante nella scelta finale. La presenza di un deterioramento così diffuso avrebbe infatti compromesso la stabilità complessiva del platano, rendendo insufficienti eventuali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. Per il Comune, dunque, non si sarebbe trattato di una decisione presa senza approfondimenti, ma della conseguenza delle criticità emerse durante le indagini tecniche.

Uno dei punti centrali della spiegazione fornita da Bertolucci riguarda proprio la possibilità di salvare l'albero attraverso una potatura. Secondo la perizia, infatti, un intervento sulla chioma non sarebbe stato sufficiente a gestire il rischio. La riduzione necessaria per raggiungere livelli di sicurezza adeguati avrebbe comportato conseguenze insostenibili per il platano, sia dal punto di vista arboricolturale sia sotto il profilo fisiologico. In altre parole, anche un intervento particolarmente incisivo sulla parte aerea non avrebbe garantito una soluzione efficace rispetto alle condizioni strutturali rilevate. "In assenza di alternative efficaci, l'abbattimento è stato indicato come l'unica soluzione idonea a mitigare il rischio residuo", ha spiegato l'assessore, richiamando le conclusioni contenute nella relazione agronomica.

Bertolucci ha aggiunto che anche le operazioni svolte prima dell'abbattimento avrebbero confermato quanto emerso dagli accertamenti. Il legno sarebbe risultato profondamente compromesso, rafforzando la valutazione secondo cui non sarebbe stato possibile lasciare l'albero in piedi senza esporre le persone al rischio di un cedimento. Una circostanza che, nella posizione dell'Amministrazione, avrebbe reso necessario procedere nonostante il dispiacere per la perdita di un esemplare di rilievo nel contesto urbano. Il Comune riconosce infatti il valore ornamentale del platano e la comprensibile reazione di chi avrebbe preferito una soluzione diversa, ma sottolinea come la decisione sia stata presa sulla base delle condizioni riscontrate e della necessità di prevenire possibili situazioni di pericolo.

"Siamo dispiaciuti per l'abbattimento di un albero di queste dimensioni e di rilevanza ornamentale", ha affermato l'assessore, ribadendo che proprio l'importanza dell'esemplare avrebbe motivato gli approfondimenti tecnici prima dell'intervento. Bertolucci ha quindi concluso richiamando la priorità attribuita alla sicurezza pubblica: "Comprendiamo e condividiamo il dispiacere per la perdita di un esemplare importante, ma la decisione è stata assunta sulla base di comprovate valutazioni tecniche e della necessità di prevenire un pericolo, non sul sentimento personale della cittadinanza". Una presa di posizione con cui il Comune di Ventimiglia intende ribadire che, secondo le conclusioni della perizia, non esistevano alternative efficaci all'abbattimento per ridurre il rischio connesso alle condizioni del platano di via della Repubblica.