Eventi - 26 ottobre 2026, 07:11

Premio Tenco, lo spettacolo è anche fuori dall'Ariston: Avitabile canta con un artista di strada in via Matteotti, la musica conquista Sanremo

Non soltanto i concerti all'Ariston: il Premio Tenco vive anche nelle strade, nei locali e negli incontri improvvisati tra artisti. Dalla Pigna al Casinò, passando per l'ex Stazione e il Dopo Tenco, la rassegna trasforma Sanremo in un laboratorio musicale diffuso, dove il confine tra pubblico e protagonisti si fa sempre più sottile

C'è un altro Premio Tenco, lontano dalle scalette, dalle premiazioni e dagli orari del Teatro Ariston. Un Tenco che non ha bisogno di un biglietto, che non conosce necessariamente un programma e che, soprattutto, non distingue sempre chi dovrebbe stare sul palco da chi dovrebbe ascoltare. È quello che si incontra per le strade di Sanremo, nei locali, tra i vicoli della Pigna o nelle lunghe serate che proseguono anche dopo la chiusura del sipario. Un mondo parallelo, eppure profondamente legato alla rassegna, nel quale la musica smette di essere soltanto uno spettacolo e diventa occasione di incontro, studio, confronto e, talvolta, pura improvvisazione.

A raccontarlo, meglio di qualsiasi definizione, è un'immagine arrivata proprio durante l'edizione 2026: Enzo Avitabile che si ferma in via Matteotti e si mette a suonare e cantare insieme a un'artista di strada. Nessun palco, nessuna distanza da colmare, soltanto due musicisti che condividono uno spazio e un momento. E poco importa che uno dei due sia un artista di fama internazionale, atteso all'Ariston per ricevere il Premio Tenco alla carriera. In quell'istante, la gerarchia dello spettacolo viene meno e resta ciò che conta davvero: la musica. È forse proprio questa una delle caratteristiche più affascinanti della Rassegna della Canzone d'Autore. Il Premio Tenco non è soltanto la casa della canzone d'autore italiana, ma anche un incontro eterogeneo tra artisti, generazioni, linguaggi e luoghi della città. Una contaminazione che Sanremo, per storia e identità, non può che accogliere.

Enzo Avitabile in via Matteotti, quando il grande artista incontra la strada. La scena di Enzo Avitabile in via Matteotti racchiude una parte importante dello spirito del Tenco. Il musicista napoletano, protagonista della serata conclusiva della 49ª edizione, ha condiviso un momento musicale con un'artista di strada prima di salire sul palco dell'Ariston per ricevere il riconoscimento alla carriera. Un incontro spontaneo, nel quale due esperienze artistiche e culturali differenti si sono ritrovate sullo stesso piano. Da una parte un interprete che ha costruito la propria carriera attraverso la ricerca, le contaminazioni e il dialogo tra culture musicali; dall'altra chi vive la musica quotidianamente nello spazio pubblico, affidandosi all'attenzione di chi passa. Un'immagine che acquista ulteriore significato pensando proprio all'esibizione con cui Avitabile ha chiuso il Premio Tenco 2026. All'Ariston è stato l'unico artista dell'edizione a riuscire a far alzare e ballare il pubblico, trasformando il teatro in una festa collettiva attraverso i suoi ritmi, il dialogo con la platea e una musica capace di superare le barriere tra generi e tradizioni. In via Matteotti, quello stesso principio aveva trovato una dimensione ancora più immediata: la musica come linguaggio condiviso, senza bisogno di presentazioni. E non è un caso isolato.

Dalla Pigna al Casinò, una città che diventa laboratorio musicale. Durante i giorni del Premio Tenco, Sanremo cambia volto. Non soltanto perché ospita artisti, musicisti, giornalisti e operatori culturali, ma perché alcuni dei suoi luoghi più riconoscibili assumono una funzione diversa da quella abituale. La Pigna, con i suoi vicoli e i locali che negli anni hanno costruito una propria identità culturale, diventa uno degli spazi nei quali la musica trova una dimensione più libera. Qui convivono concerti programmati, incontri spontanei e occasioni di confronto che spesso proseguono ben oltre gli appuntamenti ufficiali. Il Casinò, storicamente legato alla manifestazione, continua a rappresentare un altro punto di riferimento, così come la sede del Club Tenco nell'ex Stazione ferroviaria, luogo nel quale la canzone d'autore conserva una dimensione che va oltre il concerto. Sono spazi differenti, ma accomunati dalla possibilità di trasformare la musica in qualcosa da ascoltare, discutere e approfondire. Perché il Tenco non si esaurisce nell'esibizione di un artista. Una canzone può diventare il punto di partenza di una conversazione, un arrangiamento l'occasione per confrontare esperienze, un incontro casuale la premessa per suonare insieme. È una dimensione che difficilmente può essere restituita da una scaletta ufficiale. Eppure rappresenta una parte importante dell'identità della rassegna. Un esempio arriva anche dall'edizione precedente, quando Johnson Righeira si esibì improvvisando un momento musicale all'esterno del Pinha Social Club, nella Pigna. Un episodio che, come quello di Avitabile, racconta la naturalezza con cui durante il Tenco un artista può ritrovarsi a fare musica fuori dai contesti tradizionali.

Le jam session e il Dopo Tenco: quando la serata non finisce all'Ariston. Poi ci sono le ore successive ai concerti. Quelle nelle quali il sipario dell'Ariston si è già chiuso, ma la rassegna continua a vivere attraverso incontri, jam session e improvvisazioni. È il mondo del Dopo Tenco, una dimensione nella quale artisti e musicisti possono ritrovarsi in un contesto meno formale, lontano dalle esigenze di una scaletta e dai tempi dello spettacolo. Qui la musica cambia funzione. Non deve necessariamente presentare un disco, accompagnare una premiazione o rispettare un programma. Può diventare un esperimento, una collaborazione nata sul momento, il tentativo di rileggere un brano attraverso sensibilità differenti. Ed è proprio in questa libertà che si riconosce uno degli aspetti più autentici della manifestazione. All'interno dell'Ariston, durante il Dopo Tenco, rimangono alcune delle perle più particolari della rassegna: momenti che appartengono soprattutto a chi li vive, difficili da ricondurre alla dimensione ordinata di un concerto tradizionale.

Sanremo e la musica, un rapporto che va oltre il Festival. Un fenomeno simile si verifica anche durante il Festival di Sanremo, quando la città si riempie di esibizioni, eventi collaterali e appuntamenti musicali distribuiti tra strade, piazze e locali. Ma con il Premio Tenco il significato cambia. Durante il Festival, la musica accompagna un grande evento mediatico e commerciale, capace di trasformare Sanremo in un centro di attenzione nazionale. Il Tenco, invece, costruisce una relazione più raccolta con il territorio, nella quale l'incontro tra artisti assume spesso un valore culturale prima ancora che spettacolare. Non è necessariamente una questione di qualità, né una contrapposizione tra due manifestazioni profondamente differenti. È piuttosto una diversa maniera di abitare la città. Nel caso del Premio Tenco, Sanremo non è soltanto il luogo che ospita la musica, ma diventa parte del processo musicale stesso. La Pigna, il Casinò, l'ex Stazione, l'Ariston e perfino via Matteotti non rappresentano semplicemente luoghi da attraversare tra un appuntamento e l'altro. Diventano spazi nei quali le esperienze si incontrano, le idee circolano e la musica può nascere anche al di fuori delle occasioni previste.

Una dimensione che restituisce alla città un ruolo coerente con la sua storia. Perché essere un punto di riferimento per la musica italiana non significa soltanto ospitare grandi artisti, ma anche creare le condizioni affinché questi possano incontrarsi, confrontarsi e, magari, fermarsi a suonare con qualcuno per strada.