Cronaca - 26 ottobre 2026, 15:53

Crollo della casa a Buggio, indagati il sindaco di Pigna Roberto Trutalli e il responsabile dell’Ufficio tecnico

L’inchiesta riguarda il cedimento dell’abitazione fatiscente e disabitata da circa 70 anni, avvenuto nelle prime ore del mattino. Nel registro degli indagati anche alcuni comproprietari dell’immobile

Si allarga il fronte delle responsabilità per il crollo dell’abitazione fatiscente avvenuto a Buggio, frazione di Pigna, in alta Val Nervia, il 22 ottobre del 2024, poco prima delle 5. A distanza di alcune settimane dai fatti, le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco di Pigna, Roberto Trutalli (difeso dall'avvocato Davide Condrò) per crollo colposo, disastro colposo ed omissione di atti d'ufficio, e di Ivano Frontero, responsabile dell’Ufficio tecnico edilizia privata (difeso dall’avvocato Alessandro Mager). Nell’ambito dell’inchiesta risultano coinvolti anche alcuni comproprietari dell’immobile, ritenuti responsabili in relazione alla vicenda. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio dell’attività investigativa e non equivale, naturalmente, a un accertamento definitivo di responsabilità. Saranno gli approfondimenti condotti dagli inquirenti a chiarire le eventuali condotte contestate e le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.

La vicenda risale alla notte in cui la vecchia costruzione, disabitata da circa 70 anni e da tempo in condizioni precarie, ha ceduto improvvisamente, riversando le macerie sulla strada e contro le abitazioni vicine. L’edificio era attiguo ad altre case e il crollo avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Tra gli effetti immediati del cedimento si era verificata anche la rottura delle tubazioni del gas, con una conseguente fuga da un bombolone situato presso un’abitazione vicina, che non aveva riportato danni strutturali. La situazione aveva richiesto l’intervento dei soccorritori e dei tecnici incaricati di ripristinare le condutture, mentre si rendevano necessari controlli sulla stabilità degli edifici circostanti.

Sul posto erano intervenuti i Vigili del Fuoco, un’ambulanza della Croce Azzurra di Vallecrosia e le forze dell’ordine, oltre ai tecnici del gas. In un primo momento, proprio per la fuga e per le condizioni di sicurezza dell’area, era stata disposta l’evacuazione di tre persone che abitavano nella casa adiacente al fabbricato crollato. Il sindaco Roberto Trutalli aveva raggiunto il luogo dell’accaduto per seguire personalmente l’evoluzione dell’emergenza. La situazione aveva sollevato anche la questione della manutenzione e della messa in sicurezza dell’immobile, da tempo in stato di abbandono. Secondo quanto riferito nell’immediatezza dei fatti, la casa era già stata oggetto di ordinanze per la sistemazione e, negli ultimi tempi, lo stesso Trutalli aveva riunito i diversi proprietari per cercare una soluzione e arrivare all’esecuzione degli interventi necessari. Un percorso che, tuttavia, non aveva impedito il cedimento della struttura. Restano ora da chiarire, nell’ambito delle indagini, gli aspetti legati alle condizioni dell’edificio, agli eventuali provvedimenti adottati e agli obblighi di messa in sicurezza, anche alla luce degli accertamenti svolti dopo il crollo.

Nelle ore successive all’episodio, il primo cittadino aveva sottolineato soprattutto le ripercussioni sulla comunità della piccola frazione. "Gli abitanti di Buggio, circa una sessantina, sono senza gas e senza copertura della rete mobile. È un disagio unico che si poteva evitare", aveva dichiarato Trutalli, evidenziando i problemi infrastrutturali conseguenti alla rottura delle tubazioni. Il sindaco aveva inoltre assicurato che le parti pericolanti sarebbero state messe in sicurezza, spiegando che, fortunatamente, non si erano registrati feriti. L’emergenza, però, aveva riportato al centro dell’attenzione le condizioni del patrimonio edilizio più vecchio e le difficoltà legate agli interventi preventivi nei piccoli centri dell’entroterra.

Particolarmente duro era stato il commento del sindaco sulla necessità di intervenire prima che si verificassero situazioni di pericolo: "È una vergogna. Paghiamo un prezzo esorbitante. Non si può ragionare sempre con le somme urgenze, bisogna fare prevenzione". Parole pronunciate mentre erano ancora in corso le operazioni legate all’emergenza e che oggi si inseriscono in un quadro giudiziario in evoluzione. L’inchiesta dovrà ricostruire la catena degli eventi e verificare le eventuali responsabilità, distinguendo gli obblighi dei proprietari da quelli eventualmente riconducibili agli uffici pubblici e all’amministrazione comunale. Al momento, dunque, l’iscrizione nel registro degli indagati costituisce un passaggio investigativo, in attesa degli ulteriori sviluppi e delle valutazioni dell’autorità giudiziaria.