Il centrodestra ha fatto la sua mossa, ora si attende la risposta del centrosinistra. La corsa alle elezioni amministrative del 2027 a Taggia entra nel vivo, nonostante all'appuntamento con le urne manchino ancora diversi mesi. Il passo indietro di Mario Conio, che ha annunciato di non volersi ricandidare per un terzo mandato, ha di fatto aperto la partita per la successione, con Chiara Cerri indicata come candidata sindaca nel segno della continuità amministrativa. Una scelta che, almeno per il momento, definisce gli equilibri della maggioranza uscente, senza tuttavia escludere possibili sviluppi nell'area di centrodestra, dove resta da capire se la candidatura riuscirà a raccogliere un sostegno unitario o se emergeranno proposte alternative.
Sull'altro fronte, invece, la partita è ancora tutta da costruire. Nei prossimi giorni il confronto tra le diverse anime dell'area progressista potrebbe entrare in una fase più concreta, tra interlocuzioni politiche, valutazioni programmatiche e la ricerca di una sintesi che consenta di presentare agli elettori un'alternativa credibile. Prima ancora del nome di un candidato, sarà necessario comprendere quali forze saranno disposte a condividere un percorso e, soprattutto, su quali basi.
In questo scenario si inserisce la posizione di Alleanza Progressista di Taggia, che attraverso il suo esponente Alberto Pin interviene nel dibattito politico cittadino. Il giudizio sull'esperienza amministrativa di Conio è severo, così come quello sulla candidatura di Cerri, considerata espressione diretta della stessa linea di governo. Ma lo sguardo è rivolto anche, e soprattutto, al campo progressista, chiamato a trovare una convergenza che non si esaurisca nella scelta di un candidato sindaco. Dalle priorità amministrative al ruolo delle associazioni, fino alla costruzione di una coalizione ampia, Pin traccia le condizioni dalle quali, a suo giudizio, dovrebbe partire il confronto in vista del 2027.
Pin, partiamo dalla candidatura di Chiara Cerri. Qual è il giudizio di Alleanza Progressista sulla scelta della maggioranza uscente?
"Ci teniamo a precisare innanzitutto un punto fondamentale: a livello personale non abbiamo assolutamente nulla contro l'avvocato Cerri, che riteniamo una bravissima persona e verso la quale nutriamo massimo rispetto.
Il nostro giudizio è esclusivamente e nettamente politico. La sua candidatura si pone in diretta e totale continuità con la linea amministrativa di Conio, una stagione di governo degli ultimi dieci anni dalla quale siamo enormemente distanti e che reputiamo quantomeno fallimentare.
A questo si aggiunge uno scenario di centrodestra frammentato e confusionario, in cui l'avvocato Cerri potrebbe trovarsi affiancata da un ulteriore candidato espressione della stessa area, guidato da ambizioni personali decisamente improbabili".
Il sindaco Conio si avvia alla conclusione del secondo mandato. Qual è il vostro bilancio della sua amministrazione e su quali basi intendete costruire un'alternativa?
"Alla luce delle ultime novità programmatiche presentate dal centrodestra, appare fondamentale fare un'operazione di verità e trasparenza nei confronti dei cittadini. Guardando al bilancio della giunta Conio (2017-2022), la realtà dei fatti evidenzia un programma rimasto per la quasi totalità non realizzato: promesse disattese che non hanno portato alcun beneficio concreto alla comunità.
Per questo motivo, la nostra forza politica affronterà il confronto con le altre compagini di centrosinistra partendo da un principio non negoziabile: la fattibilità degli impegni assunti.
Non servono 'cattedrali nel deserto' o mega-progetti irrealizzabili. Taggia, Arma e Levà hanno bisogno di concretezza: piccole e medie opere utili, capaci di impattare positivamente sulla qualità della vita quotidiana. La nostra priorità sarà il sociale: daremo massima attenzione alle persone più fragili, sia sotto il profilo economico sia sotto quello anagrafico, garantendo un sostegno reale alle famiglie e agli anziani della nostra città. Parallelamente, la cultura tornerà a essere un motore fondamentale per la comunità.
Abbiamo idee chiare e proposte concrete che intendiamo condividere con tutte le forze di centrosinistra disponibili a costruire un accordo autentico, fondato non su poltrone, ma su un programma serio, realizzabile e al servizio dei cittadini Tabiesi".
Oltre al sociale e alla cultura, quali altri temi dovrebbero caratterizzare la vostra proposta amministrativa?
"I nostri sforzi saranno delineati da una visione politica e amministrativa chiara per Taggia Arma e Levà, mettendo al centro la tutela ambientale, la vivibilità urbana e la gestione dei beni pubblici ed il rilancio turistico".
Nel centrosinistra si discute anche di alleanze e candidature. Secondo voi, da dove dovrebbe partire il percorso per individuare una figura condivisa?
"L'associazionismo è il vero motore di qualsiasi comunità. È l'indicatore principale della qualità della vita della medesima, è la bussola più precisa per comprenderne i reali bisogni. Per questo motivo, in vista delle prossime elezioni, riteniamo che il punto di partenza non debba essere il nome di un candidato, ma un confronto programmatico aperto e sincero tra movimenti politici e associazioni.
Prima la visione, poi il nome: il candidato sindaco sarà la naturale conseguenza di questo percorso condiviso. Abbiamo bisogno di una figura capace di unire e fare sintesi all'interno di un campo largo e inclusivo, lasciandoci alle spalle il modello dell'«uomo solo al comando» visto finora.
La nostra priorità è costruire una squadra di governo forte, competente e plurale, fondata sulla valorizzazione delle sensibilità e delle capacità di ciascun componente".
Un tema che ritorna nelle vostre riflessioni è quello della partecipazione dei cittadini. Che ruolo dovrebbe avere nella Taggia del futuro?
"In un'epoca di grandi trasformazioni sociali ed economiche, il futuro delle nostre città si gioca su due pilastri fondamentali: la libertà e la partecipazione. Troppo spesso il miglioramento urbano viene affidato esclusivamente a interventi tecnici o decisioni calate dall'alto; tuttavia, l'esperienza dimostra che un territorio fiorisce davvero solo quando i cittadini diventano co-protagonisti del cambiamento.
La libertà urbana non è solo l'assenza di vincoli, ma la concreta possibilità per ogni persona di vivere lo spazio pubblico in sicurezza, di esprimere idee, di proporre soluzioni e di fruire equamente dei beni comuni. Tuttavia, la libertà resta un concetto astratto se non si traduce in partecipazione attiva".