Sanremo si prepara a vivere domani uno dei momenti più attesi della settimana dedicata alla musica pianistica internazionale. Sarà infatti decretato il vincitore della settima edizione di RPM Sanremo – Russian Piano Music International Competition, manifestazione organizzata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo in collaborazione con lo Scriabin International Piano Competition. Dopo le prove eliminatorie e la semifinale, sono tre i pianisti che si contenderanno il successo nella prova conclusiva, in programma domani alle 17 al Teatro dell'Opera del Casinò, accompagnati dall'Orchestra Sinfonica di Sanremo. Il concorso, che quest'anno ha portato in città 33 giovani pianisti provenienti da 16 Paesi, conferma così la propria vocazione internazionale e il ruolo di Sanremo come palcoscenico per i nuovi talenti del pianoforte.
Ma, al di là del nome che domani salirà sul gradino più alto del podio, questa edizione ha già regalato una bella sorpresa alla città dei fiori. Filippo Odobashi, giovane pianista sanremese di appena 17 anni, ha infatti sfiorato l'accesso alla finale, confrontandosi con concorrenti più grandi e con una consolidata esperienza internazionale. La conferma è arrivata oggi, nel corso della presentazione della finale e del calendario autunnale dell'Orchestra Sinfonica. Un risultato che assume un significato particolare perché Odobashi non è soltanto un giovane talento del territorio, ma rappresenta uno dei percorsi di crescita artistica che Sanremo sta cercando di valorizzare attraverso le proprie istituzioni musicali. Il suo percorso, insomma, è già una delle belle storie uscite da RPM Sanremo.
A sottolinearlo è stata l'assessore alla Cultura del Comune di Sanremo, Enza Dedali, che ha voluto rimarcare proprio la crescita del giovane musicista: "Siamo orgogliosi della sua crescita e siamo certi che avrà un grande futuro". Parole che fotografano bene il sentimento con cui la città sta seguendo il percorso di Odobashi, ormai da diversi anni protagonista di importanti appuntamenti musicali. Nato a Sanremo il 3 giugno 2009, ha iniziato a studiare pianoforte a sette anni con la professoressa Cristina Orvieto alla Scuola di Musica Città di Sanremo, per poi proseguire il proprio percorso di perfezionamento e approdare alla classe del maestro Federico Nicoletta al Conservatorio "Francesco Venezze" di Rovigo. Il curriculum del giovane pianista racconta già una carriera sorprendentemente ricca per la sua età. A soli 12 anni era stato selezionato dalla Royal Schools of Music di Londra per rappresentare l'Italia all'ABRSM Global High Scorers' Concert, mentre negli anni successivi sono arrivati numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali. Tra questi figurano primi premi a Cassano Magnago, Franz Schubert, Young Artists Piano Competition, J.S. Bach, Il Bardo, Sonja Pahor, Diapason d'oro, Paolo Spincich, Arona e Rovere d'oro. Un palmarès costruito attraverso studio, disciplina e una continua attività concertistica, che lo ha portato a esibirsi sia come solista sia insieme ad orchestra.
Particolarmente significativo è il successo ottenuto nel 2025 al 37° Concorso Pianistico Internazionale "Città di Albenga", dove Odobashi si è aggiudicato il Primo Premio Assoluto, con 98/100, nella categoria "Eccellenza". Un'affermazione che aveva confermato le sue qualità e che gli aveva permesso di tornare protagonista anche nel 2026, quando è stato scelto per inaugurare Fior d'Albenga con un concerto in Piazza dei Leoni. In quell'occasione il programma aveva attraversato Bach, Haydn, Schumann e Chopin, mettendo in evidenza la maturità interpretativa raggiunta nonostante la giovanissima età. Il rapporto con la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo è, del resto, già consolidato. Odobashi aveva avuto modo di collaborare con l'orchestra cittadina e nel febbraio 2025 era stato invitato ad aprire un concerto al Teatro dell'Opera del Casinò, dopo la vittoria ad Albenga. In quell'occasione il direttore artistico Giancarlo De Lorenzo aveva scelto per lui la "Parafrasi da concerto su Rigoletto" di Franz Liszt, definendolo un "giovanissimo talento sanremese". Un'altra tappa importante di un percorso che oggi lo ha visto misurarsi anche con il palcoscenico internazionale di RPM, in una competizione pensata proprio per sostenere i pianisti all'inizio della loro carriera.
Il fatto di essersi fermato a un passo dalla finale, dunque, non rappresenta una bocciatura, tutt'altro. Per un ragazzo di 17 anni confrontarsi alla pari con pianisti provenienti da tutto il mondo e arrivare fino alla semifinale costituisce già un risultato di grande rilievo. RPM Sanremo, infatti, è una competizione riservata a giovani pianisti tra i 16 e i 32 anni, con tre prove e un programma eseguito interamente a memoria. La giuria dell'edizione 2026 è presieduta da Vincenzo Balzani e comprende, tra gli altri, il direttore artistico della Sinfonica Giancarlo De Lorenzo, Antonio Di Cristofano, Diana Didenko, Pavel Kachnov, Gianluca Luisi e Xiaofeng Wu. E proprio mentre RPM si avvia alla sua conclusione, la Sinfonica guarda già all'autunno e soprattutto alle nuove generazioni, confermando una linea che punta a fare della musica non soltanto uno spettacolo, ma anche uno strumento di formazione. Proseguiranno infatti le iniziative rivolte alle scuole con le prove aperte dedicate agli studenti. Il prossimo appuntamento è fissato per il 16 ottobre alle 10.00 al Teatro dell'Opera del Casinò, con "Beethoven prima di Beethoven tra equilibrio e tempesta", mentre il 19 novembre, sempre alle 10.00, sarà la volta di "Forme in evoluzione. Il Concerto romantico e la Concertante classica".
Tornerà inoltre il concorso dedicato ai cori delle scuole primarie, un progetto che negli anni ha saputo avvicinare bambini e ragazzi alla musica d'insieme e al mondo dell'orchestra. L'iniziativa si inserisce nel più ampio progetto "Musica e Società", attraverso il quale la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo intende costruire un dialogo sempre più stretto tra il teatro, l'orchestra e il mondo scolastico. Una scelta che acquista ancora più valore se letta alla luce di storie come quella di Odobashi: un talento nato e cresciuto musicalmente sul territorio, accompagnato nel suo percorso e oggi capace di confrontarsi con una platea internazionale.
Domani, dunque, saranno i tre finalisti Israpil Khadizha, Davide Ranaldi e Jacky Xiaoyu Zhang a contendersi il primo premio di RPM Sanremo 2026, esibendosi con l'Orchestra Sinfonica di Sanremo. In palio, oltre al riconoscimento, c'è anche un premio di 8mila euro e la possibilità per il vincitore di tenere due concerti con la Sinfonica nelle stagioni 2027 e 2028. Ma, mentre il pubblico attenderà di conoscere il nome del vincitore, Sanremo può già appuntarsi un'altra certezza: Filippo Odobashi è sempre più una delle giovani promesse musicali della città e il suo percorso, a soli 17 anni, sembra avere ancora moltissime pagine da scrivere.