Cronaca - 30 settembre 2026, 12:11

Incendi boschivi, altri cinque Comuni del Ponente impongono i divieti di abbruciamenti: "Rischio ancora elevato"

Camporosso, Soldano, San Biagio della Cima, Perinaldo e Vallebona firmano l'ordinanza dopo la revoca dello stato regionale di grave pericolosità

Camporosso, Soldano, San Biagio della Cima, Perinaldo e Vallebona rafforzano le misure di prevenzione contro il rischio di incendi boschivi, nonostante la revoca dello stato di grave pericolosità disposta dalla Regione Liguria a partire dal 21 settembre. I cinque Comuni hanno firmato oggi specifiche ordinanze, alla luce del perdurare delle condizioni di siccità e della scarsa presenza di precipitazioni che continua a interessare il Ponente. Con questi nuovi provvedimenti salgono a nove i Comuni della provincia di Imperia che hanno scelto di adottare misure cautelative autonome dopo la fine del divieto regionale.

La decisione arriva dopo analoghi interventi già assunti da altre amministrazioni del territorio, tra cui Bajardo e Dolceacqua, quest'ultima intervenuta proprio ieri con un'ordinanza dello stesso tenore. Alla base dei provvedimenti c'è la valutazione delle condizioni locali, caratterizzate da ridotta umidità della vegetazione e persistente assenza di precipitazioni, elementi che continuano a favorire l'innesco e la propagazione degli incendi. La revoca dello stato di grave pericolosità regionale, quindi, non viene considerata dai Comuni come il venir meno delle condizioni di attenzione presenti sul territorio.

A confermare la necessità di mantenere alta la guardia ci sono anche alcuni episodi verificatisi proprio nei giorni successivi alla cessazione del provvedimento regionale. Incendi sono stati segnalati in località Trucco a Ventimiglia e in località Ouri a Pigna, rendendo necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco di Ventimiglia. Le amministrazioni hanno quindi ritenuto opportuno adottare provvedimenti temporanei e specifici, calibrati sulle condizioni dei rispettivi territori comunali. L'obiettivo è prevenire comportamenti o attività che, in presenza di vegetazione particolarmente secca, possano trasformarsi in possibili fattori di innesco.

Le ordinanze stabiliscono il divieto assoluto, sull'intero territorio comunale, di accendere fuochi e di svolgere qualsiasi attività che possa determinare o favorire l'innesco o la propagazione di incendi. Il provvedimento non riguarda quindi soltanto le tradizionali accensioni, ma si estende a tutte quelle attività che, considerate le attuali condizioni ambientali, possono rappresentare un pericolo. Particolare attenzione viene riservata alle zone boscate, cespugliate e alle aree dove è presente vegetazione secca. Le amministrazioni intendono così intervenire in via preventiva, evitando che anche operazioni normalmente consentite possano creare situazioni di rischio.

Tra i divieti rientra anche la sospensione degli abbruciamenti dei residui vegetali provenienti da orti, giardini e terreni agricoli. Non sarà quindi possibile procedere alla combustione dei materiali vegetali neppure nei casi e negli orari che, in condizioni ordinarie, sarebbero consentiti dai regolamenti comunali. Le disposizioni interessano inoltre le attività di manutenzione del verde e, più in generale, ogni lavorazione che possa provocare scintille, fiamme o altre condizioni favorevoli all'accensione della vegetazione. Una particolare cautela viene richiesta anche per le attività effettuate nelle vicinanze di aree boscate o caratterizzate dalla presenza di vegetazione secca.

La fine del divieto regionale non coincide dunque con la fine del rischio sul territorio imperiese. La Regione Liguria aveva disposto la cessazione dello stato di grave pericolosità dal 21 settembre, lasciando però ai singoli Comuni la possibilità di adottare provvedimenti specifici sulla base delle condizioni locali. È la strada seguita nei giorni scorsi da Bajardo e Dolceacqua e ora anche da Camporosso, Soldano, San Biagio della Cima, Perinaldo e Vallebona. Le ordinanze rimarranno in vigore fino al venir meno delle condizioni di rischio che ne hanno determinato l'adozione, oppure fino a un successivo provvedimento di modifica o revoca.

Il rispetto delle disposizioni sarà verificato dalla Polizia Locale e dagli altri organi di polizia competenti. In caso di violazione saranno applicate le sanzioni previste dalla normativa vigente, oltre alle eventuali ulteriori misure accessorie. Le ordinanze precisano inoltre che, qualora dalla violazione dovesse derivare un incendio o qualora il comportamento costituisse reato, saranno applicate anche le ulteriori disposizioni previste dalla normativa penale e dalla legislazione speciale in materia. I Comuni hanno quindi scelto una linea di prudenza, mantenendo alta l'attenzione in una fase nella quale la vegetazione continua a presentare condizioni di secchezza tali da rendere concreto il rischio di nuovi incendi.

Altri quattro comuni hanno già emanato le stesse ordinanze: Bajardo, Airole, Olivetta San Michele e Dolceacqua.