Al Direttore - 30 settembre 2026, 07:22

"Sanremo, la città che non dorme mai": la denuncia di un lettore sull'inquinamento acustico

Dalle moto agli scooter, passando per auto e mezzi pesanti: Alessio Punzi chiede più controlli e interventi per migliorare la qualità della vita

Non solo smog e qualità dell'aria. A Sanremo, secondo quanto segnala un nostro lettore, esiste anche un problema legato all'inquinamento acustico, che inciderebbe sulla qualità della vita di chi risiede stabilmente in città. Alessio Punzi ha scritto alla nostra redazione per portare l'attenzione su una situazione che, a suo avviso, meriterebbe maggiore attenzione e soprattutto interventi più incisivi. Nel mirino finiscono soprattutto i rumori prodotti dal traffico e da alcuni veicoli particolarmente rumorosi. Un problema che, sottolinea, si manifesta in diverse zone della città e in differenti momenti della giornata. Dalle moto agli scooter, dalle automobili ai mezzi commerciali, sono diversi gli esempi citati nella lettera. L'obiettivo, spiega, non sarebbe quello di eliminare i rumori inevitabili della vita urbana, ma di intervenire laddove esistono margini per limitarli.

"Si introducono – scrive Punzi –, e per fortuna, divieti per le auto inquinanti, ma non si fa nulla per la motoretta smarmittata del quindicenne, per l'auto sportiva del cafone con targa monegasca che preme l'acceleratore a fondo su via Volta, per il camion scassato del fruttarolo, per lo scooterone del residente o l'Ape del dipendente pubblico che il pomeriggio va in campagna". Un elenco volutamente colorito, con il quale il lettore intende evidenziare una questione che riguarda soprattutto il rumore prodotto dai veicoli. Secondo Punzi, infatti, accanto alle politiche contro l'inquinamento atmosferico sarebbe necessario affrontare con maggiore decisione anche quello acustico. La richiesta è quindi quella di una maggiore attenzione alle situazioni nelle quali il rumore potrebbe essere evitato o quantomeno ridotto. Non tutto, naturalmente, può essere eliminato in una città viva e attraversata quotidianamente da residenti, lavoratori e turisti. Ma, secondo il lettore, esisterebbero interventi semplici in grado di migliorare sensibilmente la situazione.

Punzi distingue infatti tra i rumori inevitabili legati ai servizi cittadini e quelli che, a suo giudizio, potrebbero essere contenuti con maggiore attenzione e qualche controllo in più. "Alcuni disagi sono inevitabili: mi sveglia i camion che svuotano i cestoni del vetro o quelli che lavano la strada alle 5 del mattino: è il prezzo da pagare per la vita in città", scrive. Il problema, però, sarebbe rappresentato da ciò che potrebbe essere evitato attraverso una maggiore attenzione alla circolazione e al rispetto delle regole. La lettera richiama quindi anche il tema della velocità e della rumorosità dei veicoli. Tra le possibili soluzioni indicate ci sono rallentatori posizionati in modo strategico, l'istituzione di ulteriori zone con limite a 30 chilometri orari e controlli sulle marmitte. Misure che, secondo il lettore, potrebbero contribuire a rendere più vivibili alcune aree urbane.

Particolarmente significativa è la domanda posta a proposito delle moto più rumorose: "Perché mai una moto da cross dovrebbe essere ammessa in un centro cittadino?". Una provocazione che riassume il tema centrale della lettera, ovvero il rapporto tra mobilità, rumore e qualità della vita. Punzi osserva come il problema non riguardi necessariamente una singola categoria di veicoli o una specifica zona, ma una somma di comportamenti che, soprattutto nelle ore serali e notturne, può diventare particolarmente fastidiosa per chi abita lungo le strade maggiormente trafficate. E proprio il traffico rappresenta, secondo il lettore, uno degli elementi caratterizzanti della città anche nelle ore nelle quali ci si aspetterebbe maggiore tranquillità.

A conferma della sua impressione, Punzi racconta anche un commento ricevuto da un amico belga al quale presta occasionalmente il proprio appartamento per le vacanze. "Dimenticati New York, Sanremo è la città che non dorme mai, un traffico H24 così non c'è nemmeno a Manhattan", sarebbe stata la battuta dell'ospite dopo aver sperimentato direttamente la situazione cittadina. Un paragone volutamente ironico, utilizzato però per sottolineare una percezione che, secondo il lettore, sarebbe condivisa anche da chi arriva in Riviera per trascorrere un periodo di vacanza. Il rumore del traffico, in particolare, può infatti assumere un peso diverso per chi vive stabilmente in città e deve fare i conti ogni giorno con il riposo, il lavoro e la necessità di concentrarsi.

La conclusione della lettera è quindi un invito a una maggiore attenzione alla vivibilità urbana. "Un po' di cura in più gioverebbe alla qualità della vita di chi a Sanremo ci abita ed ha bisogno di riposare e concentrarsi", conclude Alessio Punzi. Un tema che si inserisce nel più ampio dibattito sulla qualità della vita nei centri urbani, dove la mobilità deve necessariamente convivere con le esigenze di residenti, attività commerciali e visitatori. La segnalazione apre così una riflessione anche sulle possibilità di intervenire non soltanto sull'inquinamento atmosferico, ma pure sulla componente acustica. Dai controlli sui veicoli alle modalità di organizzazione dei servizi, passando per velocità e regolamentazione della circolazione, sono diversi gli aspetti sui quali il lettore chiede maggiore attenzione.