La bozza è pronta, ma come per tutti i documenti programmatici che si rispettino dev'essere limata e/o integrata, per arrivare alla stesura definitiva. E' il nuovo piano d'impresa del Casinò di Sanremo, proiettato sul prossimo triennio, al quale lavora da tempo il Cda guidato da Giuseppe (Pino) Di Meco, in carica dall'aprile 2025. Che, proprio per arrivare alla sintesi finale, si è confrontato con il sindaco Alessandro Mager e gli uffici comunali competenti. L'obiettivo è quello di depositarlo a Palazzo Bellevue prima che il 2026 vada in archivio. Intanto, l'amministrazione può farsi un'idea delle strategie maturate da chi tiene in mano le redini della casa da gioco, grande valore aggiunto al bilancio del Comune, specie con la continua ascesa degli introiti (58,7 milioni lo scorso anno e con utile d'esercizio pari a 7,8 milioni; +4,2% dall'inizio del 2026). Basti pensare che, con il consuntivo 2025 approvato dall'assemblea dei soci nel maggio scorso, sono finiti alla proprietà dell'azienda (e della stessa società di gestione) 13,1 milioni, somma destinata ad aumentare quest'anno applicando la quota del 26% (1 punto in più) sull'ammontare lordo degli introiti, per sostenere maggiormente la politica degli eventi.
Il vento a favore spinge ancora di più a prospettare importanti interventi strutturali, di cui si parla da tempo, immaginati come pilastri del nuovo "manifesto" strategico. E' già delineato il progetto per realizzare un parcheggio interrato con una novantina di posti, distribuiti su due piani, scavando sotto la rampa iniziale di corso degli Inglesi per inoltrarsi nelle viscere dell'area ovest, con ingresso e uscita sul primo tratto di corso Imperatrice, di fronte all'Europa Palace. La stima iniziale dell'intervento supera i 3 milioni. Viene poi cavalcato il vecchio proposito (presente in precedenti piani, ma rimasto inattuato) di aprire una “porta” su via Matteotti, con una sorta di tunnel sul lato est collegato al salone delle slot machines, per agevolare l'accessibilità al tempio dell'azzardo, al di là dell'iconica scalinata e di porta teatro. Altri milioni da investire, non meno di 3 se si pensa che già nel 2016 s'ipotizzava una spesa intorno a 2,5. Inoltre, si fa strada l'intenzione di bandire un concorso d'idee per ristrutturare il Roof Garden, con lo scopo di utilizzarlo al meglio tutto l'anno.
Quanto al core business, si punta allo spostamento del bar-slot nel foyer del teatro, dove si trova il guardaroba, in modo da ampliare l'offerta di gioco con una quindicina di macchinette mangiasoldi in più, rispetto alle 450 attive oggi nel salone e in altri punti del Casinò. Tutto compreso, inclusi gli aspetti legati all'organizzazione dei vari settori, si profila un piano triennale del valore di circa 10 milioni. Che l'azienda può sostenere grazie agli utili macinati negli ultimi esercizi finanziari. Mager e Di Meco non si sbilanciano, in attesa di giungere alla definizione del documento programmatico, entrambi limitandosi a sottolineare che l'ultima parola spetta al Consiglio comunale. Intanto, proseguono i lavori per il nuovo impianto d'illuminazione scenografica delle facciate, che, dopo il ritardo accumulato, dovrebbe essere inaugurato prima delle festività natalizie. Al momento le installazioni interessano il versante est e quello di porta teatro. Resta, quindi, la parte più importante: il fronte da cartolina incorniciato da palme e fiori.