La Giunta comunale di Sanremo imprime un'accelerazione al percorso per la valorizzazione e la riqualificazione del waterfront cittadino compreso tra il Porto Vecchio, corso Trento e Trieste e Portosole. Con una recente deliberazione è stato approvato il Quadro Esigenziale, documento che dovrà guidare lo sviluppo del successivo Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DOCFAP). L'obiettivo indicato dall'Amministrazione è quello di arrivare a una visione organica dell'intero fronte mare, attraverso un percorso che tenga insieme aspetti urbanistici, ambientali, infrastrutturali, economici e gestionali. L'area viene considerata di particolare rilevanza strategica per la città, anche per la sua relazione con il sistema portuale e con il centro urbano.
Il principio fissato dalla delibera è quello di una visione unitaria del tratto Porto Vecchio-Portosole, pur lasciando aperta la possibilità di suddividere l'intervento in lotti funzionali, stralci attuativi o differenti fasi temporali. Il DOCFAP dovrà infatti mettere a confronto le diverse alternative concretamente praticabili, senza individuare già in questa fase una soluzione definitiva. Dovranno essere valutati gli aspetti tecnici, economico-finanziari, ambientali, patrimoniali e amministrativi, verificando anche la sostenibilità delle diverse ipotesi. La Giunta ha inoltre stabilito che eventuali forme di concessione, partenariato pubblico-privato o altri strumenti di gestione saranno valutati soltanto al termine dell'istruttoria.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda le concessioni demaniali marittime presenti nell'ambito interessato. Nelle more della progettazione complessiva, il Comune intende garantire la continuità della gestione delle aree e dei servizi, ma facendo in modo che i nuovi titoli non diventino un ostacolo alle future trasformazioni. Per questo la delibera stabilisce che le concessioni dovranno essere bandite con una durata contrattuale massima di cinque anni. Una scelta collegata alla necessità di coordinare le procedure di affidamento con il percorso di riqualificazione dell'intero waterfront, evitando che gli assetti transitori possano creare vincoli incompatibili con il progetto futuro.
Il documento chiarisce però che non si tratta ancora dell'approvazione di un progetto. La deliberazione non approva il DOCFAP, non approva un progetto di fattibilità tecnico-economica, non definisce in via definitiva la forma di gestione dell'intervento e non determina la durata delle future concessioni. Allo stesso modo, in assenza di successivi provvedimenti specifici, non vengono assunti impegni di spesa. La scelta definitiva sulle modalità di affidamento, sugli investimenti, sulla durata dei rapporti e sugli eventuali equilibri economico-finanziari sarà quindi rimandata alle successive fasi procedimentali, sulla base degli esiti del DOCFAP e degli ulteriori atti tecnici e amministrativi.
La delibera mette quindi nero su bianco un cronoprogramma preciso. Il DOCFAP relativo all'intero ambito Porto Vecchio-Corso Trento e Trieste-Portosole dovrà essere concluso entro il 31 gennaio 2027, salvo motivate esigenze istruttorie. Entro il 28 febbraio dovranno poi essere predisposti il Documento di Indirizzo alla Progettazione e gli ulteriori atti tecnici, economici, patrimoniali, urbanistici, ambientali e amministrativi necessari. Il passaggio successivo riguarda le procedure selettive per le concessioni demaniali marittime, che l'Amministrazione punta a indire entro il 30 aprile 2027, con durata massima ordinariamente fissata in cinque anni.
Parallelamente, il Comune intende procedere con il percorso per affidare la progettazione della riqualificazione complessiva del waterfront. L'obiettivo indicato nella delibera è arrivare entro il 30 giugno 2027 all'indizione della procedura per l'affidamento della progettazione dell'intero ambito, oppure della diversa procedura che risulterà appropriata sulla base degli esiti del DOCFAP, del DIP e delle successive verifiche. Per le concessioni alle quali si applica la specifica disciplina prevista dalla legge 118 del 2022 resta inoltre fermo l'obbligo di avviare le procedure di affidamento entro il 30 giugno 2027. La normativa richiamata nella delibera prevede per le concessioni interessate efficacia dei titoli fino al 30 settembre 2027, ferma restando la disciplina degli eventuali differimenti previsti dalla legge.
La prospettiva delineata dall'Amministrazione è dunque quella di far procedere su due binari coordinati la gestione delle concessioni esistenti e la progettazione del nuovo waterfront. Le eventuali nuove concessioni o altri titoli di gestione dovranno essere configurati, nei limiti consentiti dalla normativa, in modo da risultare compatibili con le future trasformazioni e da non creare vincoli incompatibili con l'intervento complessivo. Il coordinamento tra affidamenti e progettazione viene definito nella delibera come un obiettivo prioritario, così da mantenere coerenti le scelte sulle singole aree con la futura configurazione unitaria dell'ambito compreso tra Porto Vecchio e Portosole.
Il provvedimento affida infine agli uffici comunali la predisposizione di un cronoprogramma operativo di dettaglio, coerente con le scadenze fissate dalla Giunta. Dovranno essere organizzate le attività per la conclusione del DOCFAP, la predisposizione del DIP, l'individuazione delle concessioni e delle aree interessate dalle procedure selettive, la preparazione dei relativi bandi e gli atti propedeutici all'affidamento della progettazione. La stessa delibera precisa che le tempistiche rappresentano indirizzi organizzativi e obiettivi di programmazione, mentre gli atti di gara e le procedure di affidamento dovranno comunque rispettare la normativa statale e regionale e i principi dell'ordinamento dell'Unione europea.
Si tratta di un’area importante per la quale il Comune stabilisce le linee strategiche per una visione unitaria e armonica di tutto il lungomare. L’obiettivo è quello di una valorizzazione del patrimonio pubblico volta ad uno sviluppo turistico ed economico, una fruizione collettiva degli spazi, un miglioramento dei servizi. Una riqualificazione urbana e ambientale che possa quindi rafforzare la connessione tra il tessuto urbano e il sistema portuale cittadino.
“Il quadro esigenziale è il documento di riferimento, per fornire agli uffici competenti gli indirizzi su cui si baseranno le future valutazioni tecniche, economiche, ambientali e amministrative – spiega l’assessore Lucia Artusi – Su queste strategie si dovrà basare il successivo DOCFAP, nell’esame delle proposte di intervento, secondo una visione unitaria dell’intero waterfront compreso tra il Porto Vecchio e Portosole”.