Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 21 settembre 2026, 14:43

Caso Beatrice, le ultime 48 ore ricostruite passo dopo passo: il malessere già dal sabato e i soccorsi chiamati solo lunedì

Gli approfondimenti consentono di ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto tra il 7 e il 9 febbraio a Perinaldo. Le condizioni della bambina sarebbero apparse preoccupanti molte ore prima del decesso e sarebbero state notate anche da persone esterne al nucleo familiare. Il 16 ottobre le sorelline saranno ascoltate in incidente probatorio

Non soltanto quanto accaduto la mattina del 9 febbraio a Bordighera. Per comprendere le ultime ore di vita della piccola Beatrice bisogna tornare indietro di quasi due giorni, al sabato precedente, e spostarsi a Perinaldo. È lì che la ricostruzione degli investigatori concentra alcuni dei passaggi più importanti dell'inchiesta sulla morte della bambina di due anni. Un arco temporale nel quale le condizioni della piccola sarebbero apparse progressivamente più preoccupanti, fino alla mattina del lunedì, quando vennero infine allertati i soccorsi. Una sequenza sulla quale è necessario mantenere particolare cautela. Le circostanze ricostruite nel corso delle indagini dovranno essere valutate nel procedimento e le responsabilità individuali devono ancora essere accertate. Ma l'incrocio tra testimonianze, dichiarazioni e accertamenti permette oggi di delineare con maggiore precisione cosa sarebbe accaduto in quel fine settimana.

Sabato 7 febbraio, l'arrivo a Perinaldo. Sabato 7 febbraio Emanuela Aiello raggiunge Perinaldo insieme alle tre figlie. Le bambine portano con loro gli zaini e il necessario per fare i compiti e andare a scuola il lunedì successivo. Nell'abitazione si trova anche Emanuel Iannuzzi. È qui che, nel corso della giornata, vengono collocati alcuni degli episodi successivamente ricostruiti dagli investigatori. Particolare importanza assume la serata. A vedere Beatrice non sono soltanto la madre, il compagno e le sorelle. Nell'abitazione si trovano anche altre persone e una di queste, sale a controllare la bambina. La descrive come "molto sofferente", mentre si lamentava e piagnucolava, riferendo inoltre di aver notato un vistoso livido nella zona della mandibola. 

La notte e le richieste d'aiuto delle sorelle. Nel corso della notte la situazione non sarebbe migliorata. Le tre bambine rimangono nella parte superiore dell'abitazione, mentre gli adulti si trovano al piano inferiore. Beatrice vomita. Le sorelle, che non hanno con loro un telefono cellulare, avrebbero provato a richiamare l'attenzione degli adulti urlando, senza riuscirci. È uno dei passaggi più delicati della ricostruzione e anche uno di quelli nei quali assumono maggiore importanza le dichiarazioni delle due minori. Per questa ragione sarà centrale il nuovo ascolto previsto nelle prossime settimane: le sorelline saranno sentite il 16 ottobre in incidente probatorio, negli spazi protetti della Questura di Genova. Le dichiarazioni verranno così raccolte nel contraddittorio tra le parti e potranno essere acquisite come prova nel procedimento.

Domenica 8 febbraio, le condizioni peggiorano. È soprattutto la domenica a rappresentare uno snodo fondamentale. Secondo la ricostruzione, Beatrice continua a stare male. Nel corso della giornata vengono descritti diversi momenti di difficoltà e vengono effettuati tentativi per farla riprendere. Nel pomeriggio le condizioni della piccola destano nuovamente preoccupazione. È in questo contesto che assume rilievo anche la presenza di un'altra persona esterna al nucleo familiare. Vedendo la gravità della situazione, l'uomo avrebbe invitato a chiamare i soccorsi. L'intervento sanitario, tuttavia, in quel momento non venne richiesto. La ricostruzione di quelle ore diventa quindi uno degli elementi centrali per comprendere non soltanto come siano evolute le condizioni della bambina, ma anche quando la loro gravità sarebbe diventata percepibile.

La notte tra domenica e lunedì. La domenica sera Beatrice rimane nella parte inferiore dell'abitazione insieme agli adulti, mentre le due sorelle dormono al piano superiore. La mattina seguente, lunedì 9 febbraio, la quotidianità programmata due giorni prima non riprende. Le bambine non vanno a scuola. Secondo quanto riferito da una delle sorelle, sarebbe stato Iannuzzi, intorno alle 7, a svegliarle dicendo che non sarebbero andate a scuola perché era "successo un casino". Poco dopo viene organizzato il ritorno verso Bordighera. Beatrice viene portata in automobile avvolta in una coperta. Durante il viaggio non viene sistemata nell'apposito seggiolino: secondo la ricostruzione, sarebbe stato affidato alle sorelle il compito di tenerla mentre la madre guidava. Sono gli ultimi passaggi prima dell'arrivo nell'abitazione di Bordighera e della successiva richiesta di intervento dei soccorritori.

La versione da raccontare una volta tornati a Bordighera. C'è poi un ulteriore elemento sul quale si sono concentrate le indagini. Durante il ritorno e una volta raggiunta Bordighera, alle bambine sarebbe stato chiesto di non riferire che il fine settimana era stato trascorso nell'abitazione di Iannuzzi e di non raccontare la presenza dell'uomo. La stessa indicazione, secondo la ricostruzione, sarebbe stata data alle minori prima della partenza da Perinaldo. Questo aspetto viene messo in relazione con le prime dichiarazioni delle sorelle, che inizialmente avrebbero raccontato di aver trascorso il fine settimana a casa. Solo successivamente, dopo il loro collocamento in una struttura protetta, la versione sarebbe cambiata e le bambine avrebbero iniziato a riferire ulteriori circostanze. È proprio su queste dichiarazioni che il procedimento tornerà il prossimo 16 ottobre.

Anche i giorni precedenti sotto la lente. L'attività investigativa non si è fermata al fine settimana tra il 7 e il 9 febbraio. Uno degli aspetti approfonditi riguarda anche la presunta caduta dalle scale del 5 febbraio, indicata inizialmente come possibile spiegazione dei traumi riscontrati sulla bambina. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti di quella giornata e preso in considerazione anche le immagini delle telecamere presenti nella zona dell'abitazione di Bordighera. Secondo la ricostruzione investigativa, le registrazioni non avrebbero documentato movimenti ritenuti compatibili con la caduta di un soggetto dalle scale. Anche questo elemento dovrà essere letto insieme agli accertamenti medico-legali, senza anticipare conclusioni che spettano all'autorità giudiziaria.

Il punto centrale: quando le condizioni diventarono gravi? È probabilmente questa una delle domande che attraversa l'intera ricostruzione delle ultime 48 ore. Gli elementi raccolti collocano già nella serata di sabato una bambina descritta da un testimone come molto sofferente. Durante la notte Beatrice vomita; domenica vengono riferiti nuovi episodi di malessere e tentativi di farla riprendere; nello stesso giorno una persona presente suggerisce di chiamare i soccorsi, che arriveranno soltanto successivamente. La rilevanza di questa sequenza è evidente anche alla luce degli accertamenti medico-legali compiuti nei mesi successivi, che hanno cercato di stabilire cause e tempi del decesso e di ricostruire le condizioni della bambina nelle ore precedenti.

Il 16 ottobre un nuovo passaggio. Al centro dell'inchiesta rimangono Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi, entrambi detenuti e accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Le loro responsabilità penali dovranno essere accertate nel corso del procedimento. La prossima data importante sarà quella del 16 ottobre. Le due sorelline di Beatrice saranno nuovamente ascoltate in incidente probatorio, come richiesto dalla difesa di Aiello, in un ambiente protetto e con modalità pensate per tutelarle. Sarà un altro passaggio di un'inchiesta che, mese dopo mese, ha permesso di mettere in ordine molti degli avvenimenti precedenti alla morte della bambina. Una ricostruzione nella quale restano inevitabilmente dettagli ancora più dolorosi. Ma sono soprattutto i tempi a rappresentare uno degli elementi di maggiore interesse investigativo: quando Beatrice cominciò a stare male, chi si accorse delle sue condizioni, cosa accadde nelle ore successive e perché i soccorsi non vennero chiamati prima.