La vicenda dell'autovelox di Porra supera ancora una volta i confini italiani e arriva sulle pagine di Nice-Matin. L'edizione di oggi dedica infatti un ampio articolo alla lunga controversia che da oltre tre anni coinvolge il Comune di Ventimiglia, gli automobilisti sanzionati e il dispositivo installato lungo la Statale 20. Il titolo scelto dal quotidiano francese è emblematico: "Il radar di Porra ancora sconfessato dalla giustizia". Nice-Matin ricorda come l'apparecchio, entrato in funzione nell'estate del 2023, abbia generato migliaia di verbali, coinvolgendo anche numerosi automobilisti francesi e della Valle Roya che percorrono quotidianamente la strada verso Ventimiglia.
Al centro dell'articolo francese c'è l'ultima pronuncia del Tribunale di Imperia, quella relativa alla sentenza numero 502/2026, pubblicata l'11 settembre scorso. Il giudice ha respinto l'appello presentato dal Comune contro una precedente decisione del Giudice di Pace di Sanremo, confermando l'annullamento delle sanzioni oggetto del procedimento. La decisione del primo giudice era legata, tra gli altri aspetti, alla mancanza di omologazione dell'apparecchio. Anche SanremoNews aveva raccontato la pronuncia nei giorni scorsi, sottolineando come il Tribunale avesse ritenuto tardivo il deposito dell'appello dell'Amministrazione. Per il Comune è arrivata inoltre una nuova condanna al pagamento delle spese legali.
Una storia iniziata nell'estate del 2023
La cronistoria del caso parte dall'estate del 2023, quando il Comune di Ventimiglia installò il rilevatore al chilometro 145+027 della Statale 20, in località Porra, con limite di velocità fissato a 50 km/h. Da quel momento il dispositivo ha prodotto un numero molto elevato di contestazioni, facendo nascere un contenzioso destinato a proseguire per anni. I primi ricorsi degli automobilisti risalgono proprio al 2023, mentre nel gennaio 2024 venne presentata una petizione sottoscritta da circa 1.500 persone, con la richiesta di intervenire sulla questione e di valutare anche l'annullamento in autotutela delle sanzioni. Ad aprile arrivò una diffida e, nel maggio 2024, i primi annullamenti dei verbali divennero definitivi.
Nel frattempo, il tema dell'omologazione degli autovelox è arrivato anche davanti alla Corte di Cassazione, con una serie di pronunce intervenute tra aprile e ottobre 2024. Nello stesso periodo, in agosto, erano stati effettuati in altre regioni sequestri di dispositivi non omologati. Nonostante il quadro giudiziario in evoluzione, il contenzioso relativo a Porra è proseguito. A gennaio 2025 SanremoNews aveva dato conto dell'annullamento di oltre 300 verbali e delle prime condanne del Comune al pagamento delle spese legali, evidenziando come i ricorsi avessero già prodotto conseguenze economiche per l'Amministrazione.
Dal Giudice di Pace al Tribunale
La battaglia giudiziaria non si è fermata al primo grado. Il Comune ha impugnato alcune delle decisioni del Giudice di Pace di Sanremo, ma nel giugno 2025 il Tribunale di Imperia aveva già respinto due nuovi appelli dell'Amministrazione, confermando l'annullamento dei verbali. In quelle pronunce veniva richiamato il principio secondo cui le sanzioni elevate attraverso apparecchi privi della prescritta omologazione non potevano essere considerate valide. Nel luglio di quest'anno è arrivata un'ulteriore serie di decisioni: il Tribunale ha confermato l'annullamento di altre 16 multe, respingendo tre appelli del Comune e condannando l'ente anche al pagamento delle spese.
Ed è proprio questa sequenza di pronunce che Nice-Matin porta all'attenzione dei lettori francesi, evidenziando come la vicenda abbia assunto una dimensione che va oltre il solo territorio ventimigliese. La strada di Porra è infatti un collegamento fondamentale per chi attraversa il confine e raggiunge la Riviera dei Fiori dalla Valle Roya. Per questo il funzionamento dell'autovelox ha interessato direttamente anche automobilisti francesi. Il quotidiano transalpino ricorda inoltre l'entità economica della vicenda: secondo quanto riferito dall'avvocato Marco Mazzola, che assiste diversi automobilisti nei ricorsi, le sanzioni complessivamente generate dal dispositivo avrebbero raggiunto circa 9 milioni di euro dall'estate 2023.
Restano aperti anche altri interrogativi
La questione, però, non riguarda soltanto l'omologazione. Negli ultimi mesi il dibattito si è spostato anche sul limite dei 50 km/h e sulla segnaletica presente lungo il tratto di strada. Il tema è stato sollevato più volte dall'avvocato Mazzola e da esponenti politici locali, mentre il Comune ha valutato l'ipotesi di modificare il limite di velocità. In particolare, viene contestata la situazione nella quale gli automobilisti incontrano il limite di 50 km/h prima del segnale di fine centro abitato e continuano poi a trovare quel limite anche sul rettilineo successivo. A fine luglio il sindaco Flavio Di Muro aveva annunciato un nuovo incontro in Prefettura, spiegando di voler chiedere l'innalzamento del limite oppure lo spostamento dell'autovelox.
A rendere ancora più complesso il quadro è intervenuto, nel luglio scorso, il nuovo decreto ministeriale sugli autovelox, entrato in vigore il 12 luglio 2026. Il provvedimento ha introdotto una disciplina transitoria per gli apparecchi precedentemente approvati, aprendo un nuovo fronte interpretativo anche per il dispositivo di Porra. L'avvocato Mazzola ha sostenuto che la norma possa incidere sui rilievi effettuati dopo quella data, ma ha contemporaneamente sollevato dubbi sulla possibilità di applicare la disciplina alle situazioni precedenti. Il Tribunale di Imperia, nelle pronunce relative ai fatti anteriori all'entrata in vigore del decreto, ha invece evidenziato la non retroattività della nuova disciplina.
Il caso, dunque, continua a viaggiare su due binari: quello giudiziario, con nuovi ricorsi e nuove sentenze, e quello amministrativo, legato al futuro del dispositivo e al limite di velocità sulla Statale 20. Intanto, dopo essere stato per anni al centro delle cronache locali, l'autovelox di Porra è diventato anche una notizia oltre frontiera. Il servizio di Nice-Matin conferma infatti come una vicenda nata sulla strada che collega Ventimiglia alla Valle Roya sia ormai conosciuta anche dagli automobilisti francesi e seguita dalla stampa della vicina Costa Azzurra. Una nuova tappa, dunque, per una storia che, a oltre tre anni dall'installazione del radar, è tutt'altro che conclusa.