"Occorre, ancora una volta, stigmatizzare il comportamento del comune di Ventimiglia sulla nota questione 'autovelox di Porra'" - dice il consigliere comunale di minoranza a Ventimiglia Nico Martinetto.
"Come gruppo consigliare Ventimiglia nel Cuore, abbiamo in più occasioni evidenziato che l’ostinazione del Comune nel resistere (infondatamente) in giudizio contro i ricorsi presentati conto le contravvenzioni autovelox e, dopo aver perso in primo grado, presentare appelli e arrivare fino al terzo grado di giudizio, per poi perdere, ha comportato ingenti danni; abbiamo anche evidenziato che la scelta di dare incarico a un legale esterno comportava inutili e ulteriori costi, che restano a carico dei cittadini; che la colpa di questa amministrazione è semplicemente quella di perseverare nella consapevolezza dei propri errori, ma niente!" - sottolinea - "Ancora una volta il Comune ha perso un ricorso presentato in appello dal legale esterno e si è tenuta l’udienza per la discussione, ma 'per il Comune di Ventimiglia: nessuno compare' (eh, sì, anche questo succede…): il Tribunale di Imperia ha emesso l’ennesima sentenza di condanna del Comune, ribadendo che le norme del Codice della Strada, come interpretate dalla Corte di Cassazione, individuano nell’omologazione e nella approvazione due procedure diverse e che il richiamo alla normativa sopravvenuta è irrilevante, non avendo le disposizioni introdotte successivamente efficacia retroattiva, condannando il Comune al pagamento delle spese e al versamento del doppio del contributo unificato".
"Ancora una volta verranno portati in Consiglio, per la sola ostinazione dell’ente, debiti fuori bilancio che potevano e dovevano essere evitati, ancora una volta il governo della prepotenza e della supponenza di questa maggioranza e le scelte politiche sbagliate, più volte segnalate, sono e restano a danno del cittadino" - evidenzia - "I danni non sono solo i mancati incassi, le condanne alle spese, le condanne a pagare il doppio del contributo unificato e i costi del legale esterno, il punto politico è questo: quando chi governa sbaglia, non può chiedere poi di coprire gli errori come se fossero normali spese di gestione, occorre tutelare l’ente, le casse pubbliche e, soprattutto, i cittadini".